In linea con i propri documenti fondativi e con le posizioni espresse in precedenti dichiarazioni sui conflitti e sulle crisi internazionali, Mondo Senza Guerre e Senza Violenza ritiene necessario intervenire pubblicamente sulla situazione in Venezuela, collocandola nel quadro più ampio del crescente ricorso alla violenza, alla coercizione e a logiche di contrapposizione nelle relazioni internazionali.
La situazione venezuelana non può essere considerata un evento sporadico o isolato, ma piuttosto il segnale di una deriva preoccupante che, se non contrastata, rischia di riprodursi in altri contesti e regioni del mondo.
Mondo Senza Guerre e Senza Violenza ribadisce il proprio pieno impegno nei confronti della Carta delle Nazioni Unite, e in particolare:
al principio del rifiuto dell’uso della forza come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali;
al principio di non ingerenza negli affari interni degli Stati;
al diritto dei popoli all’autodeterminazione;
all’obbligo della risoluzione pacifica dei conflitti.
Questi principi costituiscono un patrimonio comune dell’umanità e non possono essere applicati in modo selettivo o strumentale.
Mondo Senza Guerre e Senza Violenza sostiene con forza:
processi di dialogo inclusivi e credibili, senza precondizioni;
una mediazione internazionale imparziale nell’ambito delle Nazioni Unite;
il rafforzamento dei meccanismi di prevenzione dei conflitti;
il ruolo delle forze civili, sociali e nonviolente.
La nonviolenza non è un’utopia, ma una necessità storica per la sicurezza collettiva.
La comunità internazionale è chiamata a:
rafforzare il ruolo centrale delle Nazioni Unite;
abbandonare approcci basati su blocchi e logiche di contrapposizione;
promuovere cooperazione, giustizia sociale e una pace duratura.
Solo un approccio multilaterale fondato sul diritto internazionale può impedire che il Venezuela diventi un precedente per nuove crisi e nuovi conflitti.
Mondo Senza Guerre e Senza Violenza rinnova il proprio impegno:
contro ogni forma di guerra e di violenza;
per la difesa della vita, della dignità e dei diritti dei popoli;
per un ordine internazionale fondato su pace, dialogo e giustizia.
Prevenire nuovi episodi come quello venezuelano è una responsabilità collettiva che non può essere rinviata.










