I lavoratori portuali chiamano alla lotta. Non vogliamo collaborare alle politiche di riarmo, non vogliamo che le banchine siano privatizzate e che diventino strumento degli eserciti. Non vogliamo lavorare per la guerra.

Nel momento in cui l’imperialismo scatena una micidiale aggressione ai popoli della Terra, seppellendo definitivamente il diritto internazionale, promuovendo la rapina delle risorse naturali su scala globale, mettendo gli eserciti al servizio degli interessi delle grandi società multinazionali e sostenendo una gigantesca campagna di riarmo, i lavoratori possono bloccare l’ingranaggio e fermare la macchina della morte.

Questa guerra che vogliono scatenare sul Pianeta ci coinvolge tutti, ma possiamo ancora fermarla unendo le forze, costruendo relazioni internazionali, rafforzando la solidarietà tra i popoli.

Per costruire la mobilitazione in Italia in occasione dello sciopero internazionale, incontriamoci venerdì 23 a Genova presso il CAP (Circolo Autorità Portuale) via Albertazzi 3

Coordinamento nazionale dei lavoratori portuali – Unione Sindacale di Base