Una risposta forte all’autoritarismo e alle mire espansionistiche di Trump sulla Groenlandia, oltre che alle gravi minacce contro l’Europa. È quella che chiedono Rinascimento Green e Italia Sicura e Indipendente, attraverso un appello rivolto alle istituzioni europee, affinché interrompano l’importazione di GNL proprio dagli Stati Uniti. Una risposta che avrebbe una portata e un effetto particolarmente importanti, soprattutto sul piano politico.
“È impensabile – afferma Stephanie Brancaforte, portavoce di Rinascimento Green – continuare a legare la nostra fornitura energetica a un dittatore che minaccia l’Europa, rischia di sminuzzare alleanze storiche e annuncia apertamente di voler ottenere il ‘dominio energetico’ nel mondo. L’Europa deve rispondere, ritrovare fierezza, mostrarsi coerente con i propri valori di dignità e pace. Non possiamo più mettere soldi nelle mani dell’industria fossile che ha finanziato e ancora finanzia questo nuovo imperialismo. Se continueremo a farlo commetteremo un grande errore strategico. Siamo convinti che lo stop all’importazione di GNL dagli USA avrebbe un impatto politico molto forte, in quanto restituirebbe l’immagine di un’Europa che rialza la testa, ma anche economico e geopolitico, vista l’importanza strategica di gas e petrolio per gli Stati Uniti”.
La politica estera americana e la vocazione espansionistica di Trump, infatti, sono strettamente connesse al reperimento di ulteriori risorse e alla conquista di nuove aree di influenza. L’obiettivo dichiarato è riaffermare il predominio statunitense in tutto il Pianeta e rimodellare, attraverso il controllo delle fonti energetiche fossili, le relazioni politiche.
La gran parte dei mercati globali di petrolio e gas è già sotto il forte controllo degli Stati Uniti, basti pensare che, più della metà della produzione mondiale e delle riserve globali di gas accertate, è nelle mani di paesi che rientrano nella sfera di influenza degli USA. Ciò rappresenta un rischio per la stabilità politica e per la sicurezza energetica globale.
Riguardo all’Europa, Trump ha utilizzato la minaccia di dazi economicamente devastanti per costringere l’UE ad accettare l’importazione di 750 miliardi di dollari di prodotti energetici statunitensi nei prossimi tre anni, in particolare gas naturale liquefatto (GNL). Una strategia mirata a far arricchire le aziende statunitensi dei combustibili fossili e, al contempo, aumentare il potere americano a spese proprio dell’Europa. Peraltro, i progetti di GNL negli Stati Uniti inquinano l’aria e l’acqua delle comunità vicine, con gravi conseguenze ambientali e sanitarie.
Fermare l’importazione di GNL dagli USA, pertanto, è la sola strada per rispondere con forza e dignità alle minacce di Trump. Parallelamente, bisogna che l’Europa punti con decisione sulle fonti da energie rinnovabili considerato che, secondo le stime, tra il 2025 e il 2030 la produzione di energia da fonti rinnovabili registrerà il doppio della crescita dei cinque anni precedenti. Non si tratta solo di una questione climatica o ambientale, dunque, ma di una strategia politica a lungo termine e a tutela della sicurezza internazionale.
“In tale contesto – conclude Stephanie Brancaforte – accelerare la transizione verso l’energia rinnovabile, nel caso del nostro Paese verso un’energia made in Italy, diventa un dovere patriottico e una fondamentale necessità geopolitica”.










