«Abbattendomi, a Saint-Domingue è stato spezzato soltanto il tronco dell’albero della libertà dei neri; esso ricrescerà dalle radici, perché sono molte e profonde», dichiarava Toussaint Louverture il 12 giugno 1802 a Saint-Domingue, l’odierna Haiti.

Il leader rivoluzionario Toussaint Louverture guidò la sollevazione haitiana per l’abolizione della schiavitù e l’emancipazione dal dominio coloniale, durante la quale gruppi di schiavi liberati si opposero al governo coloniale sull’isola. La rivoluzione ebbe inizio nell’agosto del 1791 e si concluse nel 1804 con l’indipendenza dell’ex colonia.

Lunedì 6 e martedì 7 aprile 2026, amici di Haiti, rappresentanti di iniziative antirazziste e attivisti per l’emancipazione si riuniranno per la 24ª volta in pellegrinaggio al “Fort de Joux”, nei pressi di Pontarlier, al confine tra Francia e Svizzera. L’incontro è dedicato alla commemorazione della morte di Toussaint Louverture, avvenuta in quel luogo durante la sua prigionia nel 1803, e al ricordo del doloroso “riscatto per l’indipendenza di Haiti” imposto dall’ex potenza imperialista nel 1825.

Lunedì 6 aprile 2026 il programma prevede l’arrivo a Pontarlier dei pellegrini provenienti da numerosi Paesi, il ritrovo in hotel e una cena conviviale in una brasserie locale.

Martedì 7 aprile 2026 è previsto l’incontro presso il monumento commemorativo del Fort de Joux con la deposizione di corone di fiori. Seguiranno il raduno all’ingresso del Forte, la visita alla cella di Toussaint Louverture e la commemorazione ufficiale organizzata dal Comune di Pontarlier.

Per informazioni il contatto è disponibile su: https://louverture.ch/pelerinage-toussaint-louverture/

Eventi di questo tipo non devono essere interpretati come una forma di rivincita dei popoli un tempo ridotti in schiavitù nei confronti dei loro ex oppressori. Il loro significato risiede piuttosto nel portare alla luce capitoli della storia poco conosciuti o scarsamente divulgati, la cui ricostruzione permette di ricomporre elementi della memoria e della biografia sociale, indispensabili per evitare il ripetersi delle stesse contraddizioni e degli stessi errori.

Parallelamente, i movimenti che rivendicano riparazioni coloniali ed emancipazione stanno crescendo oggi in tutto il mondo, sia in termini numerici sia di influenza.

Tra questi vi è il movimento noto come Colonialism Reparation, che rivolge ai Paesi colonialisti e imperialisti la richiesta di riconoscere i crimini perpetrati, avviare processi di riconciliazione, formulare scuse ufficiali alle vittime e garantire le dovute riparazioni, affermando la supremazia della “forza del diritto” rispetto al “diritto della forza”. https://www.colonialismreparation.org/it/

Un’altra iniziativa a sostegno dell’emancipazione dei popoli emergenti è l’“Istituto Africa delle Libertà”, presente in diversi Paesi con numerose attività orientate al raggiungimento della sovranità militare, finanziaria, politica e culturale. https://www.youtube.com/@FranklinNyamsi/videos

Il fondatore dell’Istituto, Franklin Nyamsi, evidenzia la necessità di una reale unione dei popoli africani per contrastare i tentativi della NATO di ricolonizzare il continente, culla dell’umanità. https://www.pressenza.com/it/2024/06/africa-nel-mirino-della-nato/

Un’ulteriore espressione di questa spinta emancipativa è rappresentata dalla Confederazione del Sahel AES, che comprende Mali, Burkina Faso e Niger, con un’estensione di 2,7 milioni di km² e una popolazione di 71 milioni di abitanti. Questi Paesi stanno recuperando il controllo delle proprie risorse per rispondere ai bisogni dei rispettivi popoli e riprendere in mano il proprio futuro. https://www.youtube.com/watch?v=eRUAjS-iCr8

La riconciliazione e le riparazioni delle ingiustizie non mirano soltanto a sanare le ferite del passato, ma sono estremamente attuali, poiché la violenza neocoloniale continua a manifestarsi oggi sotto nuove forme. https://www.pressenza.com/it/2019/02/venezuela-come-se-la-storia-non-insegnasse-nulla/

Ispirandosi all’esempio di Toussaint Louverture e alle lotte nonviolente per la libertà e l‘emancipazione, la memoria diventa guida per il presente, alimentando la giustizia, la solidarietà e la costruzione di un futuro di cooperazione in cui i popoli possano crescere liberi, sovrani e protagonisti del proprio destino.