Nell’ambito del quarto ciclo dell’Esame periodico universale (UPR) della Cina all’ONU, questo rapporto, sostenuto da 35 organizzazioni, evidenzia gli impatti negativi degli investimenti cinesi e il persistente disprezzo per i diritti umani e i trattati ambientali. Il rapporto mostra il mancato rispetto da parte della Cina di patti e convenzioni internazionali in 28 progetti in nove paesi latinoamericani, compreso il Cile.

Un recente rapporto presentato alle Nazioni Unite da diverse organizzazioni latinoamericane documenta violazioni e impatti causati dai progetti sostenuti dai capitali cinesi nella regione. Coordinato dal Collettivo sulla Finanza e gli Investimenti Cinesi, i Diritti Umani e l’Ambiente (CICDHA), il rapporto comprende 28 progetti in nove paesi latinoamericani, evidenziando il mancato rispetto di patti e convenzioni internazionali da parte della Cina.

Nell’ambito del quarto ciclo dell’Esame periodico universale (UPR) della Cina all’ONU, questo rapporto, sostenuto da 35 organizzazioni, evidenzia gli impatti negativi degli investimenti cinesi e il persistente disprezzo per i diritti umani e i trattati ambientali.

Nel contesto cileno, secondo quanto pubblicato dal media cileno RESUMEN, scritto da J. Arroyo Olea, si evidenzia in particolare la situazione dell’Impianto di Lavorazione delle Risorse Idrobiologiche di Dumestre a Magallanes e del progetto idroelettrico Central Rucalhue, quest’ultimo associato a conflitti socio-ambientali e al perseguimento dei difensori del fiume Biobío.

Il documento, presentato nel contesto UPR, identifica violazioni in diversi settori come quello minerario (con 14 casi), idroelettrico, degli idrocarburi, delle infrastrutture, dell’industria agroalimentare e dell’energia. Secondo Resumen, partecipano a questi progetti 28 imprese cinesi e almeno 8 banche cinesi distribuite in paesi come Argentina, Bolivia, Cile, Colombia, Ecuador, Messico, Perù e Venezuela.

Julia Cuadrod di CooperAcción (Perú), in rappresentanza del CICDHA, sottolinea l’insufficienza e l’inefficienza degli sforzi compiuti dalla Cina per regolare la condotta delle sue imprese e delle istituzioni finanziarie, nonostante le raccomandazioni formulate nei precedenti cicli dell’UPR e di altre procedure speciali. Allo stesso modo, Jaime Palomino, presidente del popolo Shuar Arutam (Ecuador), sottolinea che il rapporto serve come campanello d’allarme per la comunità internazionale e le entità cinesi per garantire la responsabilità delle violazioni dei diritti umani e dell’ambiente in America Latina, evidenzia Resumen.cl.

Infine, in Resumen.cl, Jaime Borda, Segretario Esecutivo della Rete Muqui Perù, enfatizza la mancanza di trasparenza e di responsabilità da parte delle imprese cinesi nell’informazione pubblica sui loro progetti. Come risposta, le organizzazioni invitano le banche e le imprese cinesi a migliorare la quantità e la qualità delle informazioni che divulgano. In sintesi, il rapporto rivela risultati preoccupanti, come gli abusi sulle popolazioni indigene, la mancanza di processi di consenso informato e la presenza di progetti in ecosistemi fragili e strategici di fronte alla crisi climatica.

Di Alfredo Seguel

Traduzione dallo spagnolo di Benedetta Cammerino. Revisione di Alessandra Mazzone

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