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Denuncia alla Corte Penale Internazionale contro i crimini commessi a Gaza

Il CRED-Centro di elaborazione e ricerca per la democrazia invita avvocati, cittadini comuni e organizzazioni a sottoscrivere la denuncia contro i crimini commessi a Gaza presentata il 9 novembre alla Corte Penale Internazionale. Lo si può fare semplicemente, scrivendo alla sua mail e fornendo qualche minimo elemento anagrafico (trovate tutto nel testo qui sotto). Le adesioni saranno inoltrate alla Corte e al Procuratore entro la fine dell’anno. A questo link si può leggerne il testo integrale, che al punto 142 dice: “Gli elementi raccolti stabiliscono la realtà di una successione di dichiarazioni, di responsabili politici e militari, che senza ambiguità ma al contrario in modo eccessivo, affermano la volontà di distruggere la società palestinese a Gaza, creando condizioni di vita alle quali nessun gruppo umano può resistere. Il linguaggio non è quello che si rammarica di imporre costrizioni alle popolazioni civili a causa di un’operazione militare, ma di un’operazione militare che colpirà ogni palestinese, sconvolgendo tutta la sua vita, per condurlo a scelte che non avrebbe mai accettato, e soprattutto rinunciare ai suoi diritti sovrani, e abbandonare la sua terra”. [comune-info]

Il CRED e alcuni dei suoi membri hanno sottoscritto la denuncia allegata, relativa ai crimini commessi a Gaza, firmata da oltre cinquecento avvocati e oltre un centinaio di organizzazioni sociali di tutto il mondo. La denuncia è stata presentata alla Corte penale internazionale il 9 novembre scorso. Invitiamo a sottoscriverla scrivendo alla nostra mail ricercademocrazia@gmail.com,  specificando, per quanto riguarda gli avvocati, l’Ordine di appartenenza, per gli altri cittadini, la professione esercitata e per quanto riguarda le organizzazioni sociali il luogo di attività. Le adesioni saranno inviate alla Corte Penale Internazionale e al suo Procuratore entro l’anno in corso. 

 

Urgenza per un cessate il fuoco immediato. Nessun luogo di Gaza è sicuro: una nuova ricerca

Le forze israeliane hanno dimostrato ancora una volta un’agghiacciante indifferenza per il catastrofico numero di vittime civili dei loro incessanti bombardamenti sulla Striscia di Gaza occupata. Lo ha dichiarato oggi Amnesty International, rendendo nota una nuova indagine sulle violazioni delle leggi di guerra da parte di Israele, relativa a due attacchi che hanno causato 46 vittime civili tra cui 20 bambini, il più piccolo dei quali di soli tre mesi, e una donna ottantenne. Questi due episodi devono essere indagati come crimini di guerra. Gli attacchi, avvenuti il 19 e il 20 ottobre, hanno colpito un edificio appartenente al complesso di una chiesa di Gaza City dove si erano rifugiati centinaia di sfollati e un’abitazione nel campo rifugiati di al-Nuseirat, al centro della Striscia di Gaza. Sulla base delle sue approfondite ricerche, Amnesty International ha concluso che si è trattato di attacchi indiscriminati o di attacchi diretti contro civili e obiettivi civili, che devono essere indagati come crimini di guerra. “Questi attacchi mortali e illegali fanno parte di un documentato schema di disprezzo per i civili palestinesi e dimostrano il devastante impatto dell’assalto senza precedenti da parte di Israele, che ha fatto sì che nessun luogo di Gaza sia sicuro, indipendentemente da dove i civili vivano o dove cerchino rifugio”, ha dichiarato Erika Guevara-Rosas, direttrice delle ricerche globali di Amnesty International. “Sollecitiamo il procuratore della Corte penale internazionale ad assumere immediate e concrete iniziative per velocizzare l’indagine, aperta nel 2021, sui crimini di guerra e su altri crimini di diritto internazionale”, ha aggiunto Guevara-Rosas. “Le drammatiche testimonianze dei sopravvissuti e dei familiari delle vittime sul devastante costo umano di questi bombardamenti sono un’istantanea della sofferenza di massa inflitta quotidianamente ai civili di tutta la Striscia di Gaza dagli incessanti attacchi israeliani ed evidenziano l’urgente bisogno di un immediato cessate il fuoco”, ha sottolineato Guevara-Rosas.

firma l’appello di Amnesty International 

 

Le guide ambientali escursionistiche del Molise e dell’Abruzzo contro il progetto dell’Enel “Pizzone II”

Preoccupati per l’impatto sull’ambiente, sul territorio, sulla salute e delle possibili ricadute sulla sfera professionale, le guide ambientali escursionistiche esprimono il proprio dissenso e preoccupazione per il progetto dell’Enel in parte realizzato nel Parco d’Abruzzo, Lazio e Molise. L’8 agosto 2023, a ridosso delle vacanze estive, la società Enel Produzione Spa ha comunicato tramite posta elettronica ai comuni di Pizzone, Castel San Vincenzo, Montenero Val Cocchiara ed Alfedena, l’intenzione di realizzare sul loro territorio, una mega centrale idroelettrica da 300 Mw (a fronte di 94 Mw di potenza installata in tutto il Molise) denominata “Pizzone II”. Nell’opera realizzata da Enel Green Power è prevista la costruzione di 10 km di gallerie (producendo circa 1 milione di mc di inerti), condutture forzate ed elettrodotti per diversi chilometri, in aree rientranti nel perimetro di siti di Rete Natura 2000, nel Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise e nell’area contigua dello stesso, con ripercussioni inevitabili sul benessere e l’equilibrio degli ecosistemi, sulle possibilità di sopravvivenza di specie animali e vegetali, tra cui non possiamo dimenticare l’orso bruno marsicano, endemismo simbolo del parco. L’idea progettuale, essendo basata sullo spostamento, continuo, delle risorse idriche dal lago di Castel San Vincenzo a quello della Montagna Spaccata e viceversa, provocherà notevoli innalzamenti ed abbassamenti delle acque contenute negli invasi artificiali, rendendo le aree di ricreazione attorno ai due bacini, per motivi di sicurezza, e non solo, inutilizzabili. Tali circostanze avranno un impatto notevole sull’economia locale, già afflitta da dinamiche di spopolamento ed invecchiamento demografico, il cui potenziale di sviluppo verrebbe ridotto drasticamente. Per fortuna, qualche giorno prima del termine di scadenza per la presentazione delle osservazioni alcuni cittadini sono venuti a conoscenza del suddetto progetto, presentando delle rimostranze e dando vita, in poco più di una settimana, ad un coordinamento denominato NO PIZZONE II per fermare sul nascere l’omonimo progetto. Come si legge sui canali social: “il coordinamento si costituisce come entità autonoma avente l’obiettivo prioritario di contrastare il progetto di Enel Green Power per la realizzazione della mega centrale idroelettrica chiamata appunto PIZZONE ed è composto e autorganizzato da associazioni e singoli abitanti del territorio, nonché da esperti, attivisti e cittadini da tutta Italia che si battono contro ogni opera di sfruttamento e devastazione dell’ecosistema con effetti deleteri anche sulla salute”. A ciò si aggiungono le reazioni dei comuni e di alcuni enti che, tramite dichiarazioni pubbliche, osservazioni e delibere consiliari hanno espresso parere negativo rispetto alla realizzazione del progetto. Sono state diverse le azioni e le iniziative organizzate finora dal coordinamento: si sono tenute assemblee pubbliche a Castel San Vincenzo, ad Alfedena, a Campobasso e un presidio davanti al consiglio regionale della Regione Molise. Inoltre, il coordinamento ha avuto un incontro a Pescasseroli per confrontarsi con i referenti del Parco Nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise e recentemente a Campobasso con il Consiglio della regione Molise per ribadire il proprio no all’opera.

comunicato integrale su Salviamo il Paesaggio

 

L’importanza dell’efficientamento energetico degli edifici nell’impatto del surriscaldamento globale

La crisi post-pandemica e il conflitto in Ucraina hanno innescato delle dinamiche che si stanno ripercuotendo anche sul nostro paese. In particolare, l’aumento dei prezzi dei beni energetici ha ricollocato al centro del dibattito la questione della produzione e della gestione di energia. Si tratta di una questione che ha numerosi risvolti. Innanzitutto, quello ambientale: l’aumento costante e preoccupante della temperatura media del globo rende urgenti le pratiche per la riduzione delle emissioni e uno dei settori che ha l’impatto più consistente è proprio quello  della produzione e del consumo di energia elettrica e termica. Ma ci sono anche ripercussioni importanti dal punto di vista economico: abbassare i prezzi dell’energia è cruciale anche per evitare che ci sia un’erosione del potere di acquisto delle famiglie, soprattutto di quelle che si trovano in condizioni già precarie. La gestione energetica ha effetti su molti aspetti, sia ambientali che economici. Secondo l’osservatorio italiano sulla povertà energetica  (Oipe), l’energia è un bene meritorio, ovvero un bene meritevole di tutela pubblica in quanto fondamentale per soddisfare bisogni essenziali della collettività, a prescindere quindi dalle possibilità finanziarie del consumatore. Ed è proprio il consumatore a porsi sempre più al centro di questo processo: si sta infatti facendo largo all’interno del dibattito pubblico il movimento per il  diritto all’energia come un diritto fondamentale dell’essere umano. Oltre a una fornitura capillare e alla diffusione di sistemi di autoproduzione,  questo concetto mira a incentivare anche la consapevolezza dell’utente, che deve essere informato sul tipo di energia prodotta. La decarbonizzazione della produzione energetica è l’obiettivo primario della lotta al cambiamento climatico, ma è altrettanto importante puntare su altri aspetti. In primis l’efficienza energetica, ovvero la capacità di svolgere più attività possibili con un determinato input di energia, e il risparmio energetico, che si traduce in riduzione del consumo di energia primaria (e quindi della CO2 prodotta). In secondo luogo, anche gli interventi di efficientamento  energetico del patrimonio immobiliare sono fondamentali per raggiungere l’obiettivo di piena decarbonizzazione considerando che, in Italia, oltre il 65% del parco edilizio residenziale (12,42 milioni di edifici) ha più di 45 anni e fa affidamento sul gas naturale come principale fonte di energia.

leggi tutto su OpenPolis

 

Il 29 novembre appuntamento con la Controfinanziaria-2024: presentazione del tradizionale rapporto annuale della “Campagna Sbilanciamoci!” sulla Legge di Bilancio

Appuntamento a Roma, alle ore 13.00, presso la Sala “Caduti di Nassirya” del Senato, a Piazza Madama. Tutte le info per registrarsi.

Il prossimo mercoledì sarà presentata la Controfinanziaria 2024 della Campagna Sbilanciamoci! sul Bilancio del Governo, con analisi e proposte alternative per un diverso uso della spesa pubblica a favore della pace, la giustizia economica e sociale, i diritti, l’ambiente. La Controfinanziaria di quest’anno contiene 84 propostespecifiche e la contromanovra di Sbilanciamoci! ammonta a più di 46 miliardi di euro, per un’Italia capace di futuro. Per partecipare all’evento, la registrazione è obbligatoria: a tal fine è necessario inviare una mail con il proprio nome e cognome all’indirizzo info@sbilanciamoci.org entro e non oltre le ore 18.00 di venerdì 24 novembre. Per gli uomini è obbligatorio l’uso della giacca e della cravatta. L’accesso in Sala è consentito fino al raggiungimento della capienza massima.

Per approfondimenti vai su Sbilanciamoci.info

 

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toni.casano@pressenza.com