Nel 2019 L’assemblea regionale dell’Emilia Romagna dichiarava l’ emergenza climatica ed ecologica. Nel 2020 si insediava la nuova Giunta con una vice presidente “ecologista e progressista”, Elly Schlein. Nel 2021 le associazioni regionali e di categoria venivano chiamate per scrivere e siglare il cosiddetto patto lavoro e clima.

Oggi, in piena crisi eco-climatica, in Emilia Romagna si continua a parlare di avveniristici progetti di cattura della CO2, di costruzione di nuove autostrade e relativi poli logistici, di derogare l’uscita dal diesel per salvaguardare la motor valley, di costruire impianti di risalita laddove neve non c’è più, di puntare su un modello di turismo mordi e fuggi che gentrifica le città , aggrava la situazione di marginalizzazione dei ceti più deboli, lascia indietro le zone rurali.

Insomma, da un lato si scrivono piani, ricchi di buone intenzioni,  e dall’altro si continua o si peggiora il business as usual. Perché,si sa  che “l’autostrada verso l’inferno climatico” (cit Guterres) è lastricata di buone intenzioni.

 

Oggi l’Emilia Romagna è finalmente un modello per l’Italia: un modello di greenwashing. Infatti, anche nei piani regionali più radicali, gli obiettivi sono al 2050 e non vengono stilati piani di azione o Road map dettagliate.

 

Il tempo corre, la crisi si aggrava e noi cittadine/i preoccupati vogliamo azioni immediate, le stesse che la comunità scientifica chiede da anni. Il Compito sommo dei governi, ad ogni livello, è quello di salvaguardare la vita dei cittadini. Il governo regionale non lo sta facendo e per questo ci ribelliamo. 

Abbiamo inviato ai consiglieri/e dell’Assemblea regionale e alla giunta la lettera con le nostre richieste, che consegneremo anche a mano la mattina del 18. Da quello stesso giorno cominceranno 3 giorni di azioni dirette nonviolente che avranno il compito di riportare nel dibattito pubblico l’emergenza eco climatica. Saremo in piazza, come sempre, determinate, colorate e non violente per presentare le nostre richieste alla Regione:

 

La prima richiesta è quella di rivedere gli obiettivi dell’agenda climatica regionale, il Patto per il Lavoro e per il Clima, alla luce dello stato dell’arte degli studi sui cambiamenti climatici, in particolare il IV Rapporto IPCC del 2022, pianificando una road map completa. Devono essere presenti obiettivi intermedi e monitorabili, a partire dal 2023. 

La seconda è che questo lavoro di revisione venga fatto attraverso l’istituzione di un‘Assemblea Cittadina per il Clima a livello regionale.

La terza è quella di inviare una lettera al Governo Italiano, comunicando l’urgenza della crisi e chiedendo che venga firmata a livello nazionale una Dichiarazione di Emergenza Climatica ed Ecologica. Essa, oltre ad essere una presa di coscienza e dimostrazione della consapevolezza della situazione, permetterebbe di snellire l’iter burocratico delle leggi di cui abbiamo bisogno adesso.

 

Le azioni dirette di stamani si sono collocate intorno ai palazzi regionali, con banner drop di un enorme striscione con la scritta “Il sonno della Regione genera morti: il 2040 è troppo tardi” e la presenza di numerosi attivisti e attiviste con volantini, cartelloni, bandiere e travestimenti da dinosauri.

Sabato e domenica renderemo la nostra protesta visibile in centro con nuove azioni dirette e un corteo funebre domenica mattina all’interno della zona T.

Se interessati possiamo inoltrare la lettera che abbiamo inviato ai consiglieri/e dell’Assemblea regionale e alla giunta, che abbiamo consegnato anche a mano stamani.

 

Con rabbia e amore Extinction Rebellion Bologna

xrmediabo@protonmail.com

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