Oggi a Ankara, al V° Congresso dell’HDP (Partito dei Popoli), saranno presenti Maurizio Acerbo e Anna Camposampiero per testimoniare il sostegno di Rifondazione comunista alla causa del popolo curdo contro il fascismo di Erdogan: “Da sempre condanniamo il regime fascista di Erdogan a cui farà visita nei prossimi giorni il presidente del consiglio Mario Draghi”, dal quale prendono le distanze, giacché – come tengono a precisare nella loro dichiarazione – “l’Italia e l’Ue continuano a essere complici del regime turco”.

 

Gli esponenti di Rifondazione denunciano la politica del regime fascista turco, sottolineando come “molte compagne e compagni incontrati al precedente congresso del febbraio 2020 oggi non ci sono perché nel frattempo incarcerate/i come Leila Guven”. Nonostante i 4000 militanti incarcerati, fra cui 40 parlamentari (tra i quali i copresidenti Selahattin Demirtas e Figen Yuksekdag), sembra che il partito della sinistra curda abbia trasformato per l’occasione “la capitale del fascismo di Erdogan nella capitale della democrazia”, testimoniando la completa e totale voglia di resistere al regime reazionario senza alcuna rassegnazione. Pertanto, manifestano la piena solidarietà al movimento curdo e ribadiscono ancora una volta “la richiesta di liberazione dei prigionieri politici e la cessazione immediata dell’isolamento nell’isola-prigione di Imrali del presidente Ocalan”.

 

I due rappresentanti italiani chiudono con una annotazione politica significativa, di grande vicinanza con la resistenza democratica contro il sultanato fascista: “Il movimento curdo è la più coerente forza che si batte per la democrazia e la pace in Turchia in Medio Oriente. L’Hdp è la voce della convivenza tra i popoli e le religioni, della liberazione delle donne, dei diritti. Il contrario dell’islamismo reazionario e nazionalista di Erdogan che da anni utilizza i tagliagole jihadisti per massacrare il popolo curdo, in Turchia come in Siria. Sono queste donne e questi uomini che i paesi della NATO, Italia compresa, continuano a tradire e pugnalare alle spalle. Ribadire come hanno fatto all’ultimo summit che il Pkk di Ocalan è un’organizzazione terrorista significa legittimare la repressione di Erdogan e i suoi bombardamenti criminali contro l’autogoverno curdo in Siria e Iraq”.

 

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