Un passo avanti e due indietro.

Nell’ultimo mese, il Senato della Florida ha approvato una proposta di legge per vietare l’istruzione sull’orientamento sessuale e l’identità di genere dalla scuola materna alla terza elementare. Ufficialmente noto come proposta di legge sui ‘Diritti Genitoriali nell’Istruzione’, il decreto cerca essenzialmente di cancellare la presenza della comunità LGBTQ+ nell’istruzione, costringendo così gli studenti a reprimere il proprio orientamento sessuale e la propria identità di genere.

Inoltre, se, come previsto, il disegno di legge entrerà in vigore il 1° luglio di quest’anno, i genitori potranno citare in giudizio le scuole o i singoli insegnanti che discutono di temi LGBTQ+, presumibilmente nell’interesse della ‘tutela’ dei propri figli.

In realtà, tuttavia, il disegno di legge non cerca semplicemente di impedire ai bambini di ricevere un’istruzione sul genere e l’orientamento sessuale prima che siano abbastanza ‘maturi’ per comprenderli, ma demonizza la comunità LGBTQ+, suggerendo che la sua stessa esistenza sia un argomento tabù, che deve essere regolamentato.

In effetti, nel suo tentativo di cancellare l’esistenza di persone LGBTQ+ dall’istruzione, il disegno di legge ‘Diritti Genitoriali nell’Istruzione’ assomiglia in modo sorprendente all’Articolo 28, una serie di leggi introdotte dal governo conservatore di Margaret Thatcher che vietava la ‘promozione dell’omosessualità’ da parte delle autorità locali in tutta la Gran Bretagna, in particolare nelle scuole e negli istituti di istruzione. Anche se nel 2003 l’Articolo 28 è stato finalmente cancellato dai registri delle leggi in Inghilterra, l’approvazione del disegno di legge ‘Diritti Genitoriali nell’Istruzione’ in Florida quasi vent’anni dopo è un rigido promemoria della persistenza di atteggiamenti omofobi e transfobici, anche nel ventunesimo secolo.

Nonostante alcuni punti del vago linguaggio del disegno di legge suggeriscano che sia stato mal interpretato e che i suoi contenuti non siano altro che un tentativo di aumentare il coinvolgimento dei genitori nell’istruzione, questo ha dovuto far fronte a una feroce opposizione, in particolare all’interno della stessa Casa Bianca, la cui addetta stampa Jen Psaki l’ha definito ‘discriminatorio,’ ‘orribile,’ e ‘una forma di bullismo’ nei confronti dei bambini e delle famiglie LGBTQ+, il Segretario ai Trasporti Pete Buttigieg ha affermato che farà aumentare i suicidi tra i giovani LGBTQ+ e Hilary Clinton l’ha definito come ‘l’ultimo esempio della crudeltà performativa che oggi definisce il marchio GOP (inteso come Grand Old Party, per indicare l’anima genuinamente conservatrice del Partito Repubblicano, ndr)’. Tuttavia, ciò che preoccupa è il limitato successo giuridico che i politici e altri hanno avuto nel contrastare il disegno di legge, nonostante le diffuse critiche che ha attirato. Sebbene adesso la Disney abbia deciso di denunciare pubblicamente il disegno di legge e nonostante l’abbandono scolastico di alcuni studenti e le manifestazioni pubbliche, alla fine, l’inefficacia di tutte queste azioni dimostra la futilità di cercare di resistere a quello che è essenzialmente un sistema radicato di repressione.

L’emarginazione delle persone LGBTQ+ negli Stati Uniti, tuttavia, non si limita alla Florida. Non solo altri stati sono pronti a seguire lo stesso percorso della Florida, con Kansas, Tennessee e Indiana che stanno già valutando misure simili, ma più di 150 progetti di legge anti-LGBT sono stati finora introdotti a livello statale in questa sessione legislativa, la maggior parte dei quali si concentra sull’accesso all’assistenza sanitaria e sulla presenza transgender nello sport. Ad esempio, l’Iowa ha recentemente vietato alle donne e alle ragazze transgender di praticare sport femminili nelle scuole pubbliche e in Texas il governatore Greg Abbott ha emesso un nuovo ordine esecutivo per avviare indagini di abusi sui minori nei confronti dei genitori che cercano cure mediche di affermazione di genere per i figli transgender.

In definitiva, anche se l’anno scorso la nuova amministrazione Biden ha revocato il divieto di Donald Trump sulle persone transgender nelle forze armate, i progressi a livello nazionale sono compromessi da vari sforzi a livello statale per portare avanti una legislazione che potrebbe essere dannosa per gli studenti LGBTQ+. L’atteggiamento di Biden può essere promettente, ma il sistema politico americano stabilisce che ogni stato è un’entità sovrana a sé stante e, come tale, è in grado di creare, applicare e implementare le proprie leggi. Si può quindi fare ben poco per impedire che il disegno di legge discriminatorio ‘Diritti Genitoriali nell’Istruzione’ diventi legge, nonostante l’opposizione del pubblico.

Inoltre, il disegno di legge potrebbe anche rispecchiare le iniziative di altri paesi per adottare divieti sulla ‘propaganda gay’. Ad esempio, in Russia, dove le persone LGBTQ+ hanno sempre affrontato sfide legali e sociali non vissute da altri, nel 2013 sono state approvate leggi federali che vietavano la distribuzione ai minori di ‘propaganda’ per la promozione di ‘relazioni sessuali non tradizionali’. Allo stesso modo, l’Ungheria ha approvato una nuova legge che vieta la ‘promozione’ dell’omosessualità ai minori e, nonostante ora sia stata revocata, il parlamento ucraino aveva precedentemente approvato una legge che vietava qualsiasi tipo di discussione pubblica sull’orientamento sessuale e l’identità di genere. Il disegno di legge ‘Diritti Genitoriali nell’Istruzione’ non è quindi un atto legislativo isolato, ma fa parte di un movimento in crescita in tutto il mondo che cerca di emarginare ed escludere le persone lesbiche, gay, bisessuali, trans e di genere diverso da tutti gli aspetti della società attraverso l’approvazione di leggi e politiche discriminatorie.

Tuttavia, la preoccupante regressione dei diritti LGBTQ+ va ben oltre queste leggi di propaganda anti-gay. Solo nell’ultimo mese, il Congresso del Guatemala ha votato per vietare il matrimonio omosessuale e l’insegnamento della diversità sessuale, mentre la più alta corte di Singapore si è rifiutata di revocare un divieto sul sesso gay. Inoltre, nonostante i diritti LGBTQ+ nel Regno Unito siano tra i più avanzati in Europa, nell’ultima settimana uno dei suoi tribunali ha bloccato la legalizzazione di un matrimonio omosessuale nelle Isole Cayman e nelle Bermuda, in quello che è stato visto come un enorme colpo all’uguaglianza LGBTQ+. Più in generale, poiché l’LGBTQ+ rimane illegale in settantuno paesi di tutto il mondo, molti dei quali non riconoscono il matrimonio omosessuale, hanno vietato alle coppie omosessuali di adottare bambini e impediscono alle persone di cambiare legalmente sesso. In effetti, oggi i sentimenti anti-LGBTQ+ sono così profondamente radicati che un leader della chiesa russa ha persino attribuito la recente invasione ucraina a ‘peccaminosi’ cortei del Pride, nonostante non vi sia alcuna relazione visibile tra i due. In sostanza, sebbene in alcuni paesi si stiano facendo progressi, sembra esserci un legame tra l’aumento dei diritti in alcuni paesi e il peggioramento o la soppressione dei diritti in altri.

Per i membri della comunità LGBTQ+, come me, questa è un’epoca estremamente incerta. La lotta per la liberazione delle persone LGBTQ+ è tutt’ altro che finita e, nonostante esista una vasta rete di attivisti e organizzazioni che stanno conducendo una campagna spietata per garantire i diritti dei popoli LGBTQ+ in tutto il mondo, la dura verità è che, in questo momento storico, i diritti umani non sono una realtà per tutti. In un mondo in cui ogni progresso è accompagnato da un passo indietro, la discriminazione sta diventando una parte inevitabile della vita quotidiana per sempre più persone. Andando avanti, quindi, i legislatori di tutto il mondo farebbero bene a ricordarsi che i diritti LGBTQ+ sono diritti umani e che, negando questi diritti ai loro cittadini, violano la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani (1948) – una legge che senza dubbio causerà una condanna diffusa.

Traduzione dall’inglese di Simona Trapani. Revisione di Daniela Bezzi


Molly Pimm è una studentessa del secondo anno presso la St. Andrews University in Scozia, che studia per laurearsi in relazioni internazionali. Molly scrive per la St. Andrews Foreign Affairs Review e fa parte della rete universitaria dell’ Middle East Treaty Organization. Quest’articolo è stato ripubblicato con il permesso dell’autore.

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