Intervento di Rosa Amodei, WILPF Italia durante l’Incontro online con gli studenti delle Scuole superiori, Teramo 10 marzo 2022

WILPF nasce all’AIA, dove, dal 28 al 30 aprile del 1915, in una Europa attraversata da eserciti, 1136 donne delle due sponde dell’Atlantico convennero in un Congresso con lo scopo di fermare la guerra e trovare le condizioni per una pace permanente. Ad esse si unirono altre 3.000 donne olandesi rivendicando insieme i loro diritti in difesa dei valori della vita e della civiltà.

Gli alunni abitualmente apprendono dai testi scolastici il Congresso di Vienna del 1815 che sancì la restaurazione dei vecchi sovrani sui vecchi troni, ma non conoscono il Congresso dell’AIA del 1915, voluto e condotto da donne . Esso fu un unicum nella storia dell’Occidente, un evento rivoluzionario e di rottura delle norme della società patriarcale.

I tempi erano maturi perché ciò accadesse. Vediamoli insieme.

Il mondo occidentale tra ‘800 e ‘900 vide l’attuarsi di trasformazioni socio-economiche, tecnico-scientifiche e culturali, impensabili, con una intensità senza precedenti.

Masse di lavoratori partecipavano alla vita di fabbrica uscendo dall’isolamento del mondo contadino; Henry Ford introduceva nel mondo produttivo la catena di montaggio con funzioni e tempi lavorativi parcellizzati; enormi quantità di beni davano luogo alla società dei consumi, garantivano profitti e dilatavano i mercati trasformando le vecchie forme di vita e le relazioni interpersonali.

Sul piano filosofico-scientifico, si avvertivano istanze metodologiche di tipo verificazionista, contro la fumosità astratta dei vecchi saperi, ricercando nuovi linguaggi(1), mentre nei caffè viennesi giovani intellettuali discutevano di come immettere “vino nuovo in botti nuove”. A.Einstein , con le due Dottrine della Relatività (del 1905 e 1916), andava oltre la visione galileiano-newtoniana del mondo fisico-naturale, aprendo nuovi orizzonti alla scienza e ai suoi fondamenti (2). Notevole fu anche il contributo del fisiologo G.F.Nicolai al pensiero della guerra come “atavismo, persistenza di istinti aggressivi” e chi vagheggiava, come Otto.L.Russbult “Gli Stati Uniti d’Europa”. (&) .

Sul piano della soggettività, la fede nella ragione umana veniva posta in discussione da avanguardie artistiche e letterarie , sostenute anche dalla tradizione nietzschiana , cui diede grande impulso ”L’Interpretazione dei Sogni “ di Freud del ‘900 . Nasceva la Psicologia del profondo con la scoperta dell’Inconscio e con essa il disvelamento di quello impasto di pulsioni, istinti , egoismi, di cui è fatto l’animo umano. (3) .

L’idea di un soggetto maschile dominante, del mito della forza fisica, contrapposti al sesso debole, al mondo femminile, non erano più accettabili.

Sul piano ideologico-politico, agli ideali delle Nazionalità e della tradizione, il potere patriarcale aveva sostituito un acceso Nazionalismo, proteso verso la conquista e l’espansionismo territoriale.

Verticismo, individualismo, razzismo, bellicismo, costituivano ad inizio secolo, la cifra delle classi dominanti. La vita delle donne restava nel chiuso delle mura domestiche. Gli uomini negavano ad esse il diritto al voto, la loro crescita culturale, l’apertura alla vita civile.

A questo universo, spiriti colti di uomini e donne opposero una visione paritaria e orizzontale della vita e della società. Animati da ideali umanitari e di giustizia sociale, sensibili verso le minoranze e i ceti subalterni, rivendicavano solidarietà, interclassismo, cooperazione, come uniche vie della pace. Provenendo dal pacifismo di ispirazione anarchico-socialista e dal suffragismo ottocentesco, nel periodo antecedente la Grande Guerra, nascono movimenti che si organizzarono in partiti e associazioni, opponendo al militarismo l’obiezione di coscienza e la concordia, al razzismo e all’odio di classe , l’interclassismo e l’Internazionalismo.

Le donne si distinsero in questo periodo storico per una presa di coscienza ed una maturità di pensiero elevate, dando luogo ad una vasta rete di corrispondenze, leghe, comitati, riviste, con cui rivendicavano la partecipazione alla vita pubblica, la propria crescita civile fuori dalle mura domestiche, il diritto al voto.

Quando allo scoppio della Grande guerra si comprese che non si sarebbe trattato di un Blitz Krieg, le donne del Congresso dell’Aia, come ho già detto, si confrontarono per giorni al fine di trovare le vie della pace e fermare la guerra inviando Delegazioni presso i governi. La guida del Congresso fu affidata all’americana Jane Addams, coadiuvata da un’altra grande figura, la Emily Greene Balch.

La Addams, femminista e pacifista, era ben nota in Europa per il suo alto profilo intellettuale e per impegno civile. Aveva fondato il primo Servizio sociale, il “Social Settlement”, HULL HOUSE , nei quartieri degradati di Chicago. Vi accoglieva donne e uomini per lo più immigrati, sperimentando pratiche di solidarietà, di cooperazione, di crescita educativa, di democrazia diretta, di pacifismo. Importante ella riteneva essere “il legame di fratellanza”, “la forza dell’amore”, “la capacità intuitiva delle donne nella vita di relazione, punti di forza per un nuovo Umanesimo”(4).

La Emily Greene Balch fu presente anch’ella all’Aia. Pacifista, docente di Storia e Sociologia , studiosa del mondo del lavoro, delle condizioni di vita degli immigrati, delle etnie, della questione femminile. Fondò Scuole Estive Internazionali per giovani di entrambi i sessi, promuovendo gli ideali del pacifismo come antidoto morale alla guerra. Denunciò il razzismo e i linciaggi di cui erano vittime gli immigrati ritenendo, al contrario, che furono essi a rendere grande l’America.

Sostiene Bruna Bianchi, riferendo i pensieri di alcune partecipanti che il Congresso dell’Aia “aveva rivelato l’ampiezza e la profondità di un movimento sotterraneo che era uscito dall’invisibilità e dal silenzio”…….”sentire che le barriere erette dalla guerra non riuscivano a dividere le donne, diede un’idea concreta del significato della Pace e della via per raggiungerla” (5).

Proverò ora a leggervi alcune voci di singole donne, partecipanti al Congresso dell’Aia, e raccolte nel libro di Bruna Bianchi in precedenza citato, per far cogliere ai giovani lo spirito che ivi aleggiava e di cui si è nutrito il Pacifismo WILPF sino ad oggi. Ad esempio:

Per Emily HobHouse: “all’Aia il lavoro di pace e di fraternità ricevette un impulso straordinario”.(6)

Per Emmeline Pethick Lawrence: “la Pace è il massimo sforzo della mente umana, applicato all’organizzazione della vita dei popoli, sulla base della cooperazione , che non può essere garantita da Trattati o conservata dagli armamenti; deve fondarsi sulla opinione pubblica di democrazie illuminate e libere”.(7)

L’austriaca Harriette Thomas, all’Aia, dirà : ….”sono venuta qui per rappresentare i deboli, le donne che non sono mai uscite di casa e che non hanno mai partecipato ad alcun avvenimento nel mondo; sono venuta per rappresentare quell’altra classe di deboli, gli uomini che sono stati resi fragili da questa terribile guerra… Oggi tornano da noi a migliaia. di alcuni di loro non abbiamo niente se non frammenti… e quando i capi di governo ci parlano delle meraviglie della civiltà che saranno costruite in questo paese dopo la guerra, noi ci domandiamo chi mai potrà costruirle?”(8)

Helene Swanswik, pacifista britannica, approfondì temi di grande attualità come ad esempio il “nesso tra pacifismo e partecipazione politica delle donne ” e tra “militarismo e degradazione delle donne”, temi risultati centrali nel pacifismo contemporaneo. Ella scrive: “Sentivo che gli uomini avevano abbandonato i loro fini e avevano lasciato la responsabilità della vita sulle spalle delle donne, mentre loro giocavano a quel folle gioco sanguinario di massacrare i figli delle donne” (9).

Il Congresso dell’Aia si concluse con Risoluzioni che contengono principi inderogabili per la vita associata e per la pace permanente tra gli Stati. Non potendo enunciarle tutte, in questo nostro incontro, ne citerò solo alcune per mostrarne la lungimiranza per l’attuazione di una nuova visione del mondo.

Come prima risoluzione all’Aia fu posta la questione del Voto alle donne e la loro Partecipazione a tutte le funzioni della vita pubblica ; la Costruzione della pace in un mondo senza guerre e senza eserciti; la non segretezza dei Trattati; la costruzione di Organismi Sovranazionali, come la Società delle Nazioni che, mediante Conferenze Internazionali, si adoperasse per prevenire i conflitti affidando il loro superamento alla Diplomazia e all’Arbitrato; ancora vanno ricordati: il Principio di Autodeterminazione dei popoli, la Libertà dei mari, Mercati liberi, Concorrenza pacifica, Internazionalismo, Cura dell’infanzia a partire dall’educazione alla Pace. Molta attenzione questi principi ricevettero da parte di Lenin e ispirarono il Presidente Wilson nel promuovere nel 1919 la Società delle Nazioni.

Convinta come sono che non si può costruire il futuro se non a partire dal “cuore caldo del passato,” per dirla con C. Levi, ho ritenuto opportuno far precedere queste annotazioni al resoconto circa gli ambiti in cui oggi si esplicita l’attivismo WILPF, in cui non c’è buonismo, sia chiaro, ma qualcosa di più profondo da costruire.

In tutto l’arco del ‘900 , lungo il solco del Pacifismo e del Femminismo quindi, WILPF ha dato luogo al senso delle sue dinamiche in modo espansivo ed inclusivo. Presente oggi in 46 Stati nel mondo, ha ricevuto il riconoscimento di ben tre Premi Nobel, più un quarto Nobel ricevuto insieme alle Associazioni pacifiste della rete ICAN .

Va chiarito agli studenti che WILPF si configura come ONG di volontarie, laica, fuori dai partiti, autofinanziata dalle iscritte e con finanziamenti di donors. Essa si struttura orizzontalmente. Governata da una Presidente eletta ogni tre anni a livello internazionale, da due vicepresidenti, una norvegese e una statunitense , da una tesoriera e una segretaria generale, più cinque rappresentanti regionali con delle vicarie e da attiviste che operano in Sezioni per ciascuno Stato. Ad oggi la Presidente è la nigeriana dott.ssa Joy Ada Onyeso. Il Coordinamento internazionale delle attività WILPF è dato dal Congresso che si svolge triennalmente nei luoghi che di volta in volta le wilpfers scelgono. L’ultimo Congresso si è svolto nel 2018 ad Accra in Ghana. Godendo dal 1947 di uno Status Consultivo presso l’ONU, la WILPF attraverso sue delegate si rapporta in modo dialettico con le Agenzie ONU quali FAO, UNESCO, UNICEF con riferimento al Bureau di Ginevra e di New York.

Circa le attività e gli eventi cui si è dato luogo in Italia, l’elenco è davvero lungo. La pioniera coraggiosa che fondò per prima la WILPF-Italia fu Rosa Genoni nel 1915. Il periodo fascista e gli anni relativi alla Seconda guerra mondiale furono di ostacolo all’attivismo WILPF. Fu solo a partire dal 1989 che ricevette un impulso forte per opera di Giovanna Pagani e di altre donne coraggiose quali: Ada Donno, Antonia Sani, Annalisa Milani, l’attuale Presidente della WILPF-Italia Patrizia Sterpetti, solo per indicarne alcune.

Gli obbiettivi sono finalizzati alla difesa della donna dalla violenza maschile e nei luoghi dove i suoi diritti sono messi in pericolo. Convegni, manifestazioni, Conferenze internazionali, Carovane delle donne per la Pace, Marce mondiali , Corsi formativi nelle Scuole per l’educazione dei giovani alla pace, Tende antinucleari, sono i suoi strumenti di intervento. Una attenzione particolare viene data alle donne in zone di guerra, in virtù della Risoluzione dell’ONU 1325, ma anche a chi, rifugiate e rifugiati, cercano sul nostro territorio accoglienza ed integrazione. Con il progetto AISHA due wilpfers italiane sono presenti in Palestina accanto alle donne di Gaza mediante esperienze di Microcredito a sostegno delle loro attività lavorative.

Ritenendo che le guerre e la produzione di armi, in particolare le armi atomiche, siano le cause maggiori che affliggono l’umanità e in primis le donne, e che la potenza radioattiva è devastante per la salute dell’uomo e per l’ambiente naturale, WILPF-Italia collabora all’interno della Coalizione clima nella difesa dell’ambiente e con i Disarmisti Esigenti ed altre Associazioni tra cui Mondo senza Guerre, Earth Day, Laudato Si, affinché le spese militari vengano convertite in spese civili, favorendo la Transizione ecologica.

Due nomi prestigiosi di scienziati vanno menzionati e con cui WILPF-Italia collabora, lo scienziato Luigi Mosca e il prof. Angelo Baracca, dai quali riceve stimoli ai temi del nostro agire.

Vivo è stato con essi il discorso intorno alle armi atomiche per la soppressione delle quali è stato avviato un percorso presso l’ONU insieme a tutto l’associazionismo della Rete ICAN, finalizzato ad un atto giuridico che ne proibisse la produzione e l’uso.

Dopo tre Conferenze Internazionali a Oslo 2013, a Nayarit (Messico) 2014, e a Vienna 2014, l’Assemblea ONU, nel 201, ha approvato una Conferenza per la elaborazione di un Trattato.

Essa si è conclusa nel 2017 e il 7 Luglio di quello stesso anno l’ONU ha adottato il TRATTATO DI PROIBIZIONE DELLE ARMI NUCLEARI in sigla TPAN, con l’approvazione di 122 Paesi alla Conferenza di NewYork. L’Italia non lo ha approvato pur non essendo paese nucleare.

Va detto che il TPAN, per avere validità giuridica, richiedeva la ratifica di 50 stati. Sono occorsi altri 4 anni da allora, e il 22 Gennaio del 2021 la ratifica del TPAN è stata raggiunta con le firme di ben 55 Stati . Oggi il TPAN è Legge Internazionale, proibisce: la produzione, il possesso e l’uso delle armi nucleari. Ultime notizie danno in 60 il numero degli Stati che hanno ratificato il Trattato.

Nella Conferenza dell’ONU, un ruolo notevole ha avuto la società civile. WILPF-Italia ha evidenziato le contraddizioni tra I’art. 11 della nostra Costituzione che vieta la guerra e la presenza di armi nucleari sul nostro territorio. Il nostro lavoro , oggi, è quello di far convergere tutti gli Stati nucleari a ratificare il TPAN. A questo scopo, con la rete ICAN, abbiamo presentato la raccolta di circa 10.000 firme al Presidente Mattarella nel 2018, con la richiesta di ratifica del TPAN.. Sarà un cammino in salita affinché tutti gli Stati nucleari vi convergano. Dobbiamo impegnarci tutti, educando il mondo, in difesa dei grandi soggetti cui siamo chiamati a salvaguardare: la Pace, l’Umanità e la Terrestrità.

 

Rosa Amodei – (WILPF-ITALIA)

(1) F.Barone “Il Neopositivismo Logico” – Ed.Laterza.

(2) S. Freud “L’Interpretazione dei sogni” – Opere -Parte II – Gruppo Ed. L’Espresso.

(&) B.Bianchi “ L’Avventura della Pace” – Ed. Uniclopi – pp.125 e 115.

(3) A. Einstein “ Relatività”- Universale Boringhieri-

(4) J. Addams “Donne, Immigrati, Governo della Città”. A cura di B.Bianchi Ed. Spartaco pp. 72-73.

(5) in Bruna Bianchi “L’Avventura della Pace” Ed. Uniclopi – pp.188 -189

(6), (7), (8) in Bruna Bianchi :“L’Avventura della Pace”- Ed. Uniclopi – pp. 188-189

(9), ivi,