“Occorre bloccare al più presto la spinta ulteriore alla privatizzazione del servizio sanitario pubblico lombardo per garantire il diritto di tutti alla salute e avere strumenti efficaci per contrastare la pandemia e nuove ondate di varianti, che la guerra in Ucraina può contribuire a favorire”: ha detto Marco Caldiroli, presidente nazionale di Medicina Democratica – Coordinamento Regionale per il Diritto alla Salute Campagna Dico 32, che ha condotto e concluso il convegno di stamattina a Milano, alla Camera del Lavoro di in Corso di Porta Vittoria, su “Il diritto alla salute fra guerre e sindemie”.

L’iniziativa, promossa dal Coordinamento Lombardo Diritto alla Salute Campagna Dico 32! nell’ambito delle manifestazioni per la Giornata Europea contro la Commercializzazione della Salute, si è aperta con i saluti di Vincenzo Greco della segreteria CGIL, che ha detto che “ la privatizzazione favorisce le diseguaglianze sociali e territoriali, che occorre contrastare riaffermando il diritto universale alla salute come elemento fondamentale della democrazia e della giustizia sociale”

L’altro tema “incombente” è quello della guerra: Daniela Padoan dell’Associazione Laudato Si ha ricordato che a gennaio 50 Premi Nobel, fra cui il nostro Giorgio Parisi hanno chiesto la riduzione del 2% delle spese militari da destinare a i problemi più gravi come le estreme povertà, ma le cose sono andate esattamente al contrario. Ha sottolineato che “il problema di chiunque voglia dirsi pacifista è la denuclearizzazione del mondo: le spese per la difesa e gli armamenti vanno destinate alla cura degli esseri umani e del pianeta”.

Vittorio Agnoletto, della Campagna Europea “Nessun profitto sulla pandemia” ha sottolineato che “la pandemia non è finita e ogni giorno ci sono ancora oltre cento morti, nuove varianti girano in Europa e la guerra facilita la diffusione del virus. Inoltre se non viene approvata la sospensione dei brevetti sui vaccini rischiamo che nei Paesi poveri si sviluppino nuove varianti che arriveranno da noi il prossimo autunno”

“Oggi – ha detto Angelo Barbato del Forum per il Diritto alla Salute– le priorità della ricerca e degli investimenti dell’industria farmaceutica non coincidono con i bisogni di salute della popolazione. Sosteniamo la proposta di creare un’Agenzia Pubblica Europea per la ricerca indipendente e la produzione dei farmaco”.

“Vogliamo tornare a fare i medici e non più i burocrati!” ha detto Valerio Marsala, medico di base del movimento salviamolamedicinagenerale, emanazione milanese del movimento nazionale trasversale Coccarde Gialle. “Abbiamo vissuto la disperazione della solitudine nei giorni più terribili della pandemia nel dover fronteggiare una situazione di gravi carenze pregresse e gravissimi disagi, con un vero e proprio gioco al massacro e azioni di mobbing, che speriamo di sconfiggere con l’unità della categoria medica dell’ordine professione e dei sindacati“.

Diversi aspetti dell’organizzazione della sanità sono stati toccati dai vari interventi: Elisabeth Cosandey, di Medicina Democratica e del Comitato Melegnano Martesana, ha dichiarato che “non vediamo nessun segnale di cambiamento positivo per la salvaguardia della sanità pubblica. Le Case della Comunità previste dal PNRR sono state inserite solo per usufruire dei soldi europei. Non ci sono risorse per assumere personale! Crediamo che solo una partecipazione dal basso solida e competente possa innescare un processo positivo. Dobbiamo dimostrarci tenaci e sicuri nei confronti con le aziende sanitarie e richiedere di concorrere all’elaborazione di interventi e progetti sia come prevenzione che come qualità delle cure.

Nadia Riva, dei Comitati locali per il diritto alla salute: “Il rilancio della sanità pubblica può avvenire solo se i comitati territoriali si mobilitano e allo stesso tempo se riusciamo a intrecciare una relazione tra soggetti diversi: medici, lavoratori sanità, sindacati, associazioni“ e ha annunciato una serie di iniziative per i prossimi giorni.

Gianluigi Trianni ha parlato a nome dei Comitati per il ritiro di qualunque Autonomia Differenziata: “Le proposte a suo tempo avanzate da Veneto, Lombardia ed Emilia-Romagna di Autonomia Regionale Differenziata sono state spazzate via dalla pandemia Covid-19 e dalla crisi economica precedente la guerra in Ucraina. Vanno sventati, tuttavia i continui tentativi di imporre l’Autonomia Regionale differenziata nel Paese, almeno in forma parziale. Le prossime competizioni elettorali saranno un’occasione. E’ necessario sostenere la petizione contro l’autonomia differenziata in Lombardia”

Laura Valsecchi di Medicina Democratica ha sottolineato che “la pandemia ha evidenziato l’urgente necessità di cure sanitarie gratuite e universali per le persone anziane non autosufficienti sia a livello territoriale che quando ricoverate nelle RSA. Purtroppo nel PNRR non si parla di rivedere i requisiti principali, organizzativi e del personale delle RSA come ci si aspettava, data la gravissima situazione delle RSA”.

“La commercializzazione della salute passa attraverso la privatizzazione della sanità, che riduce il cittadino/a a cliente in un mercato anziché un soggetto dotato di diritti. Ha dichiarato Marco Caldiroli, a conclusione dei lavori del seminario: “In Italia ci troviamo di fronte al concreto rischio che i fondi del PNRR relativi alla missione “salute” per la “ripartenza” dopo la pandemia finiscano in gran parte alla sanità privata, anziché a ricostruire la medicina territoriale e la programmazione pubblica degli interventi di prevenzione, cura e riabilitazione. I comitati intendono contrastare questa deriva, in ogni realtà locale. In Lombardia in particolare per svelare le finte “Case di Comunità” (ambulatori esistenti con cambio di targa all’entrata) che la Giunta inaugura a ogni piè sospinto e per chiedere la partecipazione del territorio alle scelte”.