La manifestazione antimilitarista e antimperialista nella località aretusea si terrà alle ore 10:30

 

La recente escalation bellica in Ucraina non è una casualità, ma la conseguenza naturale della competizione interimperialista per la spartizione del globo nell’esclusivo interesse di monopoli e grandi aziende.
La guerra è la continuazione della politica con altri mezzi ed è per questo motivo che gli imperialisti la guerra la preparano, in quanto strumento ultimo di espansione e di accaparramento di risorse e mercati.

L’attacco russo all’Ucraina è l’ultimo atto di una guerra interimperialista iniziata nel Donbass 8 anni fa e che ha già fatto più di 14mila morti, risvolto delle politiche di espansione del dominio degli Stati Uniti, che dal 1993 hanno lavorato ininterrottamente per favorire l’ingresso nella NATO ai paesi dell’ex blocco orientale, ma anche risvolto delle politiche del regime oligarchico russo, tese a ricostruire zone di influenza e cuscinetto ad ovest.

Le conseguenze di questo conflitto investono direttamente anche le classi subalterne del nostro Paese che già ad inizio anno hanno subìto una serie di rincari pesanti rispetto ai beni di prima necessità, che rischiano di aumentare ulteriormente a causa delle sanzioni dell’UE alla Russia, specie in campo energetico.
I soldi stanziati dal governo italiano per la guerra in Ucraina (i primi 170 milioni qualche giorno fa) sono fondi sottratti alla spesa sociale che si aggiungono ai 70 milioni al giorno di spese militari. Inoltre, la guerra diventa un’occasione per prorogare lo stato d’emergenza e limitare ulteriormente il diritto al dissenso e alla protesta.

La Sicilia, in particolar modo, con le numerose basi militari che costellano il suo territorio, rappresenta un fondamentale avamposto militare per i piani dell’imperialismo USA – Nato. I droni che sorvolano i cieli ucraini partono da Sigonella e gli ordini di guerra transitano dalla stazione Muos di Niscemi.
Il coinvolgimento diretto della Sicilia nella guerra in Ucraina espone il popolo siciliano al rischio concreto di ritorsioni militari senza ritorno, se consideriamo la centralità delle istallazioni militari siciliane, e in special modo il MUOS, nel quadro strategico dell’imperialismo americano.

Non dobbiamo cadere nel tranello della propaganda martellante messa in campo fin dai primi momenti del conflitto. Propaganda che maschera la tendenza alla guerra degli opposti imperialismi, semplificandola nello scontro fra l’Occidente democratico e pacifista e il “nuovo Hitler”. Propaganda che, soffiando su rigurgiti nazionalisti, aizza a parteggiare per la guerra e alimenta il razzismo contro i/le migranti.
La guerra che oggi si sta combattendo altro non è che un affare goloso per i capitalisti della morte: dalle aziende produttrici di armi come la Leonardo, la BAE Systems, la Northrop Grumman Corporation, ai monopoli del petrolio e dell’energia, come Shell, Total, Gazprom ed Eni. Inoltre, è un’occasione ghiotta per gli Stati per aumentare le spese militari già in costante crescita a discapito delle spese sociali.

La nostra solidarietà va a tutti i popoli del mondo vittime delle guerre e delle aggressioni di tutti gli imperialismi. Non va certo ai Governi imperialisti della Russia, dei paesi della Nato, dell’Unione europea o dell’Ucraina.
Richiediamo una degna accoglienza senza discriminazioni di chi fugge dalle guerre mentre la fortezza Europa chiude i confini da anni nella rotta balcanica e la Polonia fa congelare donne, uomini e bambini al confine con la Bielorussia.

Non chiudiamo gli occhi di fronte a quello che sta avvenendo in Ucraina, in Italia e nel mondo: “La guerra dei padroni non la pagheremo noi! Smilitarizziamo la Sicilia! Fuori l’Italia dalla NATO!”

comunicato NoMuos