Dall’Internazionale Progressista lettere a Mattarella, Draghi e Cartabia: sua condanna è parodia di giustizia. Annunciata una mobilitazione: fra gli altri in campo Chomsky, Corbyn, Varoufakis, Rackete.

Una campagna internazionale di una coalizione globale, composta da personaggi pubblici e parlamentari, per far cadere le accuse contro Mimmo Lucano. Si mobilita e si organizza un fronte a favore dell’ex sindaco di Riace in Calabria, ideatore e autore di un “modello” alternativo di accoglienza dei migranti. E anche discusso, al punto di essere finito al centro di un processo di primo grado chiuso con la clamorosa (per l’entità) condanna a 13 anni e 2 mesi. In attesa dell’appello, scende ora in campo l’Internazionale Progressista (Ip) che invierà domani, lunedì, una serie di lettere al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, al capo del governo, Mario Draghi, al ministro della Giustizia, Marta Cartabia, e al titolare dell’Interno, Luciana Lamorgese, per stimolare una moral suasion finalizzata a far venire meno le accuse sulla gestione dei progetti di accoglienza nel comune calabrese. «Crediamo che il modello Riace sia un’ispirazione per il mondo – si legge nel testo della lettera aperta –. Siamo inequivocabili: questa condanna a 13 anni è sia una parodia della giustizia che una palese violazione dei principi comuni di libertà, democrazia, uguaglianza e pace che l’Unione Europea proclama di sostenere».

Fra gli attivisti che si stanno organizzando per Lucano ci sono nomi di primo piano del mondo della sinistra e non solo, tra cui Noam Chomsky, il grande linguista ribelle statunitense, e poi la sindaca di Barcellona, Ada Colau, l’ex capo dei laburisti britannici Jeremy Corbyn, il deputato francese e leader di France Insoumise, Jean-Luc Melenchon, l’ex ministro e oggi deputato greco Yanis Varoufakis e Carola Rackete, l’attivista tedesca comandante della nave Sea Watch a sua volta arrestata nel 2019 per aver forzato la chiusura del porto di Lampedusa, al centro di un duro scontro con l’allora ministro dell’Interno, Matteo Salvini.

Si tratta di un’iniziativa politica rilevante, che si prefigge di creare un “clima” diverso attorno alla vicenda di Lucano. Pur tenendo presente che in Italia, stante la divisione tra potere esecutivo e giudiziario, non può essere un appello al governo a far cadere le accuse in un procedimento penale. In ogni caso, questi personaggi (e altri ancora come l’europarlamentare francese Manon Aubry, resa nota da un duro attacco alla presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen all’inizio della pandemia, Malin Bjork della Sinistra svedese, il regista Berardo Carboni e Patrizia Pozzo del movimento transnazionale Diem25) hanno deciso di abbracciare la causa in prima persona. «La nostra richiesta è molto semplice – dice a esempio Corbyn –: far cadere le accuse. Lucano e i suoi coimputati sono umanitari dignitosi, dediti a sostenere i rifugiati che sono persone come noi che cercano solo di trovare un posto sicuro nel mondo. L’ospitalità di Riace dovrebbe essere giustamente considerata il massimo della civiltà umana, non doversi difendere in un tribunale».

Come sindaco di Riace dal 2004 al 2018, Lucano è salito alla ribalta per aver trasformato un paese “morente” in una località dove sono state reinsediate centinaia di famiglie di immigrati, dando nuova vita al posto. Una notorietà che gli diede nel 2010 anche il terzo posto al concorso “World Mayor”. In seguito alla sua condanna, Lucano si è rivolto all’Internazionale, una rete globale che unisce le forze progressiste, per chiedere aiuto sulla sua vicenda: in una lettera, dopo aver denunciato la «crisi di solidarietà che abbiamo sofferto qui in Italia per molti anni», ha reclamato «sostegno per combattere le accuse contro di me e per smantellare la fortezza che è stata costruita lungo i confini dell’Europa. La posta in gioco di questo caso è molto più alta della mia stessa libertà». In risposta l’Ip ha deciso di lanciare questa campagna globale per la “liberazione” di Lucano, rivolta alle autorità italiane. Netto è anche Chomsky, membro del consiglio dell’Internazionela Progressista: «Lucano ha offerta una vera speranza di rivitalizzazione per una comunità. La sua punizione è una vergogna. Dovrebbe essere lasciato libero per portare avanti il suo importante lavoro».

Articolo originale: https://www.avvenire.it/attualita/pagine/una-campagna-globale-a-favore-di-lucano

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