Da “non si può morire di alternanza scuola-lavoro” che risuona in diverse piazze degli ultimi giorni, al “Mai più molestie nelle scuole”, che viene urlato dagli studenti a Cosenza, il tema della ‘sicurezza’ e della ‘violenza’ sono questioni al centro delle proteste di questi giorni.

In Calabria, a Castrolibero (CS), dal 3 febbraio 2022, gli studenti dell’Istituto Superiore di Istruzione Statale “Valentini-Majorana” hanno occupato la scuola, dopo che alcune studentesse hanno denunciato un docente per molestie e abusi, chiedendo alle istituzioni l’attivazione di tutte le misure possibili per evitare il ripetersi di tali fatti.

Nel darsi appuntamento ieri, 18 febbraio, in piazza, come nella altre città italiane, circa duemila studenti e solidali hanno manifestato per le strade della città di Cosenza, contro la violenza e “contro la scuola dei padroni”. Insieme alle proteste contro le molestie e gli abusi, i ragazzi del Valentini-Majorana hanno chiesto anche l’allontanamento della preside, poiché sostengono fosse a conoscenza dei fatti, ma senza intervenire in alcun modo, li abbia solo intimati al silenzio.

“No agli abusi”, “No alla scuola dei padroni”, il corteo si è messo in cammino da Piazza Loreto, sfilando per le vie del centro, fino ad arrivare all’Ufficio Scolastico Provinciale, dove una delegazione di manifestanti ha consegnato le proprie richieste, già discusse, nei giorni precedenti, con commissari inviati dal governo centrale e ribadite più volte mezzo stampa, cioè rimuovere dall’incarico la preside e proseguire con l’accertamento dei fatti.

Dopo le settimane di occupazione, dopo che le denunce dal Valentini-Majorana sono arrivate alla stampa e ai media locali e nazionali, ieri, con fumogeni, striscioni, cartelloni colorati, cori, musica e tamburi, gli studenti hanno portato la loro lotta per le vie della città.

La protesta ha incontrato la solidarietà di altre scuole, da tutta la regione, e di tanti altri, in piazza e nel web; così come, nei giorni precedenti alla manifestazione, ci sono state, nel complesso occupato, diverse assemblee e discussioni tra ragazzi di differenti istituti. In queste occasioni come durante la manifestazione, al centro è stato posto il rifiuto di un modello di scuola violenta e che prepara allo sfruttamento. E, come si può leggere anche dalla petizione che hanno lanciato in rete gli studenti da Cosenza:

all’interno della scuola vengono ciclicamente e costantemente perpetrate delle molestie verbali e fisiche alle studentesse da parte di – principalmente – professori. Questi vengono prontamente difesi dal corpo docente e soprattutto dalla preside che sminuisce le violenze subite dalle studentesse, nascondendo tutto il marciume in nome della reputazione scolastica. È anzi lei stessa la prima ad attuare comportamenti verbalmente violenti e completamente apatici nei confronti degli studenti che denunciano le molestie. Vogliamo che la scuola sia un posto sicuro per gli studenti e le studentesse, che mai nessun* venga mess* a tacere e mai nessun* venga molestat*”.

Da una parte, quindi, c’è questo tipo di ‘percorso all’orientamento’ alla vita dove non si ‘metta nessuno a tacere’, portato avanti dagli studenti in protesta; dall’altra, quello diretto ‘in nome della reputazione scolastica’ – in piena mentalità della ‘buona scuola-azienda’.

Così, nelle ultime settimane, mentre venivano inviati commissari dal governo centrale al Valentini-Majorana per monitorare e gestire la vicenda, a livello nazionale le istituzioni sembravano rispondere in maniera sorda davanti alle proteste degli studenti in tutta Italia, anzi con la repressione e con l’uso dei manganelli nelle piazze, con la violenza.

Tuttavia, gli studenti, preparati, stanno rispondendo continuando a manifestare contro quella che hanno chiamato, tra l’altro, “alternanza-maturità e repressione” della scuola “dei padroni”.

 

Link dove firmare la petizione “Fuori i pedofili dal Valentini-Majorana”:

https://www.change.org/p/comune-di-castrolibero-e-cosenza-fuori-i-pedofili-dal-valentini-majorana