Torino, 16.02.2022 – Extinction Rebellion di nuovo in azione: tre dottorandi di ricerca del Politecnico e dell’Università degli Studi di Torino hanno incollato l’ultimo report delle Nazioni Unite alle vetrate degli uffici dell’assessorato all’ambiente della Regione Piemonte

A meno di una settimana dal Consiglio Regionale aperto del Piemonte sullo stato di emergenza ecoclimatica, tre dottorandi di ricerca del Politecnico e dell’Università degli Studi di Torino hanno incollato l’ultimo report dell’Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC) sulle vetrate degli uffici dell’assessorato all’ambiente della Regione Piemonte. “L’obiettivo” dichiarano i tre giovani ricercatori “è quello di richiamare la giunta regionale alle proprie responsabilità e chiedere agli stessi funzionari che hanno scritto la Strategia Regionale sui cambiamenti climatici, completamente ignorata dall’attuale Giunta regionale, di prendere posizione pubblicamente”.

L’IPCC è l’organismo delle Nazioni Unite delegato allo studio e alle valutazioni degli impatti della crisi climatica sul pianeta e sulle specie che lo abitano. Lo stesso segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, ha commentato il report definendolo un codice rosso per l’umanità. Dopo aver lasciato alla portineria degli uffici di Via Principe Amedeo una copia del report indirizzata all’assessore all’ambiente – Matteo Marnati -, i tre ricercatori hanno iniziato ad incollarlo su tutte le vetrate del palazzo, indossando simbolicamente il loro camice bianco. Si sono poi seduti a terra, aspettando l’arrivo delle forze dell’ordine e reggendo un cartello in mano con scritto “Ogni film di fantascienza comincia con il governo che non ascolta gli scienziati”, facendo riferimento al film Don’t Look Up.
L’iniziativa ripercorre quanto fatto da altri scienziati in diverse parti del mondo e, in particolare, le azioni portate avanti da Scientists Rebellion, una community di scienziati dentro Extinction Rebellion, nata per sottolineare come sia ormai necessario e non più procrastinabile ascoltare la scienza e come sia un dovere degli scienziati prendere posizione. Come si legge sul sito di Scientists Rebellion, infatti, “Se nemmeno noi scienziati abbiamo un comportamento coerente con questa situazione di emergenza, come possiamo pretendere che lo faccia la gente?”.

Pochi mesi fa, a Glasgow, il gruppo ha fatto parlare di sé organizzando diverse azioni, in occasione della COP26, che si sono concluse con l’arresto di 21 persone e hanno spinto la prestigiosa rivista scientifica Nature a prendere posizione in un raro editoriale. Caroline Vincent, una delle scienziate più attive, ha dichiarato a Nature: “Molti accademici non si espongono perché temono la disapprovazione dei colleghi e perché sono formati per comunicare in maniera distaccata” ma, aggiunge Gardner, un ecologo, “A loro dico «non ci saranno docenze universitarie su un pianeta morto, tutte le nostre speranze per il futuro sono appese a un filo, a meno di avere comportamenti emergenziali nei prossimi pochi anni»”. Nonostante decenni di avvertimenti di scienziati e altri studiosi, i gas climalteranti in atmosfera hanno continuato ad aumentare esponenzialmente, e la temperatura media globale sta aumentando di conseguenza.

Con questo atto simbolico il gruppo locale di Extinction Rebellion vuole ancora una volta richiamare la Giunta regionale alle proprie responsabilità, a pochi giorni dal Consiglio Regionale aperto ottenuto grazie a uno sciopero della fame durato otto giorni di Ruggero Reina, attivista del movimento. Allo stesso tempo, i tre ricercatori invitano tutti coloro che si occupano di scienza e ricerca nelle Università piemontesi e in altre istituzioni a prendere parola e a unirsi a Extinction Rebellion con azioni di disobbedienza civile nonviolenta.
È tempo che chi è stato eletto per tutelare la cittadinanza prenda sul serio la gravità dei fatti riportati dalla scienza e inizi a trattare la crisi climatica come tale, mettendo in campo tutte le misure necessarie.