Il governo Draghi con una misura sbagliata come l’obbligo di green pass sul lavoro sta spaccando il paese tra opposte demagogie.

L’obbligo di green pass sul lavoro è una misura sbagliata e eccessiva che non è prevista nella gran parte dei paesi europei. Non a caso è stata proposta da Confindustria e adottata in Francia da Macron, il ‘presidente dei ricchi’ inviso ai sindacati.

Il governo ha scelto di stare con Confindustria e di non ascoltare i sindacati. I luoghi di lavoro dovevano essere in sicurezza già prima della vaccinazione, senza condizioni di promiscuità e rischio. Ora se i padroni per aumentare la produzione chiedono l’obbligo del GP paghino almeno i tamponi.

Una cosa è incentivare la vaccinazione con limitazioni che riguardano l’accesso a teatri o ristoranti, altra negare un diritto fondamentale come quello al lavoro.

Chiediamo tamponi gratuiti per tutti dall’inizio della pandemia perché il tracciamento è fondamentale nella lotta al contagio e anche noi vaccinati possiamo essere contagiati e contagiare altri.

Draghi e il Pd hanno scelto i novax come opposizione utile a far aumentare i propri consensi tra la maggioranza vaccinata e a distrarre l’attenzione da temi scomodi.

Il governo non sta investendo sulla sanità pubblica, né rivedendo scelte folli a favore di privati e regionalizzazione, che viene estesa con l’autonomia differenziata che sta portando avanti nella distrazione generale. Il trasporto pubblico rimane sovraffollato, come nelle scuole le classi pollaio.

Gli ultimi dati dicono che l’Italia è l’unico paese europeo in cui i salari sono diminuiti dal 1990, ma il governo dice no al salario minimo legale, né interviene sulla precarietà del lavoro.

Tutto accantonato perché si parla solo delle proteste dei novax. A scanso di equivoci ribadiamo che noi di Rifondazione Comunista siamo a favore della vaccinazione come tutti i sindacati, dalla Cgil ai sindacati di base, che hanno criticato l’obbligo di green pass per accesso al lavoro.

Insieme a associazioni e movimenti che da sempre si battono per il diritto alla salute, con Vittorio Agnoletto e Gino Strada e tantissimi altri, abbiamo lanciato la campagna Nessun Profitto Sulla Pandemia per la moratoria sui brevetti per poter produrre vaccini in grande quantità e a basso costo, garantendo l’accesso alla vaccinazione a tutti i popoli del mondo (e anche per non far speculare le multinazionali).

Non siamo quindi per nulla favorevoli agli argomenti del movimento novax e soprattutto all’uso delle teorie del complotto per gridare contro le mascherine, le restrizioni, la presunta dittatura sanitaria, ma non ci facciamo arruolare da governo e Confindustria.

Maurizio Acerbo, segretario nazionale del Partito della Rifondazione Comunista – Sinistra Europea