Ultimi dati del quadro occupazionale 

L’istituto Istat ha pubblicato i dati provvisori sull’occupazione in Italia nel periodo di luglio, che registra, rispetto al mese precedente, un aumento degli inattivi corrispondente a 28mila unità in età compresa tra i 15 e i 64 anni. Gli inattivi sono una categoria che comprende tutte quelle persone che non sono in cerca di lavoro e che non risultano occupati, a differenza dei disoccupati che lo hanno perso e risultano in cerca di occupazione.

Con toni quasi trionfalistici i telegiornali hanno segnalato un calo del tasso di disoccupazione e di un aumento degli occupati, ma in realtà è aumentata la quantità di persone che non cercano lavoro. Recenti commenti di datori di lavoro e imprenditori fanno supporre che il vero motivo di questo calo sia la negligenza e l’oziosità, in barba a tutto il resto dei problemi che affliggono gli inattivi e rivelando il loro livello di comprensione della società in cui vivono, perché un aumento degli inattivi vuol dire:

– aumento del lavoro a nero;

– crescita dell’occupazione (nel quadro trimestrale) meno incisiva rispetto a quanto decantato dai mass media;

– aumento delle persone che hanno smesso di cercare un lavoro per rassegnazione e sfiducia.

Se consideriamo il fatto che il tasso di occupazione  in questo periodo (secondo l’Istat stabile al 58,4%) è correlato anche alle attività turistiche estive, c’è da temere che possano peggiorare nell’autunno del 2021, ma queste potrebbero essere solo congetture, come quelle dei suddetti imprenditori.

 

Ipotesi disoccupazione zero

Quando abbiamo iniziato meno di un anno fa, fin da subito in molti, tra politici e professionisti del settore, hanno bollato la nostra idea come utopica e dannosa. “Come può lo Stato dare un lavoro a tutti e garantirlo come diritto?” è stato il ritornello che ci siamo sentiti ripetere per mesi.

Ma la storia è piena di idee che a prima vista sembrano impossibili, perciò abbiamo raccolto dati, analizzando in profondità la situazione del mondo del lavoro in Italia e confrontandoci con le persone, nei banchetti e nelle riunioni. Lì, in mezzo a chi deve lavorare come un mulo per racimolare pochi euro, la nostra idea è stata accolta come un’alternativa alle disparità sociali, accumulate e fin troppo radicate nella nostra storia.

In tanti si sono uniti e ci stanno aiutando giorno dopo giorno a rendere sempre più concreto questo sogno, con la convinzione che un mondo diverso è sempre possibile. Abbiamo chiuso la prima fase del nostro progetto a giugno con l’evento “Se questo è un lavoro”, dove abbiamo dato la parola in modo diretto a tutte le persone che ancora provano a sopravvivere in questo dannato e bellissimo paese.

Non solo riders e disoccupati, ma anche chi ha competenze specializzate, dagli avvocati ai laureati in scienze motorie, fino a chi è dovuto fuggire al nord o all’estero. Tutti uniti nel voler cambiare un mondo del lavoro lasciato totalmente in mano ai privati e ad aziende prive di etica che hanno elevato il profitto a unica ragione del loro essere.

Disoccupazione Zero oggi ricomincia la sua lotta per affermare qualcosa che è molto più di una semplice proposta di legge, più di un manifesto politico. Noi vogliamo per la prima volta dire che il lavoro deve diventare (concretamente) un diritto inalienabile di ogni cittadino, così da poter finalmente garantire a tutti una vita libera e dignitosa. Vogliamo che i giovani del sud possano scegliere di rimanere nelle loro città, vogliamo che nessun lavoratore possa essere più ricattato sulla paga e sui diritti, vogliamo che ogni uomo e ogni donna possa costruirsi una famiglia in tutta serenità, che si torni a pensare al futuro come un’opportunità e non più come una sconfitta preannunciata. Vogliamo uno Stato presente, dove nessuno viene lasciato solo e indifeso contro i soprusi di chi crede di poter disporre dei diritti altrui e dei suoi doveri.

Disoccupazione Zero riprende le sue attività dopo questa breve pausa estiva, pronta a portare avanti la proposta di legge che renderà il lavoro un diritto universale di ogni cittadino italiano.

Aiutateci a rendere il sogno realtà, aiutate Disoccupazione Zero a crescere e a portare a termine la lotta insieme a noi.

 

Disoccupazione Zero