Il Collectif Réquisitions, composto da CSP75 (Coordinamento 75 dei Sans Papiers), DAL (Diritto all’abitazione), Enfants d’Afghanistan et d’ailleurs, Collectif Tchadien-ne-s et Soudanais-es en France, Paris d’Exil, Solidarité Migrants Wilson, Utopia56, mercoledì 12 maggio ha ottenuto 700 alloggi per i senzatetto da parte della Città di Parigi e della Prefettura.

In fila contro il muro che costeggia la place de la République, a Parigi, aspettano tranquillamente i pullman noleggiati dalle autorità che dovranno portarli alle strutture ricettive. Sono circa 500 o 600, tutti senza abitazione. Famiglie, donne e bambini sono in cima alla fila e saranno assistiti prima di tutti. Tutte queste persone sono state informate dalle associazioni durante le ricerche.

Diritto all’abitazione (DAL)

“In passato abbiamo fatto delle azioni forti per ottenere questi alloggi, soprattutto investendo in una scuola materna dismessa nel 16° [arrondissement, ndt) o l’Hotel Dieu a febbraio, a République dove sono state montate centinaia di tende e al ginnasio Japy ‘sequestrato’ che ha permesso a 1040 persone di essere assistite e messe al riparo”.

“Stiamo cambiando tattica, adesso dichiariamo la manifestazione presso la prefettura della regione e quella della polizia e li informiamo che lo scopo è ottenere l’alloggio dei senzatetto, vale a dire l’attuazione del diritto all’abitazione fino al ricollocamento di tutte le persone senza abitazione”.

“Ne approfittiamo per informare i senzatetto del loro diritto, in particolare sul fatto che non solo hanno diritto a un alloggio, ma soprattutto che devono essere mantenuti nelle sistemazioni temporanee fino a un orientamento verso strutture di stabilizzazione o a un ricollocamento. È la legge e non possiamo lasciarli in mezzo alla strada. Sarebbe un reato, un’espulsione illecita poiché non si può privare una persona del proprio domicilio senza la decisione di un giudice (Art. L-345-2-3 del Codice dell’azione sociale e delle famiglie)”.

“Queste leggi sono state ottenute dopo grandi mobilitazioni negli anni ’90-2000, oggi il secondo passo è quello di ottenere l’applicazione di questa legge.

Poiché spesso occorre attuare un rapporto di forza per obbligare le istituzioni ad assolvere i propri doveri, ci siamo alleati con altre associazioni, mettiamo in comune le nostre forze perché l’unione fa la forza”.

 

Traduzione dal francese di Enrica Marchi. Revisione: Silvia Nocera