Rubrica settimanale su eventi e fatti in Sicilia -a cura Red.PA-

Museo del Liberty: Villino Ida o neutro contenitore tombale?

A proposito del progetto della regione siciliana, quello di riesumare il fantasma di “Villa Deliella” con l’intento di riedificare l’area interessata per far sorgere un museo del Liberty a Palermo, è intervenuto direttamente l’assessore regionale ai Beni Culturali, col proposito di placare l’inevitabile sollevata di scudi su quella che possiamo definire: operazione “neutro contenitore tombale”.

Rinquadriamo il contesto. Dopo l’annuncio della ricostruzione nell’area ex Villa Deliella, per l’insediamento di un presidio museale dedicato al Liberty, è stata promossa da Eva Di Stefano (Presidente dell’Osservatorio Outsider Art , già docente di Storia dell’arte contemporanea presso l’Università di Palermo) una petizione (vedi Pressenza) per chiedere alle autorità competenti «un ripensamento sulle modalità di riqualificazione dell’area della ex Villa Deliella (potrebbe, per esempio, divenire una traccia di archeologia urbana legata alle vicende del sacco, vetrificando semplicemente dall’alto il piano interrato superstite in grado di accogliere, suggestivamente, il pubblico visitatore) e, per l’appunto, una più consona e meno dispendiosa localizzazione del museo del Liberty presso le sedi naturali già esistenti di cui è ricca la città di Palermo e tra cui si mostra primariamente funzionale il Villino Ida, manifesto dello stile unico di Ernesto Basile».

Nel merito l’assessore Samonà – domenica 25 aprile sul quotidiano storico della città – sostanzialmente informava che il “Villino Ida” è stato destinato alla istituzionalizzazione del museo-Basile, unitamente al recupero dell’area ex-Villa Deliella per la cui ipotesi sarebbero stati stanziati 3mln.

In risposta alla informativa dell’assessore ai bb.cc., la professoressa Di Stefano garbatamente ha precisato di dovere “insistere sul fatto che il museo di Villino Ida ha la priorità su ogni altro progetto”. Aggiungendo, a scanso di equivoci, che “la ferita della demolizione di Villa Deliella nel 1959 non va risanata con il cemento, ma semmai con un giardino-memoriale anche nella prospettiva più aggiornata e più contemporanea della Green Economy”.

Ma non solo, proprio per sgombrare il campo da altre interpretazioni del suo pensiero, anche stamani Eva Di Stefano ha ritenuto di intervenire per chiarire ulteriormente sulla vexata quaestio: “Una follia cementizia sembra essersi impadronita di Palermo e delle istituzioni regionali. Dopo l’annuncio dei 450 milioni di euro stanziati per la realizzazione dell’ecomostro in via La Malfa, nuovo centro direzionale della Regione, la notizia dello stanziamento di tre milioni di euro per iniziare a progettare il Museo del Liberty nell’area della fu Villa Deliella, quando a pochi passi da lì c’è un museo già bello e pronto e una collezione con cui riempirlo, il Villino Ida di Ernesto Basile. Tutto fuori tempo massimo, visto che oggi si impone nel mondo intero invece un cambiamento di passo: sobrietà, transizione verde, riuso”.

Pertanto, la campagna a sostegno della petizione continua su http://chng.it/7tHNWwFZR9

 

Buonvento! La Gira por la Vida : Assemblea Zapatista

domani ore 19:30 – diretta online pagine FB Sicilie Zapatiste e Palermo Ribelle -comunicato gruppo Palermo/Trapani

La Gira por la Vida è cominciata, Buon Vento alla prima delegazione zapatista, quella che su una barca chiamata “La Montagna” sta per lasciare il Chiapas per solcare l’Oceano e giungere sulle coste europee.
Seguiranno altre delegazioni e la loro “invasione” del nostro continente andrà alla ricerca di ciò che unisce le varie resistenze a portare avanti la lotta “Per la Vita” contro la “ Tormenta neoliberista”.
Prepariamoci ad accogliere “las, los, loas compas” che percorreranno i nostri territori con la Gira.
Assemblea zapatista – gruppo Palermo/Trapani – info/events/

 

Operaismo & Ecologia politica. Per connettere giustizia sociale e giustizia ambientale

domani ore 18 – Dibattito organizzato a cura dei collettivi di Ecologia Politica (fra i quali Palermo e Catania) e di Rise Up 4 Climate Justice

L’archivio teorico dell’operaismo italiano non è certamente noto per aver messo a fuoco la questione ambientale. In una fase come quella attuale – segnata da una pandemia le cui radici profonde stanno proprio nello squilibrio ecologico che il capitalismo impone al pianeta e dalla sfida sempre più urgente del cambiamento climatico – si potrebbe dunque pensare che l’operaismo sia diventato uno strumento obsoleto. Questo seminario sposa la tesi opposta: dietro un problematico silenzio rispetto all’ecologia politica, l’operaismo mostra una pluralità di pratiche di conflitto e un insieme di elementi metodologici che si prestano a essere “riscoperti” dal punto di vista della giustizia climatica, a indicare la via sempre più necessaria della convergenza delle lotte.

Partecipano: Emanuele Leonardi (Centro de Estudos Sociais, Universidade de Coimbra); Lorenzo Feltrin (University of Warwick); – Davide Gallo Lassere (University of London – Institute in Paris); Maura Benegiamo (Collège d’études mondiales).

L’incontro si terrà online e si potrà seguire in diretta su FB [info/events]

 

Il debito pubblico è sfruttamento

giovedì 29 ore 18.00 – Organizzano Caffè filosofico B. Bonetti” e Laboratorio Andrea Ballarò

Conferenza dibattito con Francesco Schettino. Coordina Antonio Minaldi del Caffè Filosofico .

Il capitalismo cerca di recuperare i margini di profitto sottraendo salario sociale anche il meccanismo del debito pubblico. Lo Stato è ostaggio del suo maggiore azionista, i creditori. Occorre un audit del debito e il rilancio della pianificazione del sistema economico.

Francesco Schettino è un economista, docente all’Università degli studi della Campania “Luigi Vanvitelli” e all’Università Popolare “Antonio Gramsci” di Roma. Ha al suo attivo numerose pubblicazioni ed è stato uno dei maggiori collaboratori della rivista marxista La Contraddizione.

Piattaforma Google Meet (codice yztfjozxrx) – da smartphone occorre la app

diretta Facebook sulle pagine “Caffè filosofico B Bonetti”,”Associazione culturale Malausséne” e “Laboratorio Andrea Ballarò”

 

Lavorat* e Disoccupat* per un primo maggio a Palermo

sabato ore 09:30 Teatro Massimo Palermo – comunicato

I° Maggio Proletario ed Internazionalista

L’emergenza pandemica che imperversa da più di un anno approfondisce drammaticamente la crisi del sistema capitalista accentuando le disparità sociali e di classe. La borghesia, finché governerà, tutelerà sempre e solo se stessa e i propri interessi.

470.000 lavoratrici e lavoratori, nonostante l’attuale blocco dei licenziamenti (che Confindustria spinge per rimuovere), hanno perso il posto di lavoro solamente nei primi 9 mesi del 2020. Le donne e i migranti, sotto la minaccia di revoca del permesso di soggiorno (attraverso politiche razziste), sono tra le categorie maggiormente penalizzate; aumenta a dismisura la precarietà e la disoccupazione.

Di contro, le giuste e legittime lotte in difesa del lavoro, dei diritti basilari (sociali, politici…) vengono represse dai governi borghesi.

Un’avanguardia di classe lavoratrice, benché ancora in circoscritti settori, ha continuato a resistere e a lottare. Su tutto il territorio nazionale si sono svolte molteplici mobilitazioni di lavoratrici e lavoratori di differenti categorie, operai, precari, disoccupati e migranti, ribadendo che se si può lavorare e venire sfruttati giorno e notte, si può e si deve esercitare anche il diritto di lottare contro le angherie padronali che in pandemia non diminuiscono, ma si moltiplicano. In questa prospettiva, ci colleghiamo alle lotte del proletariato tutto che si sviluppano sul piano internazionale.

Anche a Palermo ci si vuole riappropriare del Primo Maggio, la giornata internazionale dei lavoratori, come una grande giornata che è insieme di memoria storica, di confronto e di lotta, rivendicandone le radici rivoluzionarie e internazionaliste.

Nastrini – Diritti&Partecipazione \ Potere al Popolo \ CUB Informazione e Spettacolo \ Partito Comunista dei Lavoratori – Palermo [info/events/]

 

Il Primo Maggio delle Donne tra Informazione e Memoria

sabato ore 20:30 – diretta online Amiche del Primo maggio

Pensata come omaggio alle lotte delle donne per i diritti del lavoro, nel giorno che dal 1888 riunisce e celebra in Italia le lotte operaie e sindacali, l’iniziativa vuole fare il punto ed informare sull’oggi del lavoro femminile, – anche di fronte ai condizionamenti imposti dalla pandemia che, come dimostrato dai dati Istat, pesano soprattutto sulle donne -, abbracciando un percorso storico che risale il Novecento, e tappe fondamentali quali l’accesso a tutte le professioni, la conciliazione tempi di vita – tempi di lavoro, la parità salariale in fabbrica e nelle campagne, le leggi di tutela della maternità, il contrasto allo sfruttamento del lavoro minorile, il lavoro di cura.

Introdotta da Roberta Lisi, responsabile GiULiA-giornaliste Lazio, che coordinerà anche la discussione con le ospiti Donata Gottardi e Titti Di Salvo, la serata vede la proiezione speciale, gratuita, del docufilm di Nella Condorelli “La storia vergognosa” (in distribuzione dalla prossima estate) che, raccontando la Grande Emigrazione italiana nel continente americano tra il 1880 ed il 1925, ricostruisce con l’aiuto di eccezionali materiali d’archivio le ragioni che condussero ad emigrare per il lavoro milioni di italiani ed italiane, del nord e del sud, le terribili condizioni di sfruttamento nelle campagne e nelle fabbriche, le rivendicazioni per i diritti su una riva e sull’altra e la partecipazione delle donne, spesso in prima linea.

Dallo sciopero della Boje, Rovigo 1882, con le foto originali delle contadine che lo animarono lungo tutte le terre del Po’ agli scioperi del movimento dei Fasci Siciliani dei Lavoratori, con le donne alla testa dei cortei che nella Sicilia del 1893 diedero filo da torcere al sistema feudale isolano approvando anche i Patti Agrari ( primo contratto sindacale scritto italiano). Dallo “sciopero delle scope” delle nostre immigrate a Buenos Aires, 1898, contro il basso salario ed il caro-affitti, al grande sciopero tessile “vogliamo il pane e le rose”, Lawrence Massachusetts 1911, con la partecipazione di migliaia di donne e bambini immigrati, principale forza lavoro delle fatiscenti fabbriche americane, sino alle manifestazioni internazionali per Sacco e Vanzetti che coniugavano il tema della libertà per i due anarchici ingiustamente accusati a quelli per i diritti del lavoro, con le immagini impressionanti dei comizi gestiti da donne davanti a migliaia di uomini.

Con il patrocinio dell’ Associazione GiULiA Giornaliste, in occasione del 1° Maggio Festa del Lavoro, serata speciale in streaming dedicata al tema Donne Lavoro Diritti. Ieri e Oggi. Discussione con Roberta Lisi, Donata Gottardi, Titti Di Salvo, e proiezione speciale del film “La storia vergognosa”di Nella Condorelli, 78′ ITA 2020.
Prenota il posto nella sala virtuale Mymovies Live –
info/events/

 

 

Al via il programma di alfabetizzazione sindacale dei braccianti migranti

Comunicato USB Ragusa – Coordinamento Lavoro Agricolo

A Comiso nella Fascia Trasformata, nella città che ricorda un bracciante morto nel 1956 durante una manifestazione in difesa dei diritti dei lavoratori, nel nome di Soumaila Sacko, attivista sindacale dell’USB ucciso nel 2018 a San Ferdinando, Il Coordinamento Lavoro Agricolo di USB ha dato il via al programma 2021 di alfabetizzazione sindacale dei braccianti migranti.

Nel 2021 porteremo la formazione sindacale in numerose località per permettere il percorso di emancipazione dallo sfruttamento e per il riconoscimento dei diritti dei lavoratori migranti.

 

La buona ventura. Dalla parte di Caravaggio 1969-2019

Giovedì 6 maggio ore 17:30 – diretta su meet google e sulle pagine FB di Laboratorio Andrea Ballarò Centro Zabut Associazione culturale Malaussène Caffè filosofico B. Bonetti

La Presentazione del libro di Ketty Giannilivigni “La Buona ventura” (“Torri del Vento”, 2020) è promossa dal Caffè Filosofico “Beppe Bonetti” in collaborazione col Centro Zabut. L’autrice del volume è redattrice dell’Agenzia giornalistica Pressenza Italia – Redazione Palermo.

Nella Palermo dei nostri giorni una insegnante di storia dell’arte in pensione, travolta dai ricordi di gioventù, rivede la propria esistenza al seguito di un filo conduttore d’eccezione: l’opera di Caravaggio. Entra così in gioco il famoso furto della Natività di Michelangelo Merisi, motivo ispiratore per la protagonista di una riflessione più ampia sia sul senso del valore da attribuire a opere d’arte e beni artistici e storici, sia sulla loro tutela mediante un’autentica “assunzione di responsabilità da parte degli abitanti della città”.

Con Ketty Giannilivigni intervengono:

  • Carmelo Bajamonte, Università degli Studi di Padova;
  • Chiara Paladino, Centro documentazione Zabut;
  • Mario Francavilla, Mi Riconosci? Sono un professionista dei Beni Culturali;
  • Claudia Pedrotti, Biblioteca delle donne e Centro di consulenza legale – UDIPalermo.

Coordinerà i lavori Toni Casano del Caffè Filosofico “Beppe Bonetti”

Parteciperà alla discussione Eva di Stefano, storica dell’arte, promotrice della Petizione.change.org/p “Per il Museo del Liberty a Palermo nella casa di Ernesto Basile” .

chiave d’accesso per meet google: yztfjozxrx

 

 

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