22#PalermoInMovimento, Bloc-News della contro-narrazione sociale

01.12.2020 - Toni Casano

22#PalermoInMovimento, Bloc-News della contro-narrazione sociale
Tabula Rogeriana, particolare Sicilia (Foto di Wikimedia Commons)

Rubrica settimanale su eventi e fatti in Sicilia a cura di Toni Casano

OPERAI EX FIAT TERMINI IMERESE: PROROGATA LA CASSA INTEGRAZIONE PER UN ALTRO ANNO, MENTRE PER IL “RILANCIO” CI SONO TANTI “PROGETTI”…  MA 10 ANNI BASTANO?

10 anni bastano! Questo dovrebbero gridare gli operai. 10 anni di cassa integrazione e 10 anni di progetti, tutti andati in fumo (ultimo quello della Blutec), come fumo sono le eterne promesse fatte dai politicanti che hanno fatto le loro passerelle da Renzi a Di Maio e dai sindacati confederali. Ogni volta vedono con “ottimismo” i progetti, ma poi secondo un rito che si ripete appunto da 10 anni, per parlare solo di Termini Imerese, insistono, comunque solo a parole, sulla cassa integrazione. Questo, sì, basta ai confederali, che continuano a campare sulle poltrone, pagate dagli operai, di questi sindacalisti di Cgil, Cisl Uil innanzi tutto.

In questi ultimi mesi diversi quotidiani locali, ma anche il Sole 24 Ore, si sono occupati di tanto in tanto dell’argomento. Forse anche loro, Confindustria e industriali vari, sperando in un vero rilancio dello stabilimento ex Fiat, ma anche di tutta l’“area industriale” di Termini, compreso il progetto per l’Interporto (80 milioni di soldi pubblici già stanziati) che aspetta di essere completato da anni.

L’articolo del Giornale di Sicilia del 25 novembre è l’ultimo in ordine di tempo e titola così: “Termini, ossigeno per gli ex Fiat. Prorogata la cassa integrazione”. L’ossigeno si riferisce appunto al fatto che almeno, in mancanza di lavoro, questi operai ricevono la cassa integrazione. Ma oggettivamente si tratta piuttosto di asfissia: tutti sanno che alla lunga non si può vivere di cassa integrazione, perché riduce il salario. Senza contare lo svilimento degli operai e della loro funzione sociale.

I progetti presentati in questa ultima tornata riguardano la cosiddetta “produzione green” e l’alta tecnologia, come riferisce infatti l’Assessore al Lavoro della Regione Sicilia, Scavone, che ha partecipato come parte pubblica (quella che oltre a farsi fregare 16 milioni dall’imprenditore Ginatta dovrà metterne altri 150) alla riunione telematica: «Nell’incontro – ha detto Scavone – i commissari straordinari della Blutec hanno ribadito che è stata individuata una soluzione per la riconversione dell’intero sito industriale di Termini Imerese in un sito a vocazione green e ad alta innovazione tecnologica. Un progetto innovativo che mira alla produzione di batterie al litio, di materiale hi-tech, nonché di produzione elettrica da fonti rinnovabili e ricerca scientifica applicata. Questo ci permette di guardare in chiave ottimistica al futuro di Termini Imerese.”

Naturalmente l’assessore Scavone non è credibile nemmeno se giurasse e spergiurasse su qualsiasi cosa; basti pensare che è lo stesso che ha messo in campo il piano per il licenziamento di massa di 2.400 assistenti igienico personale! Il suo “ottimismo” è di circostanza e al massimo lo può condividere con quello dei sindacalisti! Questo perché anche se venissero accolti e messi in pratica questi progetti che dovrebbero riguardare l’ambiente e richiedono più ingegneri che operai, oltre a richiedere ancora tanto tempo non potrebbero assorbire certo i circa 700 operai ex Fiat, senza contare quelli dell’indotto, che avrebbero come minimo necessità di corsi di riqualificazione…

Come si sa la ex Fiat degli Agnelli, ora FCA, ha annunciato il progetto, anche se in netto ritardo rispetto a tutte le altre fabbriche automobilistiche, per la produzione delle auto elettriche: lo stabilimento di Termini Imerese è praticamente pronto…

/LAFIATDITERMININONDEVECHIUDERE /

IL COMUNE DI PALERMO HA IMPARATO QUALCOSA DAL PRIMO LOCKDOWN?

Comunicato di Sans Papiers – Arci Porco Rosso

Nelle ultime settimane abbiamo cercato di sollecitare una risposta dal Comune rispetto al piano per il contrasto alla povertà aggravata dall’emergenza COVID-19. Neanche a dirlo, siamo sulla soglia di una situazione esplosiva, a causa di fattori vecchi e nuovi: la povertà e il disagio che caratterizzano la nostra città da decenni; l’inverno che, puntualmente, ci pone davanti l’esigenza di dare una risposta a tutti coloro che versano in situazioni abitative precarie; la massiccia disoccupazione causata dal lockdown; l’aggravarsi delle condizioni di salute e sociali delle persone con tossicodipendenze.

Il 21 ottobre abbiamo avuto un incontro informale con il Comune, nel quale abbiamo condiviso queste preoccupazioni, anche alla luce della vicenda del dormitorio di Biagio Conte.

Il 4 novembre l’Assessore alle Politiche Sociali, anche su nostra richiesta, ha convocato un incontro con le associazioni del centro storico per affrontare il tema dei dormitori e delle misure di sostegno all’emergenza socio.sanitaria. Durante questo incontro, l’Assessore ci ha informati della prossima apertura di 2 dormitori nuovi e dell’attivazione e effettivo funzionamento del portale del Comune per richiedere i buoni spesa e il supporto per l’affitto, misure finanziate dai fondi regionali.

Queste informazioni non hanno però trovato riscontro nella nostra attività quotidiana: nelle scorse settimane, abbiamo infatti riscontrato gravi problemi nella procedura per gli ingressi nei dormitori già esistenti. Il portale della Protezione Civile per le misure di sostegno all’emergenza socio-sanitaria — seppur attivo da luglio — è tanto complesso da rendere indispensabile l’intermediazione di un CAF; inoltre segnaliamo che i fondi per i buoni spesa non sono ancora stati versati alle persone che hanno fatto domanda 4 mesi fa. Anzi, ad oggi le loro richieste non sono proprio state processate.

Alla luce di queste difficoltà abbiamo richiesto insieme ad altre associazioni del centro storico una mappatura dei servizi e un Vademecum sulle procedure per accedervi, che offra un chiarimento sul tema della competenza: vorremmo sapere infatti quali sono gli uffici preposti per presentare (di persona e non solo telematicamente) ed esaminare le domande per i buoni spesa e il sostegno all’affitto.

Nonostante le nostre sollecitazioni, la mappatura dei servizi non è mai arrivata. A seguito della prima riunione emergenziale, un secondo incontro era stato programmato per il 17 novembre, poi rinviato e confermato per il 24 novembre. A quest’ultima riunione hanno partecipato solamente 3 persone: il Presidente della Circoscrizione, una singola rappresentante del Comune e noi. Le altre associazioni non si sono collegate, forse a causa dei numerosi rinvii. Comunque, anche in questa occasione, le nostre reiterate domande non hanno ricevuto risposte adeguate: I dormitori nuovi? Nessuna novità rispetto alla loro attivazione, né alle modalità di accesso. Le difficoltà di accesso ai dormitori, visto la necessità di tamponi? Infondate. I buoni regionali e sostegno all’affitto? Arriveranno presto, hanno assicurato senza però fornire informazioni certe rispetto alle tempistiche.

Abbiamo ribadito nuovamente la necessità di istituire luoghi fisici, uffici, sportelli o altro, in cui le persone possano recarsi per chiedere l’aiuto alimentare. Purtroppo, a causa del pericolo del contagio, ci è stato risposto che non ci sono e non ci saranno.

Eppure sei mesi fa, durante la prima ondata, il “pericolo del contagio” non ha impedito al Comune di creare sedi distaccate per la distribuzione dei buoni spesa, appoggiandosi quasi interamente sul terzo settore e sul lavoro volontario dei cittadini. I militanti della nostra associazione, così come di molte altre, hanno fatto il possibile per tenere insieme la nostra comunità e rimanere solidali con le persone più oppresse e sfruttate nel momento del bisogno. Abbiamo criticato duramente il Comune per la sua assenza, l’abbandono dei volontari e la creazione di un sistema burocratico distante dalle vite reali e dalle realtà cittadine. Sei mesi dopo, pare che il Comune — per mancanza di volontà o di capacità — stia ripetendo gli stessi errori.

Desideriamo chiarire la problematicità della situazione con una serie di difficoltà riscontrate dalle persone con cui ci stiamo confrontando. Il nostro amico Y., laborioso bracciante stagionale, in Italia da 5 anni, analfabeta, a chi può rivolgersi quando finisce la bombola del gas?

Per la nostra amica M., mamma single con una figlia a carico—senza permesso di soggiorno e con poca comprensione della lingua italiana, anche se in Italia da 10 anni—lo Stato sarà presente quando finirà il latte?

Il nostro amico A., vecchio palermitano con vari problemi medici e senza telefono, si trova improvvisamente per strada. Dove può dormire stasera? E se deve fare un tampone prima di entrare, lo può fare oggi stesso?

Il Comune ci sconsiglia di incaricarci dell’apertura di un luogo fisico per aiutare le persone — come il nostro circolo ARCI — ma se, per paura dei contagi fra i dipendenti, non lo farà neanche il Comune, chi lo farà?

L’intermediazione dei CAF e dei patronati è a volte utile, altre rappresenta un fattore critico. Ciononostante, possiamo davvero credere che un singolo CAF possa dotarsi di protocolli, strumenti e strutture consone all’effettuazione dei servizi durante una pandemia e invece un’amministrazione pubblica, con il suo patrimonio di competenze e di spazi, non ci riesca?

Temiamo e percepiamo che così la divisione fra Stato e cittadini cresca ancora di  più. Perché si insiste su una contrapposizione tra la salute dei dipendenti pubblici e la garanzia del benessere delle persone? Perché coloro che hanno più necessità vengono ancor più emarginati?

A fronte di tanta politica che si de-responsabilizza, abbiamo bisogno di prese in carico rispettose e di risposte concrete adeguate alle esigenze delle persone, soprattutto in questo momento pandemico. www.arciporcorosso.it/sans-papiers/

NOTA DEL COMITATO REDDITO-CASA-LAVORO DI CATANIA

Martedì scorso il Comitato ha partecipato a PrimaLineaTg di Telecolor a un confronto con l’Assessore Regionale al Lavoro Scavone e la direttrice del Centro per l’Impiego Rizzo.

Cosa ne è venuto fuori?

Un’abissale distanza tra il mondo reale e chi dovrebbe gestire/risolvere/governare.  Una distanza tra chi ripete parole vuote da “propaganda” e chi parla di esperienze concrete e vissute sulla propria pelle.

Se c’è un futuro per giovani uomini e donne siciliani sicuramente non sta in questa classe politica e in questo modo di gestire la questione lavoro.

Si guarda alle aziende, ma non alla tutela dei lavoratori e delle lavoratrici. Quando si parla di migliaia giovani disoccupati/e non si parla solo di numeri ma di vite, di sentimenti, di sacrifici, di speranze.

Finché saremo considerati solo numeri, allora non cambierà nulla”

Comitato Reddito-Casa-Lavoro Catania

12 DICEMBRE – MANTENIAMO LA DISTANZA DAL VIRUS DEL MILITARISMO –  

Comunicato No Muos – Presidi, Flashmob, Striscionate

Per il prossimo 12 dicembre il Movimento aveva previsto di organizzare una manifestazione regionale; purtroppo le recenti restrizioni all’agibilità sia individuale che sociale e politica dovute ai DPCM del governo in funzione anti Covid-19 ci impongono di rimandare ad altra occasione la manifestazione.

L’assemblea delle attiviste e degli attivisti ha tuttavia deciso di lanciare un appello per scendere ugualmente in piazza in Sicilia, in tutti i territori ove ciò sarà possibile, in maniera statica, per dare vita ad un 12 dicembre NO MUOS corale, diffuso, conflittuale. Il 12 dicembre è la ricorrenza della Strage di Piazza Fontana e simbolicamente di tutte le stragi volute e attuate da settori dello Stato e dei servizi segreti italiani e americani, con la manovalanza fascista al loro servizio, per affermare sbocchi sempre più autoritari nel paese e frenare le forze del rinnovamento e del riscatto sociale. In questo periodo in cui la pandemia da coronavirus sta mietendo un’infinita strage, a causa principalmente di scelte scellerate che hanno reso – tra le altre cose – impotente il sistema sanitario pubblico, siamo convinti che il 12 dicembre possa rappresentare appieno quest’ultimo attacco alle condizioni di vita delle masse popolari.

Non riteniamo la pandemia un fattore neutro che si abbatte sulla società in maniera indiscriminata. Senza una sanità pubblica falcidiata dai tagli ai finanziamenti, dalle chiusure delle strutture nei territori, dai furti delle mafie politiche, dai favoritismi verso la sanità privata (principalmente legata alla Chiesa), oggi non saremmo così vulnerabili. Senza il continuo foraggiamento miliardario dell’esercito che spudoratamente continua a chiedere soldi al governo, delle basi militari, delle missioni militari all’estero, dell’industria bellica, a scapito della sanità, dell’istruzione e della ricerca, dei trasporti pubblici, dei servizi essenziali per la popolazione, oggi non ci troveremmo così indifesi. Senza un settore scientifico piegato agli interessi economici delle multinazionali e non alle esigenze delle classi popolari oggi non ci troveremmo disarmati davanti a un virus. Senza la distruzione dell’ambiente, la continua ricerca del profitto con la quale il sistema capitalista ha reso questo pianeta sempre più invivibile, oggi l’umanità non sarebbe minacciata dai virus letali che questo distorto sistema provoca e produce. Il 12 dicembre scendiamo in piazza tutte e tutti nelle forme e con i metodi che ogni territorio può mettere in campo (presidi, flashmob, striscionate ecc) con queste parole d’ordine:

– No alle spese militari. Che i soldi vengano spesi per la sanità, i trasporti pubblici, le scuole.

– Contro il Recovery Fund, strumento di indebitamento per la realizzazione di grandi opere inutili.

– Per la realizzazione di un piano di messa in sicurezza del territorio.

– Per la chiusura di tutte le basi militari USA e NATO sul nostro territorio.

– Per il rientro immediato dei militari italiani impiegati in oltre 40 missioni militari all’estero a difesa degli interessi dei monopoli italiani.

– Per la libertà di movimento, contro i barconi della morte e per una gestione del fenomeno migratorio rispettosa della dignità di donne, uomini e bambini

Vogliamo raccontare tutte le mobilitazioni che avverranno il 12 dicembre nella nostra pagina. Per questo vi chiediamo di inviare foto e video durante il loro svolgimento.

Per adesione e invio materiale: comitatonomuos@gmail.com   – NoMuos.info

VERSO IL 12 DICEMBRE – PALERMO IN PIAZZA

Martedì 2 dicembre ore 18:30 – Lab. Ballarò (portici di Largo Pantaleone)

Come teniamo a mettere in chiaro, il 12 dicembre sarà una giornata di ricordo e di lotta. È importante ricordare quel maledetto venerdì del 1969, quando lo Stato inscenò il più grande attentato terroristico del nostro paese e fece esplodere un ordigno, che causò 17 morti e 88 feriti, in Piazza Fontana a Milano. A questi numeri si aggiunge il “suicidio” di Giuseppe Pinelli, ferroviere anarchico che si trovava nei locali della questura.

Sabato 12 si terrà presso il Tribunale di Palermo anche l’udienza di Salvini, accusato di sequestro dei 163 migranti rimasti per 21 giorni davanti all’isola di Lampedusa.Sarà una giornata dedicata a tre temi fondamentali:
1. Antimilitarismo;
2. Giornata commemorativa della strage di stato (piazza Fontana)
3. Critica verso i governi che creano leggi razziste e vietano l’ingresso in Italia a chi ha bisogno di scappare da una terra invasa.

Spetta a noi il compito di organizzarci, unendo le forze della Rete Antifascista, Antirazzista, Antimilitarista militante palermitana.

/events/

CANNABIS TERAPEUTICA, UN DIRITTO DA SANCIRE. #MARATONARS

Giovedì 3 dicembre, ore 15:00.  Online con Facebook Live confronto promosso da Attiva Sicilia

Gli estratti di cannabis sono un farmaco essenziale per molti pazienti, tuttavia le regole che disciplinano i piani terapeutici e la loro detraibilità sono governate dalla confusione. Cerchiamo di fare chiarezza con Carlo Privitera, medico prescrittore, Marco Traina, avvocato componente del tavolo regionale, Alberto Mangano del comitato Esistono i diritti e Vincenza Ferrante, una caregiver e Angela Foti di Attiva Sicilia. Modera il dibattito Claudia La Rocca #MaratonARS

 /events/

PRESENTAZIONE DEL VOLUME “PANDEMIA NEL CAPITALISMO DEL XXI SECOLO” 

Giovedì 10 dicembre ore 17:00 evento in remoto – Caffè filosofico “Beppe Bonetti”

La pandemia generata dal Coronavirus SARS-CoV2, che sta facendo morti in tutto il mondo, soprattutto fra gli strati sociali che, per le loro stesse condizioni di vita, non sanno come difendersi, è il risultato di diversi fattori e costituisce un ennesimo avvertimento, dai più inascoltato, sulle reali condizioni del nostro pianeta e sulla possibilità che la vita possa continuare a riprodursi in esso.

Nell’analisi della pandemia il volume presta una particolare attenzione alla dimensione economica, muovendo dalla convinzione che vi sia una stretta correlazione tra il modo di produzione capitalistico – la manipolazione della natura, lo sconvolgimento degli assetti ecologici e della biodiversità che esso determina – e la genesi degli eventi pandemici. Per sviluppare al meglio questa impostazione e per connettere la sfera economica agli altri aspetti della vita sociale il volume presenta contributi di vari specialisti (biologi, virologi, medici, sociologi, filosofi, economisti, giuristi), dotati però di una sensibilità antiriduzionistica. Ossia capaci di focalizzare la dimensione di loro pertinenza senza offuscare le complesse relazioni tra questa e gli altri livelli della vita sociale.

Ne discutono:

Sergio Riggio, docente, per il Laboratorio Andrea Ballarò/Caffè filosofico Beppe Bonetti
Alessandra Ciattini, antropologa, Università, La Sapienza, Roma
Bruno Steri, filosofo direttore della Rivista Ragioni e conflitti
Marco A. Pirrone, ricercatore di sociologia Unipa

Su piattaforma google meet, codice accesso: yztfjozxrx
Per smartphone bisogna scaricare l’applicazione PANDEMIA NEL CAPITALISMO DEL XXI SECOLO
a cura di Alessandra Ciattini e Marco Antonio Pirrone

/events/

Per segnalazioni, contributi, comunicati stampa scrivere a pressenza.redazionepalermo@gmail.com

Categorie: Diritti Umani, Europa, Pace e Disarmo
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