Non c’è dibattito: Trump incoraggia i violenti suprematisti bianchi

08.10.2020 - New York City - Amy Goodman

Quest'articolo è disponibile anche in: Inglese, Spagnolo, Portoghese

Non c’è dibattito: Trump incoraggia i violenti suprematisti bianchi
(Immagine di Democracy Now!)

“Proud Boys, state indietro e siate pronti”, ha dichiarato il presidente Donald Trump al suo primo dibattito presidenziale con Joe Biden. A Trump è stato chiesto dal moderatore di Fox News Chris Wallace di denunciare i sostenitori della supremazia bianca. Trump ha invece lanciato un chiaro appello ai Proud Boys (“Ragazzi Orgogliosi”), un crescente gruppo estremista di destra leale a Trump, formatosi nel 2016, che promuove apertamente la violenza politica.

È un chiaro segnale di allontanamento dal dibattito: Trump cerca disperatamente di seminare divisione nel paese e diffidenza verso il sistema elettorale, e recluta avidamente vigilantes violenti. “Trump ha detto fondamentalmente di mandarli a f…”. Questo mi rende molto felice”, ha scritto Joe Biggs, noto Proud Boy, sui social media.

“È una chiara richiesta ai Proud Boys di esercitare pressione e violenza continua contro quella che lui chiama la minaccia della sinistra”, ha detto Christian Picciolini al notiziario di Democracy Now! Picciolini, un ex skinhead neo-nazista, ha co-fondato il Progetto Liberi Radicali per prevenire l’estremismo globale. “Non c’è alcuna minaccia da parte della sinistra… negli ultimi 25 anni, gli estremisti di estrema destra – dai neonazisti ai suprematisti e nazionalisti bianchi – sono responsabili di quasi il 100% della violenza, del 100% della morte e del 100% della paura, retorica e propaganda che incita a questo tipo di violenza”. Due recenti rapporti del Center for Strategic and International Studies dimostrano che tra il 1994 e il 2020 gli estremisti di destra hanno ucciso 335 persone negli Stati Uniti, per lo più persone di colore.

Trump ha affermato durante il dibattito: “Quasi tutto quello che vedo proviene dalla sinistra, non dalla destra”, aggiungendo: “Qualcuno dovrà intervenire contro l’antifa e la sinistra”. Antifa, abbreviazione di antifascista, è un movimento che affonda le sue radici nelle lotte antifasciste europee del XX secolo.

Non è il primo abbraccio di Trump agli estremisti violenti di destra. Ha suggerito che il giustiziere adolescente bianco che ha sparato a due manifestanti di Black Lives Matter a Kenosha, Wisconsin, stava agendo per autodifesa. Ha difeso i neo-nazisti del raduno “Unite the Right”, i membri del Ku Klux Klan e i Proud Boys che si sono radunati a Charlottesville, Virginia, nell’agosto del 2017, chiamandoli “brava gente”. Questo è successo solo tre giorni dopo che il neo-nazista James Fields Jr. ha guidato la sua auto contro una folla di manifestanti antirazzisti, uccidendo Heather Heyer e ferendone altri diciannove.

Il settimanale The Nation ha riferito pochi giorni fa di una nota interna trapelata dall’ufficio dell’FBI di Dallas che prevede un aumento del potenziale di violenza da parte dei membri del movimento anti-governativo ‘Boogaloo’ con “una propensione alla violenza e l’acquisizione di armi che causano vittime di massa, usate da un piccolo numero di aggressori”. Lo scorso maggio, l’ufficiale dei Servizi Federali di Protezione David Patrick Underwood è stato ucciso durante le proteste antirazziste a Oakland, California. Il principale sospettato dell’uccisione è Steven Carillo, sergente dell’Aeronautica Militare in servizio attivo e membro di Boogaloo. Il vicepresidente Pence ha invocato la memoria di Underwood nel suo discorso alla Convention nazionale repubblicana, dando la colpa alle proteste. Ha trascurato di menzionare che è stato un estremista di destra a uccidere Underwood.

Appena due settimane fa, a un raduno a Bemidji, nel Minnesota, Trump ha fischiato di nuovo con il suo fischietto da cane razzista, dicendo alla folla quasi tutta bianca: “Avete dei buoni geni…È la teoria del cavallo da corsa. Pensate che siamo così diversi? Avete dei buoni geni in Minnesota”. Carin Mrotz della Jewish Community Action ha paragonato le osservazioni di Trump “alla ‘scienza razziale’ usata dai nazisti per giustificare lo sterminio di molti dei nostri antenati”.

Donald Trump non nasconde di essere un aspirante autocrate, vantandosi che sarà presidente per “altri dodici anni”. Ha esortato i suoi seguaci a vigilare ai seggi elettorali il giorno delle elezioni nei distretti prevalentemente democratici, cosa che chiaramente intimidirebbe e scoraggerebbe gli elettori. Ha minacciato di inviare la polizia armata, i vice sceriffi e persino i militari a “sorvegliare” i seggi elettorali. Suo figlio, Donald Trump Jr., ha twittato un video che invita “ogni uomo e donna in gamba ad unirsi all’esercito per l’operazione di sicurezza elettorale di Trump… abbiamo bisogno che ci aiutiate a sorvegliarli”.

E, nel bel mezzo della pandemia COVID-19, che ha devastato in modo sproporzionato le comunità di colore, Trump ha cercato di screditare la pratica popolare e ora salvavita del voto per corrispondenza. Si prevede che più democratici che mai voteranno per posta, mentre i repubblicani che credono nella minimizzazione della pandemia da parte di Trump, deridendo le mascherine e il distanziamento sociale, preferiranno votare di persona. Trump stesso voterà per posta.

Cento anni fa, Benito Mussolini in Italia reclutava giovani uomini per unirsi al suo “Squadrismo”, una forza volontaria conosciuta come le Camicie Nere che terrorizzava e uccideva i suoi avversari. Hitler ha formato le Camicie Brune, che picchiavano e uccidevano brutalmente i suoi nemici. Nessuno dei due dittatori avrebbe potuto prendere il potere senza questi eserciti di delinquenti leali e paramilitari. Quando Donald Trump spinge gruppi come i Proud Boys a “stare indietro ed essere pronti”, dobbiamo prenderlo sul serio. Dobbiamo tracciare un confine. Non qui, né ora, né mai più.

Traduzione dall’inglese di Thomas Schmid. Revisione di Ilaria Cuppone

Categorie: Nord America, Opinioni, Politica
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