Codice Internazionale sulla Commercializzazione dei Sostituti latte materno: 39 anni dall’approvazione

20.05.2020 - Luisa Mondo

Codice Internazionale sulla Commercializzazione dei Sostituti latte materno: 39 anni dall’approvazione
(Foto di Niccolò Caranti - https://www.flickr.com/photos/ncaranti/)

Il 21 maggio 1981 l’Assemblea Mondiale della Sanità ha approvato il “Codice Internazionale sulla Commercializzazione dei Sostituti del Latte Materno”.

E’ il nome lungo ed impegnativo di una norma nata per tutelare l’allattamento soprattutto nei paesi più poveri, ma valida in tutto il mondo.

Gli 11 articoli iniziali sono aggiornati con risoluzioni ogniqualvolta sia utile chiarire dei punti, fronteggiare nuove strategie commerciali, aggiornare in base a nuove evidenze scientifiche le quali continuano ad essere coerenti e confermano la superiorità dell’allattamento.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) raccomanda l’allattamento esclusivo (solo latte materno, senza aggiunte né cibi complementari né tisane o acqua) per i primi 6 mesi di vita del bambino, proseguendo poi fino al secondo anno o oltre (se la mamma ed il bambino lo desiderano) integrando gradualmente con cibi complementari idonei all’età del bambino.

Si tratta infatti del modo di nutrire più naturale, sano, ecologico, salutare, sicuro ed economico che ci sia e, per tale ragione, va promosso, sostenuto e protetto.

La finalità del Codice è garantire ai neonati una nutrizione sicura ed adeguata, proteggendo l’allattamento da pratiche inappropriate di commercializzazione e distribuzione dei sostituti del latte materno [articolo 1], ponendo delle restrizioni alla reclamizzazione e commercializzazione di tutti i sostituti del latte materno ossia di qualsiasi alimento indicato come idoneo nei primi sei mesi di vita (latte 1, latti speciali, alimenti e bevande complementari, acqua, biberon e tettarelle) [articoli 2 e 3] ponendo delle restrizioni alla loro commercializzazione (sottoscritte dalle aziende produttrici che hanno partecipato alla stesura del codice accettandolo come standard minimo universale, salvo poi violarlo sistematicamente con campagne pubblicitarie che minano la fiducia delle donne nella propria capacità di allattare, tenendo in piedi un business che si aggira sui 25 miliardi dollari annui, fatturato in crescita soprattutto su mercati “nuovi” come quello asiatico).

Nel codice si stabilisce che il materiale informativo e didattico relativo all’alimentazione dei neonati riporti informazioni chiare sui benefici e la superiorità dell’allattamento [articolo 4], inoltre i prodotti su cui si applica il Codice non dovrebbero essere pubblicizzati al pubblico; produttori e distributori non dovrebbero fornire, direttamente o indirettamente, campioni di sostituti; è vietata la pubblicità nei punti vendita, l’offerta di campioni, l’impiego di espedienti promozionali quali esposizioni speciali, buoni sconto, premi, offerte promozionali finalizzate ad indurre a comprare prodotti coperti dal Codice e il personale addetto al marketing non dovrebbe stabilire contatti diretti o indiretti con donne in gravidanza o madri di lattanti e bambini [articolo 5] e il personale addetto alla commercializzazione dei prodotti cui si applica il Codice non può svolgere funzioni educative in relazione a donne in gravidanza o madri di lattanti e bambini [articolo 8].

Con la diffusione di internet e degli smartphone, le ditte riescono facilmente a violare il codice: hanno siti, mailinglist, pagine facebook, app, pagine di influencer che spesso veicolano informazioni scorrette e certo non libere da conflitti di interessi.

Nel Codice si forniscono precise indicazioni alle autorità ed ai servizi sanitari ed ai governi su come rispettarlo impedendo le violazioni [articoli 6, 7 e 11], si precisano le caratteristiche delle etichette [articolo 9], si pone l’attenzione sulla qualità dei prodotti [articolo 10].

Sul rispetto, applicazione e monitoraggio del Codice vigila, dalla sua nascita, l’International Baby Food Action Network con sue diramazioni in vari paesi: IBFAN Italia (www.ibfanitalia.org) associazione senza fini di lucro, indipendente da ogni movimento partitico e confessionale, impegnata ad agire nel rispetto del vigente ordinamento giuridico e dei valori sanciti dalla Costituzione Italiana, attraverso l’utilizzo di metodi non violenti.

Perché tanto interesse ad un argomento che dovrebbe esser semplicemente scontato essendo prassi della fisiologia della nutrizione infantile? Ancora oggi l’allattamento potrebbe salvare la vita di 830.000 bambini sotto i 5 anni, ogni anno, nel mondo.

Si calcola che il 22% dei decessi neonatali potrebbero essere evitati se le donne potessero attaccare al seno i propri bambini entro la prima ora dopo la nascita (un neonato che riceve latte materno entro 1 ora dalla nascita ha circa il triplo di probabilità di sopravvivere rispetto ad uno allattato il giorno successivo al parto).

Nei paesi più poveri, I bambini allattati con formula (spesso troppo diluita per far durare di più una confezione, sciolta in acqua non potabilizzata e somministrata in biberon non sterilizzati) hanno una probabilità 15 volte maggiore di morire di polmonite e 11 volte maggiore di morire di diarrea rispetto a quelli che sono allattati esclusivamente nei primi 6 mesi di vita.

Il latte artificiale è anche un grande nemico dell’ambiente: molti studi lo hanno dimostrato e un articolo pubblicato sull’autorevole British Medical Journal ha messo in evidenza il legame tra la produzione e l’utilizzo della formula artificiale e l’inquinamento ambientale: i dati, riferiti al solo Regno Unito, evidenziano che per produrre un chilo di latte in polvere occorrono 4.700 litri di acqua.

Vi è poi il problema dell’energia spesa per scaldare l’acqua per preparare la formula e dei rifiuti generati dalle confezioni di formule per neonati e dei vari ingredienti che vengono aggiunti al latte vaccino per equipararlo in quanto a nutrienti a quello materno (i vari oli vegetali, vitamine, minerali, ecc. che producono ulteriore inquinamento).

Ogni madre che allatta i propri bambini per i primi sei mesi evita l’emissione in atmosfera di un quantitativo di CO2 che va da 95 a 153 kg. Se solo tutte le madri nel Regno Unito seguissero le linee guida stabilite dai funzionari sanitari, potrebbero risparmiare all’ambiente un tasso di inquinamento pari a quello prodotto da circa 77.000 auto 1 2.

In questo momento difficile di pandemia, anche IBFAN ha cercato di esser accanto alle gestanti e neomamme con informazioni chiare e rassicuranti in merito all’allattamento in sicurezza 3 4 tenendo conto del fatto che siti istituzionali nazionali ed internazionali hanno ampiamente specificato che anche le donne con COVID-19 possono allattare, se lo desiderano, facendo attenzione all’igiene respiratoria ed alla pulizia delle mani e degli oggetti.

Purtroppo anche in questa fase qualche ditta ha cercato di approfittarne e la Kraft Heinz Company, nota in Italia per il marchio Plasmon, “ha scelto di essere ancora una volta vicino alle famiglie italiane più in difficoltà offrendo alimenti di base per l’infanzia destinati ai più piccoli, per un valore complessivo di 700.000 euro”.

Il contributo, concretizzato in collaborazione con il Banco Alimentare, permetterà di distribuire oltre 200mila prodotti per l’infanzia Plasmon: omogenizzati di carne e frutta, latte in formula, pouches e biscotti.

Peccato che nel documento rilasciato il 30 marzo 2020 sul tema dell’alimentazione infantile nel contesto del COVID-19, UNICEF, Global Nutrition Cluster e Global Technical Assistance Mechanism for Nutrition riprendono le indicazioni dell’OMS con un richiamo specifico all’aderenza al Codice Internazionale e alla Guida per la cessazione della promozione inappropriata di cibi per i lattanti e i bambini piccoli, ponendo l’attenzione sui rischi delle donazioni di formule sostitutive per lattanti e prodotti per la prima infanzia e rimandando all’applicazione della Guida Operativa per l’alimentazione infantile nelle emergenze.

Una “carità pelosa”: si fa del whitewashing ossia si approfitta di una disgrazia (la pandemia da coronavirus), per fare un’opera buona e, simultaneamente, far dimenticare le pregresse sistematiche violazioni del Codice Internazionale sulla Commercializzazione dei Sostituti del Latte Materno, con i conseguenti effetti negativi sull’allattamento.

In secondo luogo, la disponibilità di questi prodotti inciderà a lungo termine sulle scelte in tema di alimentazione infantile di famiglie in difficoltà economica, con un impatto a medio-lungo termine che avvantaggerà ulteriormente l’industria produttrice5.

In quest’ultimo anno IBFAN Italia si è espressa contro il “bonus latte artificiale”6 alle famiglie in cui la madre fosse impossibilitata ad allattare il proprio figlio/figlia poiché il successo dell’allattamento dipende, fra le altre cose, dalla cultura della società, dalla possibilità materiale della donna di avere tempo per stare con suo figlio/a nel periodo dell’allattamento, dalla preparazione ed esperienza dei professionisti su questo tema, dalla possibilità che hanno le ditte produttrici di sostituti del latte materno di raggiungere, anche illecitamente, le donne e i professionisti della salute con messaggi fuorvianti.

Pertanto solo in casi selezionati, quando questo non sia possibile nonostante il sostegno alla donna e la consulenza di personale esperto, si procede alla fornitura di sostituti del latte materno fino al compimento dell’anno di vita del bambino/a. Inoltre IBFAN Italia ha scritto all’ANCI in merito alle valigette a pacchi dono per i neonati per chiedere, da parte degli Amministratori e dei Comuni aderenti ad ANCI maggiore consapevolezza critica sul significato commerciale di tali iniziative che dovrebbero essere sostituite da doni o attività esenti da interessi commerciali e non finalizzati a indurre la domanda di accessori superflui7. Ed ANCI ha provveduto ad inoltrare alla Commissione welfare e alle Anci regionali la comunicazione ritenendone condivisibili i contenuti.

Il testo integrale del codice è scaricabile gratuitamente al seguente link http://www.ibfanitalia.org/codice/

La forza straordinaria del monitoraggio dell’applicazione del codice sta in volontari IBFAN e di altre associazioni di tutela della Salute materno infantile e in professionisti della Salute motivati che segnalano, tengono corsi di formazione, lavorano in modo indipendente. E genitori sempre più consapevoli che segnalano violazioni colte al supermercato, su riviste, viste in tv o navigando sui siti o social.

A tutti coloro che rispettano il Codice e si adoperano affinché non venga violato, grazie e buon compleanno!

1 http://www.ibfanitalia.org/il-sostegno-allallattamento-e-un-imperativo-ambientale/

2 http://www.ibfanitalia.org/wp-content/uploads/2015/10/climate-change-2015_ita.pdf

3 http://www.ibfanitalia.org/alimentazione-dei-lattanti-e-dei-bambini-piccoli-nel-contesto-covid-19/

4 http://www.ibfanitalia.org/le-madri-covid19-vanno-separate-dai-loro-bambini-primo-non-nuocere/

5 http://www.ibfanitalia.org/plasmon-carita-pelosa/

6 http://www.ibfanitalia.org/ibfan-italia-dice-no-al-bonus-latte-artificiale/

7 http://www.ibfanitalia.org/kit-e-pacchi-di-benvenuto-e-nascita-posizione-ibfan-italia-ed-area-welfare-e-immigrazione-anci/

Categorie: Europa, Salute
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