La Marcia Mondiale in Alpe Adria

03.03.2020 - Trieste - Marcia Mondiale per la Pace e la Nonviolenza

La Marcia Mondiale in Alpe Adria

Per un disguido tecnico i comunicati sul passaggio della Seconda Marcia Mondiale per la Pace e la Nonviolenza in Alpe Adria non sono stati ricevuti in tempo da Presssenza. Ce ne scusiamo con gli organizzatori e riproduciamo insieme due comunicati successivi.

Il 24 febbraio 2020 l’equipe base è arrivata a Umago, in Croazia, ed è stata ricevuta dai due vicesindaci Mauro Jurman e Ivan Ivan Belušić.

Il comune aveva in precedenza aderito sia alla 2a Marcia Mondiale, sia all’appello per invitare la Croazia ad aderire al Trattato sulla proibizione delle armi nucleari nonchè pure all’appello della consulta di pace e diritti umani di Palermo per la creazione di una Rete di Ambasciate di pace del Mediterraneo chiedendo di fare altrettanto al comune sloveno di Pirano (successiva tappa della 2a Marcia Mondiale).

Di questi e altri temi i due vicesindaci hanno avuto modo di discutere con l’equipe base della Marcia e Alessandro Capuzzo (sostenitore della rete di Ambasciate di pace) in transito nella cittadina istriana.

Al termine dell’incontro Rafael de la Rubia, promotore della 2a Marcia Mondiale, ha fatto dono ai due vicesindaci di una copia del libro della 1a Marcia Mondiale con le firme dei marciatori presenti.

Il 26 febbraio 2020 l’equipe base è arrivata al Municipio di Koper-Capodistria (Slovenia) prima della sua entrata in Italia.

La delegazione , accompagnata dal pacifista triestino Alessandro Capuzzo, è stata ricevuta dal vicesindaco  Mario Steffè.

All’incontro erano presenti anche l’ex vicesindaco di Koper-Capodistria Aurelio Juri e il presidente della comunità italiana di Slovenia e Croazia Maurizio Tremul.

Nell’occasione Alessandro Capuzzo ha presentato richiesta al comune istriano per l’assegnazione della cittadinanza onoraria ad Aurelio Juri che nel 1991 è riuscito ad ottenere con l’esercito Jugoslavo (in quei giorni in guerra con la Slovenia) una mediazione per un ritiro pacifico dell’esercito dalla città e senza spargimento di sangue. Lo stesso Aurelio Juri è poi intervenuto raccontando i fatti dell’epoca. Il vicesindaco Mario Steffè si è poi impegnato a presentare la richiesta al consiglio comunale per una successiva approvazione.

Dopo un passaggio al Municipio di Koper-Capodistria in Slovenia il 26 febbraio la Seconda Marcia Mondiale per la pace e la nonviolenza arriva finalmente in Italia.

Il programma del passaggio della Marcia nella zona di Trieste è stato fortemente ridimensionato a causa delle ordinanze emesse per l’emergenza coronavirus: così come a Umago (Croazia) e a Pirano (Slovenia) non è stato possibile incontrare i ragazzi delle scuole a Muggia e a Trieste (erano previsti 500 ragazzi nell’aula Magna dell’Università degli studi) ed è stato annullato un convegno pubblico dove si sarebbe parlato di disarmo nucleare e scelte etiche per la pace.

In tarda mattinata l’equipe base è stata ricevuta in forma privata al Municipio di Muggia dal sindaco di Muggia Laura Marzi, successivamente la delegazione si è spostata al Municipio di Dolina-San Dorligo della Valle dove è stata ricevuta (sempre in forma privata) dall’assessore per l’ambiente, territorio, urbanistica e trasporti Davide Štokovac.

Successivamente il gruppo si è spostato presso il parco di San Giovanni (ex ospedale psichiatrico, poi aperto alla città) dove, in una cerimonia privata davanti al kako di Nagasaki, Alessandro Capuzzo, del comitato organizzatore locale, ha ricordato la figura del psichiatra nonviolento Franco Basaglia con il supporto dell’interprete Ada Scrignari. Sono intervenuti inoltre Roberto Mezzina, ex direttore del Dipartimento di Salute Mentale di Trieste e i due attori Pavel Berdon e Giordano Vascotto dell’ “Accademia della Follia”. Il secondo in particolare ha riportato la sua esperienza quando da ragazzo si ritrovava rinchiuso nell’ospedale psichiatrico, prima appunto della riforma Basaglia, riforma che poi ha permesso anche a lui di avere una vita normale e di trovare un lavoro al di fuori dell’ex ospedale.

La delegazione si è poi spostata verso il centro di Trieste in visita verso i “luoghi della memoria” dove singole targhe commemorative ricordano gli orrori compiuti dai nazifascisti e in Piazza Oberdan un monumento ricorda due “fidanzatini” uccisi dai nazisti. Nei vari punti i “marciatori” hanno lasciato corone e mazzi di fiori.

La giornata si è poi conclusa in un incontro con gli amici triestini della 2a Marcia Mondiale dove il promotore della Marcia, Rafael de la Rubia, ha condiviso le sue esperienze dei paesi che ha visitato. Al termine il “Comitato per la pace, convivenza e solidarietà Danilo Dolci” ha voluto omaggiare i 5 marciatori con le bandiere della pace bilingui italiano e sloveno prima di partire per la tappa successiva: Fiumicello-Villa Vicentina, comune a 50 km da Trieste.

Categorie: Europa, Nonviolenza, Pace e Disarmo
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