Movimenti contro la guerra, la repressione, il razzismo in Sicilia

13.02.2020 - Palermo - Toni Casano

Movimenti contro la guerra, la repressione, il razzismo in Sicilia

Dall’assemblea di Niscemi lo scorso 8\2 è stata confermata la manifestazione nazionale dell’11 aprile prossimo nella cittadina simbolo – da un lato – dei nuovi movimenti resistenziali e uno dei quattro snodi strategici – dall’altro – previsti dal sistema di comunicazione satellitare Nato.  Infatti, grazie alle istallazioni delle stazioni del sistema-MUOS sarà possibile integrare le operazioni sull’intero pianeta di tutte le forze armate – navali, aeree e terrestri – del Patto Atlantico. Nel caso specifico la stazione di Niscemi è già in grado di coprire lo scenario bellico potenziale, oggi d’attualità – quello stesso dove si è temuta l’escalation di una nuova “guerra santa”– che dal bacino mediterraneo giunge fino alla vasta area mediorientale.

Pertanto i  movimenti sociali, così come sintetizza “Sicilia Libertaria”, in una breve nota diramata via social, si preparano a dire “UN GRANDE NO ALLA GUERRA, ALLA REPRESSIONE E ALLE LEGGI SALVINI, ALLA VIOLENZA CONTRO LE DONNE, ALLA MILITARIZZAZIONE DELLA FORMAZIONE, ALLE SPESE MILITARI!”

A Palermo, in preparazione dell’appuntamento di primavera, è stata convocata nel pomeriggio di venerdì 14 febbraio  (inizio ore 16,30) la “Terza Assemblea Contro La Guerra”,  presso l’auletta Autogestita di Scienze Politiche (Via Maqueda, 324). Diverse le iniziative in cantiere al fine di sensibilizzare l’opinione pubblica cittadina: un seminario “sulla crisi globale e le logiche della guerra” – organizzato in ambito universitario con la partecipazione di studiosi ed esperti – e una manifestazione di solidarietà con le forze sinceramente democratiche della città in favore di Turi Vaccaro, di cui si chiede la messa in libertà unitamente a tutti coloro che sono stati colpiti da analoghe restrizioni (come Nicoletta Dosio e gli altri militanti NoTAV) o colpiti da azioni processuali penali favorite dai decreti sicurezza.

Insomma si vuole rilanciare anche l’opposizione sociale contro tutte le misure legislative repressive adottate dai governi precedenti e che quello in carica finora si è guardato bene dal mettere in discussione. L’attuale maggioranza, infatti, tergiversa sulla questione, pensando ipocritamente di salvare la faccia con la concessione all’autorizzazione a procedere per l’ultimo autore liberticida.  E come nel gioco delle “tre carte” si confermano le linee securitarie poste in essere in continuità con i provvedimenti del predecessore “democratico” all’Interno: ci riferiamo, nella fattispecie, alle politiche sull’emigrazione adottate dal cosiddetto “governo giallo-rosso”, il quale in questi giorni  ha rinnovato gli accordi con la Libia di “minnitiana memoria” (ed esaltati dal predecessore ministro pro-tempore gialloverde), di fatto confermando una lotta senza quartiere contro le organizzazioni umanitarie che operano nel mare nostrum allo scopo di salvare vite umane.

Segnaliamo inoltre che proprio sulla questione della “guerra all’emigrazione”, il 20 febbraio alle 20.30, al circolo ARCI Ikenga Voice of the world (Via Parrocchia dei Tartari n.52), organizzato con il Forum Antirazzista, si terrà un incontro per promuovere una mobilitazione unitaria su i seguenti temi:  ABOLIRE I DECRETI SICUREZZA; SOSPENDERE SUBITO GLI ACCORDI CON LA LIBIA;  LIBERARE TUTTE LE NAVI DELLE ONG E RIPRENDERE LE MISSIONI DI SOCCORSO IN MARE; CREARE CANALI D’EVACUAZIONE SICURI PER TUTTE/I LE/I MIGRANTI DETENUTE/I NEI CENTRI IN LIBIA; RIPRISTINARE LA PROTEZIONE UMANITARIA E GARANTIRE CONDIZIONI UMANE D’ACCOGLIENZA NEI CENTRI IN ITALIA; CHIUDERE I CPR (CENTRI PER IL RIMPATRIO) DOVE SI VIVE IN CONDIZIONI DISUMANE E DOVE SPESSO SI MUORE. Nel loro invito all’assemblea Forum, Ikenga e Pride scrivono, riferendosi evidentemente anche alla vicenda di Zaky: BISOGNA RISPETTARE I DIRITTI UMANI IN ITALIA E OVUNQUE!

Richiamando inoltre la questione della guerra evidenziano il dramma libico, dove si combatte «una guerra senza fine sulla pelle della popolazione civile e dei migranti reclusi nelle carceri, prigionieri delle milizie o riportati indietro dalla “guardia costiera”, coordinata da italiani ed europei». Questa sporca guerra contro i migranti – condotta contro uomini e donne in carne ed ossa – non è più sotto traccia, ma sempre più manifestamente ad alta densità di violenza e si sta espandendo nella sua virulenza a macchia d’olio in tutto il Mediterraneo. Di fronte a questo imbarbarimento in Italia si pensa di difendersi dai migranti continuando ad applicare i Decreti Sicurezza; “le navi delle Organizzazioni Non Governative rimangono sotto sequestro, senza poter soccorrere centinaia di vite”. Mentre, denuncia il movimento antirazzista, rimane ancora bloccata “la nave Mare Jonio, anche se la magistratura ha dichiarato che l’equipaggio non ha commesso alcun reato”.

Vogliamo ricordare infine che sabato si chiuderà questa dura settimana con la fiaccolata antirazzista, a cui Pressenza ha dato risalto nei giorni scorsi, intitolata: Palermo – Una Candela Contro il Razzismo.

Categorie: Diritti Umani, Europa, Pace e Disarmo
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