Prosegue in pompa magna la costosissima maxi esercitazione, con prove tecniche di guerra sottomarina, di 7 paesi Nato, fra cui la Turchia. Naturalmente i porti di Catania ed Augusta sono a completa disposizione, mentre lo sbarco a Pozzallo di 274 migranti dall’Ocean Viking di pochi giorni fa ha destato “allarme sociale”. I migranti sono in quarantena nel locale hot spot e all’equipaggio dell’Ong Sos Mediterranèe viene impedito di ripartire per salvare vite umane: per “precauzione” sono in quarantena anche loro.

Mentre le industrie farmaceutiche fanno affari d’oro, tutte le attività produttive e sociali si stanno paralizzando travolte dall’allarme Coronavirus, a senso unico verso i più poveri, nonostante finora i contagiati in Italia siano nell’opulento Nord. Intanto però gli sciacalli razzisti seminano paura contro i migranti e la comunità cinese.

Se deve osservare la quarantena chi si salva da un naufragio nel Canale di Sicilia perché non si fa altrettanto per tutti coloro che usano i traghetti o vanno in crociera all’estero?

Pochi giorni fa abbiamo manifestato nel porto di Catania nell’ambito di una mobilitazione internazionale contro il transito della nave Barhi Yanbu, piena zeppa di armi da scaricare in Arabia Saudita per massacrare il popolo yemenita, in violazione della legge 185/’90. Adesso le nostre coste e la Sicilia orientale sono coinvolte in allenamenti per micidiali operazioni di morte nel Mediterraneo e nel Medio Oriente per arricchire il complesso militare-industriale.

Facciamo appello a mobilitarci per contrastare e sconfiggere la strumentalizzazione della paura, perché la storia ci ha insegnato che il sonno della ragione genera mostri. Vogliamo che l’Ocean Viking, come tutte le Ong riprendano la loro preziosa attività umanitaria e si facciano immediatamente sbarcare i migranti salvati dalla Sea Watch3.

PORTI CHIUSI ALLA GUERRA ED APERTI AI MIGRANTI!

Rete Antirazzista Catanese, Comitato NoMuos/NoSigonella