La mia generazione deve dire “Basta”: una partecipante svedese agli scioperi del clima parla di Fridays For Future

06.12.2019 - Democracy Now!

Quest'articolo è disponibile anche in: Inglese

La mia generazione deve dire “Basta”: una partecipante svedese agli scioperi del clima parla di Fridays For Future

AMY GOODMAN: Qui è Democracy Now! The War and Peace Report. Sono Amy Goodman. Siamo in strada a Stoccolma, Svezia, dove stiamo coprendo il 40° anniversario del Right Livelihood Award, ampiamente conosciuto come Premio Nobel alternativo. Tra i vincitori di quest’anno la sedicenne attivista svedese Greta Thunberg, il cui sciopero scolastico per il clima è iniziato proprio qui a Stoccolma, dove ogni giorno, all’età di 15 anni, ha iniziato a stare davanti al Parlamento per chiedere un’audace azione per il clima. Il suo atto di resistenza è diventato ben presto un movimento globale con milioni di giovani in tutto il mondo che escono da scuola e scendono in piazza per chiedere un’azione rapida per fermare la crisi climatica.

Greta Thunberg non è qui a Stoccolma per la cerimonia di premiazione. E’ appena arrivata a Lisbona, in Portogallo, dopo quasi tre settimane di viaggio in barca attraverso l’Oceano Atlantico per partecipare alla Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici del 2019, la COP25, a Madrid. Stava andando a Santiago del Cile, dove si doveva tenere il vertice sul clima, quando il presidente cileno Sebastián Piñera ha cancellato la conferenza in mezzo a una protesta antigovernativa di massa. La conferenza è stata poi spostata a Madrid, obbligando Greta a invertire la rotta e tornare in Europa. Greta e suo padre Svante hanno navigato a bordo del catamarano di 48 piedi La Vagabonde, rifiutandosi di prendere l’aereo a causa dell’elevata impronta di carbonio dei voli.

A settembre ho parlato con Greta Thunberg nel nostro studio di Democracy Now! a New York. Mi ha spiegato come ha lanciato l’anno scorso lo sciopero scolastico per il clima. 

GRETA THUNBERG: Più mi impegno nel movimento per il clima, meglio mi sento, più mi sento felice perché mi sembra di fare qualcosa di importante, qualcosa di significativo.

AMY GOODMAN: Allora parlaci di quello che è successo, di quello che hai fatto circa un anno fa. Avevi 15 anni. All’inizio ti sei recata ogni singolo giorno davanti al Parlamento svedese?

GRETA THUNBERG: Sì, voglio dire, ogni giorno di scuola. Non il sabato e la domenica, ma ogni giorno di scuola per tre settimane fino alle elezioni. Questo era il mio piano, di fermarmi dopo le elezioni. Ma poi venerdì 7 settembre è stato il momento in cui è iniziato Fridays For Future perché ho pensato: “Perché non continuare? Perché fermarsi ora, quando stiamo effettivamente avendo un impatto”? Così allora io e altri scioperanti scolastici abbiamo pensato che dovevamo andare avanti, che dovevamo chiamarlo Fridays For Future, e che doveva sempre essere di venerdì.

AMY GOODMAN: Questa era la sedicenne attivista del clima svedese Greta Thunberg, che ha parlato negli studi di Democracy Now! a New York. In questo momento siamo a Stoccolma, dove lei ha iniziato il suo attivismo. La cerimonia del Right Livelihood Award si svolgerà qui mercoledì. In una dichiarazione, Greta ha detto: “Sono profondamente grata di essere uno dei destinatari di questo grande onore. Ma naturalmente, ogni volta che ricevo un premio, non sono io la vincitrice. Il Right Livelihood Award è un enorme riconoscimento per Fridays For Future e il movimento degli scioperi del clima”.

Ci ha raggiunti ora Ell Jarl, un’attivista per il clima che ha marciato con Greta Thunberg qui a Stoccolma. E’ una studentessa di 18 anni che ha iniziato a partecipare alle proteste sul clima lo scorso dicembre. Insieme ad altri giovani attivisti del clima, Ell accetterà il Right Livelihood Award a nome di Greta.

AMY GOODMAN: Ell, è bello essere qui con te in questo primo giorno della nostra trasmissione da Stoccolma e ti ringraziamo per essere il nostro primo ospite proprio nel luogo dove tu e Greta avete davvero contribuito a guidare questo movimento che è diventato globale. Perché vi siete impegnate lo scorso dicembre?

ELL JARL: Mi sono impegnata perché ho letto molto sulla crisi climatica ed era un problema così grande. Volevo fare qualcosa e volevo aiutare a produrre un cambiamento nel mondo. Poi ho visto che lei stava scioperando, o mio padre me lo ha mostrato e allora ho pensato: “E’ una cosa che posso fare”. E sembrava di innescare un cambiamento, la gente ne parlava. Sono andata lì e sono rimasta coinvolta.

AMY GOODMAN: Devo dirti che mentre parliamo qui, la tua amica Greta è a Lisbona. È appena sbarcata e sta per fare un discorso. Altri stanno intervenendo prima di lei alla conferenza stampa. E se comincia a parlare come stiamo facendo noi qui, andremo in diretta con lei. Tuo padre è uno scienziato?

ELL JARL: Sì, è per questo che sono cresciuta con un sacco di discorsi scientifici fatti in casa e questo mi ha spinto a imparare di più.

AMY GOODMAN: Cosa pensi del nostro presidente, il presidente degli Stati Uniti Trump, che dice che il cambiamento climatico è una bufala?

ELL JARL: Vabbè, ascoltate tutti gli scienziati. Sono là fuori. È la responsabilità di tutti i leader del mondo di leggere e di educare se stessi.

AMY GOODMAN: È quello che dicevi ai parlamentari svedesi quando ti sei unita a Greta sui gradini del Parlamento svedese. Come vi hanno risposto? Quanti eravate lo scorso dicembre?

ELL JARL: Quando mi sono unita per la prima volta alla protesta c’erano una trentina di persone, ma la maggior parte di loro non diceva molto. Ci ignoravano e molti di loro ci passavano semplicemente accanto. Altri… beh…

AMY GOODMAN: Cos’ha significato per te il fatto che diventasse un fenomeno globale? Che così tanti giovani protestano di venerdì saltando la scuola e chiedendo dei cambiamenti?

ELL JARL: È fantastico. Mi sono unita a loro poco prima che il movimento esplodesse a livello globale. Così ho davvero visto il cambiamento e come si è diffuso in tutto il mondo. È qualcosa di cui la mia generazione ha bisogno. Dobbiamo dire “basta” e forzare l’azione per un futuro giusto. E lo stiamo facendo ora.

AMY GOODMAN: Quindi siete stati fuori dal Parlamento per settimane, ma poi vi hanno invitati a entrare a parlare?

ELL JARL: No, nessuno ci ha invitati.

AMY GOODMAN: Mai?

ELL JARL: No.

AMY GOODMAN: Che effetto ti fa vedere Greta parlare all’Unione Europea, alle Nazioni Unite?

ELL JARL: È davvero potente che siamo solo adolescenti, ma riusciamo a parlare a tutte queste persone, leader mondiali, sperando che ci ascoltino e producano un cambiamento. E spero che la COP25 riesca a fare qualcosa di importante.

AMY GOODMAN: Voglio passare ora all’apertura del Summit sul clima delle Nazioni Unite a Madrid. Ci andrai, al vertice?

ELL JARL: Purtroppo no.

AMY GOODMAN: Sta parlando António Guterres, il Segretario Generale delle Nazioni Unite.

ANTÓNIO GUTERRES: Quello che ancora manca è la volontà politica. La volontà politica di mettere un prezzo sul carbonio. La volontà politica di fermare i sussidi per i combustibili fossili. La volontà politica di fermare la costruzione di centrali a carbone a partire dal 2020. La volontà politica di spostare la tassazione dal reddito al carbonio, tassando l’inquinamento invece delle persone. Dobbiamo semplicemente smettere di scavare e perforare e sfruttare invece le vaste possibilità offerte dalle energie rinnovabili e dalle soluzioni basate sulla natura.

AMY GOODMAN: Questo era António Guterres che parlava a Madrid, all’inizio del Summit sul clima delle Nazioni Unite. Che messaggio avete per i leader mondiali?

ELL JARL: Ascoltate cosa dice la scienza. Dobbiamo ridurre drasticamente la nostra impronta di carbonio e prenderci cura dell’ambiente. E’ vostra responsabilità farlo, non scaricatela su di noi. Non possiamo più aspettare.

AMY GOODMAN: Cosa dirai domani alla cerimonia dei Right Livelihood Award?

ELL JARL: Certamente siamo molto grati per questo riconoscimento, ma abbiamo bisogno che i politici agiscano e continueremo a lottare per questo. Sì, è quello che diremo.

AMY GOODMAN: Hai aiutato a scrivere un articolo d’opinione?

ELL JARL: Sì, insieme a Right Livelihood e Fridays for Future Svezia abbiamo scritto un articolo di dibattito sulla Svezia e sull’attuale politica.

AMY GOODMAN: Cosa dice l’articolo?

ELL JARL: Che in Svezia siamo molto lontani dagli obiettivi o dal punto in cui dovremmo essere per raggiungere gli accordi di Parigi.

AMY GOODMAN: Cosa chiedete in particolare alla Svezia?

ELL JARL: Dobbiamo ridurre tutte le nostre emissioni di carbonio e creare un cambiamento equo, aiutare tutti a cambiare il loro lavoro per renderlo più rispettoso dell’ambiente.

AMY GOODMAN: Vorrei ora tornare a Greta Thunberg quando ha parlato nei nostri studi di New York e quando le ho chiesto qual era il suo messaggio per i giovani.

GRETA THUNBERG: Il mio messaggio ai giovani di tutto il mondo è che in questo momento stiamo affrontando una crisi esistenziale, vale a dire, la crisi climatica ed ecologica che avrà un impatto enorme sulla nostra vita in futuro, ma anche adesso, specialmente nelle comunità vulnerabili. E penso che dovremmo svegliarci e anche cercare di svegliare gli adulti, perché sono loro, la loro generazione, i principali responsabili di questa crisi. Dobbiamo considerare le persone al potere responsabili per ciò che hanno fatto a noi e alle generazioni future e alle altre specie viventi sulla Terra. E dobbiamo arrabbiarci e capire cosa c’è in gioco. E poi dobbiamo trasformare quella rabbia in azione e stare insieme, uniti e non arrenderci mai.

AMY GOODMAN: Questa è Greta Thunberg quando è arrivata a New York, quando ha preso per la prima volta una barca a vela a emissioni zero per attraversare l’Atlantico. Voglio ora passare a Lisbona, in Portogallo, dove una giovane attivista del clima sta parlando prima che Greta si rivolga alla folla.

ATTIVISTA PER IL CLIMA: Il mio nome è Matilda [incomprensibile]. Siamo qui in rappresentanza di Fridays For Future Portogallo [incomprensibile].

PUBBLICO: [applausi]

ATTIVISTA PER IL CLIMA: Prima di tutto, vorremmo dare un caloroso benvenuto a Greta e al suo equipaggio. Speriamo che vi piaccia Lisbona e [incomprensibile].

ATTIVISTA PER IL CLIMA: Sono qui per presentare [incomprensibile]. Mi dispiace. Siamo un movimento giovanile che lotta per la giustizia climatica. Combattiamo per la giustizia climatica perché la nostra casa è in fiamme. E siccome la nostra casa è in fiamme, quest’anno abbiamo organizzato molte volte uno sciopero per il clima insieme a migliaia di studenti. Le nostre richieste sono semplici. In Portogallo dobbiamo raggiungere l’azzeramento delle emissioni di carbonio entro il 2030. Dobbiamo tenere sotto terra i combustibili fossili, compreso il gas. Dobbiamo fornire energia pulita per tutti e dobbiamo cancellare i nuovi progetti aeroportuali, Montijo compreso.

PUBBLICO: [cori e applausi]

ATTIVISTA PER IL CLIMA: Perché abbiamo bisogno di un cambiamento di sistema, non di un cambiamento climatico.

PUBBLICO: [cori e applausi]

ATTIVISTA PER IL CLIMA: Siamo ancora lontani dal vincere. Sappiamo che il cambiamento disturba chi è al potere. Ci dicono che l’ambizione del nostro paese è nelle politiche climatiche, ma noi sappiamo che non è così. Ci dicono che stanno facendo quel che possono, ma noi sappiamo che non è vero. Sappiamo anche che questa è la lotta della nostra generazione e non ci arrenderemo. Ci siamo tutti sollevati come un’onda per chiedere giustizia climatica per tutti e abbiamo bisogno che tutti si uniscano a noi. Se noi perdiamo, tutti perderanno. Ora, come Greta, ci stiamo dirigendo verso la COP25 a Madrid. Incontreremo migliaia di altri attivisti del clima di molti paesi, compresi quelli del Sud del mondo. Lì protesteremo ancora una volta contro la priorità data al profitto sulle nostre vite.

PUBBLICO: [cori e applausi]

ATTIVISTA PER IL CLIMA: I mari si stanno sollevando e lo stiamo facendo anche noi. Greta, grazie per aver ispirato i giovani. Grazie per essere stata radicale nel tuo discorso. Grazie per aver dimostrato ai politici e alle imprese che non accetteremo più il caos climatico che hanno provocato. Greta, non fermarti, perché insieme cambieremo il sistema e chiederemo giustizia climatica per tutti. Siamo quelli che stavamo aspettando e spegneremo il fuoco in casa nostra. Grazie e benvenuta.

PUBBLICO: [cori e applausi]

ATTIVISTA PER IL CLIMA: Ora abbiamo un breve intervento – perché la giustizia sociale è giustizia climatica, abbiamo un breve intervento [incomprensibile] dall’Amazzonia.

PUBBLICO: [cori e applausi]

ATTIVISTA PER IL CLIMA: Grazie a tutti. Ciao, Greta. Benvenuta a Lisbona. Ciao a tutti. Quindi, il mio nome è [incomprensibile]. Vengo dalla foresta pluviale amazzonica. In sostanza, voglio dire che il mondo deve sapere che la Foresta Amazzonica viene uccisa dalle corporazioni, dalle corporazioni dell’ingiustizia. E devo dire al mondo che la gente della Foresta Amazzonica viene uccisa ogni giorno e il mondo deve saperlo. Voglio dire che sono molto grato a Greta per essere la voce più grande e più attiva in questa battaglia. E voglio chiedere a tutti voi di aiutare a salvare la Foresta Amazzonica, per favore.

Traduzione dall’inglese di Thomas Schmid

Categorie: Ecologia ed Ambiente, Giovani, Internazionale, Interviste, Video
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