Dibattito politico in Francia: vietare i voli interni a corto raggio

23.06.2019 - Natale Salvo

Dibattito politico in Francia: vietare i voli interni a corto raggio

«L’aereo nuoce gravemente al clima». Ne sono convinti, in molti, in Francia. Tra questi la deputata Delphine Batho (ex socialista, ora indipendente) che non ha avuto difficoltà a dichiararlo in un’intervista a “Le Journal du Dimanche”.

Ma la deputata è andata oltre. Ha co-firmato, anche, una serie di emendamenti alla legge sulla mobilità in discussione all’Assemblea Nazionale che hanno per oggetto di «fermare la crescita del trasporto aereo». Sopratutto Delphine Batho vuole mettere fine ai piccoli voli interni che non sono più rapidi in aereo ce in treno: «un’aberrazione totale», la definisce la deputata.

Al giornale, la deputata porta l’esempio del volo che collega Nantes a Parigi: «ogni giorno otto aerei decollano da Parigi per raggiungere Nantes, in un ora. Tuttavia, il TGV [il treno veloce francese, NdT] non impiega che due ore per collegare la capitale alla città dell’ovest. Non molto di più ma molto più ecologico».

Dati, questi, non campati in aria. Esistono oggi dei “calcolatori” ufficiali di emissioni in Rete. Abbiamo provato l’eco-calcolatore dell’aviazione civile e quello delle ferrovie francesi (SNCF).

I dati sono evidenti: un volo Parigi-Nantes (372 km ) costa 63,3 kg di CO2 per ogni passeggero (di cui 53,2 propriamente per il volo e 10,1 di emissioni per la produzione e il trasporto del carburante); di contro lo stesso tragitto in TGV ha un’impronta ecologica di 0,95 kg di CO2 per ogni passeggero. Il volo costa all’ambiente 66,6 volte di più che il treno.

Il deputato della sinistra francese Francois Ruffin (LFI) ha predisposto una proposta concreta, firmata anche dalla Batho: «vietare i voli nazionali che possono essere sostituiti da un viaggio in treno, senza coincidenze, quando il volo non fa risparmiare molto tempo, che noi quantifichiamo come tempo di volo più 2h30». Ruffin spiega perché proprio questa scelta: «con le stime più basse possibili, ci vuole in media un’ora di viaggio dall’aeroporto al centro città, sia alla partenza che all’arrivo. Inoltre, c’è un tempo di imbarco di almeno 30 minuti».

Sul sito web personale, Ruffin spiega in dettaglio le motivazioni di giustizia climatica, sociale, fiscale e territoriale che supportano la propria proposta. Inoltre, il deputato elenca le tredici linee (equivalenti a 87 voli giornalieri) che andrebbero soppressi con la propria proposta. Dal Parigi-Bruxelles (oggi appena 2 voli contro 22 treni collegano le capitali distanti poco più di 300 km) al Parigi-Bordeaux (527 km) o al Parigi-Marsiglia (653 km).

Certamente la proposta Ruffin pone dei problemi nella sua realizzazione: «Che fare dei piccoli aeroporti? Che fare del personale aereo impiegato sulle linee interne?», si domanda FranceInfo.

Piuttosto che imporre un divieto, la Commissione Europea sta valutando di imporre una soprattassa sul kerosene, il carburante degli aerei, di 33 centesimi al litro, tale da aumentare il prezzo del biglietto almeno del 10% e, in questa maniera, disincentivarne l’uso.

Il giornale Le Figaro, nel riportare la notizia, evidenzia come, allo stato attuale, studi della IATA prevederebbero un raddoppio dei voli mondiali da qui al 2050 tale da valutare l’incidenza delle emissioni di CO2 del trasporto aereo nel 20% del totale.

Il dibattito in Francia, segue analoghe iniziative in Paesi Bassi e Svezia. A seguito della maggiore attenzione ai cambiamenti climatici, nel Paese scandinavo l’uso dell’aereo sta avendo una consistente contrazione a favore del treno.

Categorie: Ecologia ed Ambiente, Questioni internazionali
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