Preparativi per Bernie 2020

02.03.2019 - Pressenza New York

Quest'articolo è disponibile anche in: Inglese

Preparativi per Bernie 2020
(Foto di William S. Saturn - Creative Commons)

Danny Katch, autore di “Why Bad Governments Happens to Good People”, dà il via alla discussione su ciò che la sinistra dovrebbe fare nella campagna presidenziale 2020 di Sanders. Ci aspettiamo che questo articolo e altri sulla campagna Sanders 2020 ispirino un sano dibattito.

Donald Trump ha usato il suo discorso sullo Stato dell’Unione per lanciare il guanto di sfida al nuovo movimento socialista. “Siamo nati liberi e resteremo liberi”, ha dichiarato Trump. “Stasera rinnoviamo la nostra determinazione che l’America non sarà mai un paese socialista”.

Le telecamere hanno poi mostrato il volto accigliato del socialista più famoso d’America, il senatore del Vermont Bernie Sanders, che quella notte ha replicato: “Le persone non sono veramente libere se non possono permettersi di andare dal medico quando sono malate”.

Ma la sua vera risposta è arrivata due settimane dopo, quando Sanders ha annunciato la sua candidatura alle elezioni presidenziali del 2020. Nelle prime 24 ore, la campagna di Bernie ha raccolto 6 milioni di dollari da 250.000 donatori individuali.

Trump non aveva così tante persone alla sua inaugurazione – e probabilmente metà di loro erano là solo per consegnare buste anonime piene di contanti al suo ex avvocato Michael Cohen.

Se il mese scorso può offrire qualche indicazione, uno dei temi più discussi nelle prossime elezioni presidenziali sarà il significato stesso del socialismo: è la catastrofe che si sta verificando in Venezuela o un New Deal verde planetario? Nel frattempo la campagna brutale che ci aspetta rafforzerà il disgusto di centinaia di migliaia di sostenitori di Sanders per le macchinazioni del Partito Democratico.

Tutto questo significa che la campagna 2020 di Bernie offre enormi opportunità di espandere il nuovo movimento socialista in parte ispirato da quella del 2016, ma per sfruttare al meglio queste opportunità, quelli di noi che considerano il socialismo non solo un insieme di politiche interne come Medicare for All (accesso universale ai servizi sanitari, N.d.T.) e il Green New Deal (una serie di proposte per affrontare la crisi climatica e le disuguaglianze economiche, N.d.T.) ma anche il vasto e dirompente potere della classe operaia globale che fa la propria storia, hanno bisogno di valutare seriamente i limiti della campagna.

Innanzitutto il socialismo invocato da Sanders è limitato ai confini degli Stati Uniti, una posizione insostenibile per i socialisti che si organizzano all’interno dell’impero più grande e più violento del mondo.

Al di là di questo, il discorso di Sanders sulla “rivoluzione politica” e le persone che hanno bisogno di “rialzarsi e reagire” possono evocare in alcuni di noi immagini di scioperi e proteste, ma generalmente si riferisce a vittorie elettorali travolgenti per un Partito Democratico che la sua influenza ha rivitalizzato.

La rivoluzione politica di Sanders è allo stesso tempo un atto d’accusa nei confronti del sistema bipartitico aziendale e un appello a dargli nuova forza fornendo ai Democratici un apporto di energia giovane e radicale.

Ci sono stati e continueranno ad esserci dibattiti all’interno di Socialist Worker per capire se ci convenga lavorare dentro o fuori dalle campagne di socialisti come Sanders, che operano all’interno di un Partito Democratico irrimediabilmente ostile agli interessi dei lavoratori.

Da qualunque parte si stia, è importante confrontarsi con il modo in cui i radicali possono impegnarsi criticamente con la campagna Bernie 2020 per contribuire a fare in modo che il più vasto pubblico da generazioni comprenda che cos’è il socialismo e come arrivarci.

La differenza più evidente tra la seconda campagna presidenziale di Bernie e la prima è che ora può contare su quello che gli mancava all’inizio del 2015: una grande notorietà e un’enorme base di sostenitori.

Questo potrebbe fare un’enorme differenza nelle prime primarie degli stati del Sud, dove nel 2016 Hillary Clinton batté alla grande l’allora quasi sconosciuto Sanders.

Questa volta Bernie è sostenuto anche da socialisti di spicco come Rashida Tlaib e Alexandria Ocasio-Cortez, la cui elezione al Congresso dello scorso anno fa sì che Sanders assomigli a un apripista, più che a un profeta solitario.

Queste dinamiche donne di colore inoltre attenueranno notevolmente l’impatto dell’accusa di “Bernie Bro” – la cinica narrazione del 2016 promossa dai democratici per manipolare le domande sul fatto che le lotte contro il razzismo e il sessismo abbiano avuto un posto di primo piano nella rivoluzione politica di Sanders  e arrivare ad appoggiare le vuote banalità neoliberiste della campagna di Hillary Clinton.

Un altro evidente cambiamento rispetto alle ultime elezioni consiste nel fatto che molti democratici un tempo a favore del mantenimento dello status quo neoliberista sostenuto dalla Clinton si stiano ora avvicinando alle posizioni di Bernie.

I candidati presidenziali fanno a gara a sostenere Medicare for All, compreso il senatore del New Jersey Corey Booker – conosciuto in precedenza per i suoi legami con le grandi case farmaceutiche.

Ormai si dice spesso che Sanders ha spostato il Partito Democratico a sinistra, ma occorre fare una distinzione importante: mentre gli elettori democratici sono davvero a sinistra, molti politici democratici li seguono come un difensore che cerca di spazzare via un passaggio.

Parlare in fondo non costa molto. Come ha riferito di recente Eoin Higgins, vari parlamentari democratici hanno già iniziato a rimangiarsi la promessa di sostenere Medicare for All.

Una dinamica simile riguarda il Green New Deal. Mentre leader di partito come Nancy Pelosi respingono sprezzanti il piano ambizioso di creare milioni di posti di lavoro costruendo un’economia basata sulle energie rinnovabili definendolo “il sogno verde, o come lo chiamano”, altri liberali cercano di appropriarsene per spogliarlo di tutti i contenuti radicali.

Un primo esempio è venuto dal comitato editoriale del New York Times, che ha “approvato” la proposta di legge sul Green New Deal di Ocasio-Cortez e del Senatore Ed Markey solo per ridefinirla completamente. “La risoluzione non vuole solo realizzare un sistema energetico a zero emissioni di carbonio, ma anche trasformare l’economia stessa” scrive il Times. “Come il signor Markey può dirvi in base all’esperienza passata, il primo obiettivo è già abbastanza difficile da raggiungere. Affrontare il cambiamento climatico in grande stile è di per sé una trasformazione.”

Come se l’intera premessa del Green New Deal non fosse che possiamo fermare il cambiamento climatico trasformando l’economia!

Nel 2016, Sanders, Trump e Clinton hanno messo a nudo una realtà politica in via di sviluppo: gli Stati Uniti possono anche avere due partiti politici, ma si stanno muovendo verso tre basi politiche: nazionalisti di destra, centristi neoliberisti e una sinistra emergente composta da liberali del New Deal, radicali e socialisti di differenti sfumature.

Una delle questioni fondamentali che questa sinistra si trova ad affrontare è se si debba lavorare per stabilire un’indipendenza dai centristi che continuano ad avere una solida presa sul Partito Democratico, o unirsi a loro contro l’estrema destra.

Non è una domanda semplice a cui rispondere, viste le tremende minacce poste dal dominio di Trump e della sua banda di nazionalisti bianchi. Quando si tratta di protestare per difendere i nostri diritti dai Trumpisti, abbiamo bisogno della massima unità, tipo quella delle marce delle donne o in seguito all’omicidio di Charlottesville.

Ma quando si tratta di dare una visione positiva di ciò che sosteniamo – ossia quello che dovrebbero essere le elezioni – è urgente per questo paese sviluppare finalmente una sinistra indipendente, in grado di rappresentare le persone di tutte le razze, generi e nazionalità che compongono la vasta maggioranza della classe operaia.

Una cosa che non è cambiata rispetto alle ultime elezioni è il messaggio contraddittorio di Sanders su questa questione chiave dell’unità rispetto all’indipendenza. Semmai la sua maggiore notorietà ha acuito il conflitto.

A differenza dell’ultima volta, Sanders sta correndo per vincere fin dall’inizio e lo sta facendo senza alcun segno di indebolimento della sua piattaforma. Questa è sia una potente dichiarazione di indipendenza che un tentativo di unificare il partito sotto la sua guida di sinistra.

Nonostante la sua retorica sul fatto che entrambi i partiti siano sottoposti all’influenza dei miliardari, Sanders non ha lanciato critiche feroci al Partito Democratico – una reticenza che egli attribuisce alla necessità di mantenere un messaggio positivo, ma che rispecchia anche la sua strategia di lunga data di non allontanarsi troppo dalle buone grazie del partito.

Ma se Sanders vuole vincere una gara contro i candidati che stanno cercando di appropriarsi delle sue politiche, dovrà spiegare perché dovrebbe essere più affidabile nel combattere per loro, il che potrebbe spingerlo verso critiche più severe dei suoi rivali e del loro partito. Se questo accadrà, Sanders sarà sommerso dalle proteste e dall’accusa di indebolire un partito che ha bisogno di unirsi contro Trump – il che danneggerebbe la sua affermazione di essere in grado di guidarlo.

Tocca a Sanders affrontare le contraddizioni di un socialista che cerca di vincere la nomination a candidato democratico. Tocca a noi muoverci tra le diverse contraddizioni che ci troviamo di fronte per rafforzare il suo messaggio radicale, sfidandone i limiti.

Ecco alcune proposte:

  • Lavorare con gli attivisti dentro e fuori la campagna di Sanders per organizzare raduni e momenti di formazione sulle proposte di Bernie come Medicare for All, istruzione universitaria gratuita e altre; difenderli dalle calunnie dei repubblicani e dagli annacquamenti dei democratici; usare ogni opportunità per denunciare lo schema poliziotto buono – poliziotto cattivo del sistema bipartitico.
  • Usare lo stesso metodo con Ocasio-Cortez, Tlaib e Ilhan Omar in difesa del Green New Deal, il taglio dei fondi all’ICE (Immigration and Customs Enforcement, l’agenzia responsabile del controllo dell’immigrazione, N.d.T.) e la solidarietà verso i palestinesi – e combattere pubblicamente per questo approccio con gli alleati timorosi di mettere così a repentaglio l’unità anti-Trump.
  • Criticare pubblicamente Sanders per la sua mancanza di internazionalismo ed esortare anche i suoi sostenitori più di sinistra a farlo.

Sanders non è un falco come la maggior parte dei democratici più in vista, ma non sfida il Pentagono con la stessa forza con cui denuncia Wall Street e non dice praticamente nulla sui profondi legami del suo partito con la macchina della guerra.

La sua dichiarazione sul tentativo di colpo di stato del mese scorso in Venezuela è stata una tiepida condanna della storia dell’intervento degli Stati Uniti in America Latina, che non ha detto nulla delle recenti sanzioni dell’amministrazione Obama e dei tentativi di destabilizzazione del governo Maduro.

Altrettanto importante, Sanders ha ripetutamente sostenuto sanzioni commerciali contro la Cina e misure protezionistiche contro i “posti di lavoro americani” che vanno oltreoceano. E’ fondamentale per il nuovo movimento socialista sostenere che i lavoratori statunitensi e cinesi hanno più punti in comune tra di loro che con i padroni.

Costruire campagne elettorali socialiste locali al di fuori del Partito Democratico per gettare le basi nei prossimi anni per il partito indipendente che Tlaib, Ocasio-Cortez e Sanders potrebbero aiutare a guidare in questo momento, se esistesse.

Durante la prima campagna di Bernie molte di queste idee potevano sembrare astratte e quasi irrealizzabili, ma questa è l’altra grande differenza: una sinistra più grande e più radicale.

Di recentemente, un mio compagno ha ricordato una previsione che avevo fatto nel 2016. Ecco cosa scrivevo: “La possibilità che i più determinati sostenitori di Sanders escano delusi da questa esperienza [il sostegno a Hillary Clinton da parte di Sanders dopo la convention del partito] o diventino più radicali dipende in gran parte dal grado in cui le piccole ma reali forze della sinistra statunitense riusciranno a lavorare per fornire alternative indipendenti – dalla campagna di Jill Stein (candidata presidenziale dei Verdi, N.d.T.) ai comitati di solidarietà agli scioperanti della  Verizon, alle organizzazioni socialiste rivoluzionarie”.

Questa previsione, ha sottolineato il mio compagno, si è rivelata sbagliata e questa è una gran cosa.

Centinaia di migliaia di sostenitori di Sanders sono diventati più radicali attraverso una miriade di canali che non avevo previsto: le ondate di proteste contro le atrocità di Trump; le campagne di nuovi socialisti come Tlaib e Ocasio-Cortez; la crescita di gruppi come i Socialisti democratici d’America e organizzazioni di protesta come il Sunrise Movement (movimento di giovani per fermare la crisi climatica, N.d.T.); un nuovo profondo risveglio di chi ha subito aggressioni sessuali e le denuncia e il ritorno della vecchia lotta di classe nella forma di un’ondata di sciopero degli insegnanti che dura ormai da un anno.

Per la prima volta in molti decenni si stanno delineando gli elementi fondamentali di una potente sinistra socialista negli Stati Uniti. Dobbiamo tutti pensare a come sfruttare l’opportunità della seconda campagna di Bernie per far sì che questa sinistra esca più grande e più forte dalle elezioni del 2020.

Traduzione dall’inglese di Anna Polo

Categorie: Nord America, Opinioni, Politica
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