“Bisogna fermare la vendita di armi ai Paesi in guerra. Senza alcun tentennamento. I dati del 2017 raccontano un quadro preoccupante: dall’Africa al Medioriente l‘Italia continua ad alimentare le guerre, attraverso l’export di armi. E il tutto costringe alla fuga migliaia di persone, almeno chi riesce a sopravvivere. Un disastro da cui bisogna prendere le distanze, in maniera concreta. Ma dal presidente del Consiglio Conte, nella conferenza stampa di fine anno, non c’è stato alcun impegno diretto. Solo parole generiche, che lasciano presagire un disinteresse verso il tema”. Lo dichiara Giuseppe Civati, fondatore di Possibile, commentando i dati sulla vendita delle armi italiane all’estero e le dichiarazioni del premier.

“Questo business – aggiunge Civati – provoca morte e povertà: la riconversione dell’industria bellica è una priorità politica, che garantisce uno sviluppo di qualità. Ma dal governo del ‘cambianiente’ non arrivano segnali in questa direzione: sulla spesa militare ci sono solo state misure spot e repentine marce indietro, come il caso degli F35 passati da incubo a prodigio della tecnologia“.