Sciogliere le organizzazioni nazifasciste e quelle che istigano all’odio razziale

05.02.2018 - Il Dialogo

Sciogliere le organizzazioni nazifasciste e quelle che istigano all’odio razziale

Gravi affermazioni del cardinale Bassetti sulla strage di Macerata.

 

Macerata tre febbraio 2018. Un giovane di 28 anni spara dalla sua auto in corsa contro i neri. Sei feriti gravi. Vari negozi vengono colpiti dai suoi proiettili compresa una sede del PD. Poi si fa arrestare davanti al monumento ai caduti mentre fa il saluto romano avvolto nel tricolore e mentre grida “viva l’Italia”. Ha sul petto un tatuaggio nazista. I carabinieri hanno sequestrato nella casa dove viveva una copia del Mein Kampf di Hitler, una bandiera con la croce celtica e altre pubblicazioni riconducibili all’estrema destra nazifascista. Si chiama Luca Traini, ex candidato della Lega in una elezione comunale di un paese del maceratese, e al quale CasaPound e Forza Nuova pagheranno le spese legali. L’arma con cui ha sparato era legalmente posseduta. Pur essendo un nazifascista aveva il porto d’armi.
Questo in estrema sintesi ciò che è avvenuto a Macerata. È un fatto non nuovo. Non è la prima strage di immigrati che viene eseguita nel nostro paese. L’elenco delle vittime è lungo.
Luca Traini è un nazifascista. È lui stesso che lo sostiene sia con i gesti che ha compiuto, sia con i simboli che ha ostentato, sia con i gruppi politici a cui ha appartenuto (Terza Posizione da cui discendono Forza Nuova e Casa Pound) e che ora gli esprimono solidarietà. Una solidarietà articolata, che va da quella aperta e senza mezzi termini di Forza Nuova e Casa Pound, a quella della Lega di Salvini che lo ha avuto come proprio candidato.
Per i fascio-leghisti, che si spalleggiano a vicenda, il problema sono gli immigrati. Loro ce l’hanno particolarmente con i neri e con quelli di religione islamica. Per chi uccide o tenta di uccidere e semina terrore si cercano le giustificazioni. Parlano di “scontro sociale” che sarebbe provocato dagli immigrati, rei di “immigrazione incontrollata”. Per chi è ucciso o ferito nulla, neppure una parola di solidarietà. È la vecchia storia di tutti i razzisti di ogni tempo e di ogni latitudine. La colpa di ciò che fanno è sempre delle vittime, non di chi li uccide o li perseguita.
Tutti i razzisti, quando sono presi con le mani nel sacco dicono, sempre: “Io non sono razzista ma….”. Oppure dicono: “io non sono razzista però…”. Oppure ancora: “Ciò che ha fatto chi ha ucciso va condannato, dopodiché…”.
C’è sempre un “ma”, un “però”, un “dopodiché” per tentare di giustificare la loro ignominia e confondere le carte. Scaricano sempre il loro razzismo sulle vittime. Se un nero viene aggredito o magari ucciso la colpa è sicuramente sua e non di chi lo ha ucciso. È stato ed è ancora così per l’antisemitismo, la cui colpa è stata da alcuni millenni sempre scaricata sugli stessi ebrei. I razzisti si auto-assolvono e dichiarano di non avere alcuna responsabilità e anzi accusano il governo, come stanno facendo in queste ora il “capo politico “ della Lega Salvini e quella di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni. E se un nero viene accusato di aver commesso un reato, viene già condannato prima ancora del processo e della verifica dei fatti. La sua colpa è quella di essere un immigrato, peggio se senza permesso di soggiorno. Giustificano la “giustizia fai da te” e le rappresaglie contro chiunque appartenga allo stesso gruppo sociale di chi è accusato di aver commesso un reato. Se un nero viene accusato di aver commesso un reato, tutti i neri vengono accusati dello stesso reato e contro di loro scatta la ritorsione immediata, anche senza alcun processo.
Il Salvini fa finta di dimenticare le condanne che molti dirigenti del suo partito hanno subito per razzismo, a cominciare da un certo Gentilini, già sindaco di Treviso. Il Salvini dimentica i cori razzisti contro i napoletani a cui ha partecipato personalmente, con tanto di video ricordo. Dimentica le iniziative razziste contro gli immigrati di personaggi come Borghezio, quello che andava a disinfettare i vagoni ferroviari dove sedevano i neri, o le continue dichiarazioni razziste nei confronti dei meridionali contro cui, nei primi anni della Lega Nord, si esercitava il razzismo padano. Il razzismo ed il fascismo della Lega di Salvini è tutto documentato, porcata per porcata, non è una nostra invenzione. Lo abbiamo già segnalato sul nostro giornale e lo facciamo di nuovo. Ci riferiamo al libro dal titolo “Svastica verde – Il lato oscuro del va’ pensiero leghista” di Walter Peruzzi e Gianluca Paciucci, Editori Riuniti 2011.
Scrivono Peruzzi e Paciucci nel loro libro: «Grazie anche alla tolleranza di alleati od oppositori, che si spingono talvolta sullo stesso terreno nell’illusione di captare consensi, il leghismo è riuscito a fare del razzismo un senso comune, sfociato, come oramai molti studi documentano, nel moltiplicarsi delle violenze a sfondo razziale»[1]. Chi semina vento raccoglie tempesta. Chi diffonde odio genera violenza.
Se una responsabilità hanno i governi di centro sinistra, ed il PD in particolare, è proprio quello di aver inseguito il leghismo sul suo terreno, ripetendo la sua narrazione falsa sulle migrazioni senza opporre nulla, senza porre alcun freno ne fatto alcuna azione di repressione dei ripetuti reati che i leghisti hanno messo in atto fin dalla loro formazione agli inizi degli anni novanta, quando inneggiavano alla separazione della Padania o vilipendevano la bandiera italiana. Massimi responsabili di tale inerzia sono stati Giorgio Napolitano, nel periodo nel quale fu ministro degli interni ma anche dopo nella sua veste di Presidente della Repubblica, o Massimo D’Alema, che riteneva che i leghisti fossero addirittura di sinistra. Ci sono da decenni gli estremi per lo scioglimento sia delle organizzazioni nazifasciste come Forza Nuova e Casa Pound, sia della Lega e se ciò fosse stato fatto quando andava fatto, oltre vent’anni fa, ora non saremmo a questo punto.
Ma la cosa più grave di queste ore sono le parole del Cardinale Bassetti, presidente della Conferenza Episcopale Italiana. Egli ha fatto una dichiarazione che ripete sostanzialmente quello che ha detto Salvini. Le riporto integralmente così come le ha pubblicate l’ANSA:
“L’episodio di Macerata è segno di un disagio sociale che nasce dall’insicurezza e dalla paura: non può trovare giustificazione alcuna, né essere sottovalutato nella sua oggettiva gravità”. Così il card. Gualtiero Bassetti, presidente della Cei, commenta al Sir la notizia degli spari esplosi oggi da un’auto in corsa a Macerata.[2]
“Disagio sociale”? Ma sa che cosa significa questa espressione il cardinale Bassetti? E che differenza c’è fra il suo “disagio sociale” e lo “scontro sociale” di cui parla Salvini? E chi ha costruito quella insicurezza e quella paura che sarebbero alla base del “disagio sociale” che avrebbe armato la mano del nazifascista di Macerata? Da un lato si giustifica ricorrendo alla categoria del “disagio sociale”, dall’altro si dice che non c’è giustificazione alcuna. Un colpo al cerchio e uno alla botte in perfetto stile clericale. E come si può identificare un nazifascista che fa una strage come espressione di un non meglio identificato “disagio sociale”? Da quando il nazifascismo è identificabile come “disagio sociale”? La guerra fra i poveri, che i fascio-leghisti utilizzano come strumento di lotta politica, diventa per il cardinale Bassetti “disagio sociale”? Lo “scontro sociale” in Italia non nasce da solo, viene aizzato e organizzato sistematicamente dai fascio-leghisti. Dietro ad ogni presunta sommossa popolare contro i migranti ci sono sempre le forze organizzate della Lega, di Forza Nuova o di Casa pound.
Quello che è successo a Macerata, ma che è già successo a Firenze, a Castel Volturno, e in altre centinaia di comuni italiani, si chiama nazifascismo. Si ricorda? È quella politica realizzata in Germania da Hitler e in Italia da Mussolini, “l’uomo della provvidenza”, come lo definì PIO XI dopo la firma del Concordato che creò lo “Stato Città del Vaticano” e restituì alla Chiesa Cattolica soldi e potere. Concordato che fu avversato dal senatore Benedetto Croce che vedeva nella Chiesa Cattolica una istituzione oscurantista mossa soltanto, fra gli altri, da interessi temporali, tanto che nell’aula del senato affermò che essa aveva “peccato contro lo Spirito, non rappresentando ormai nulla, se non un complesso di mire economiche e politiche”.
Ecco, le parole di Bassetti ci riportano a quel tempo, agli accordi tra fascismo e Chiesa Cattolica e al sostegno alle idee e al partito fascista che caratterizzò tutta la vita della Chiesa dopo il Concordato. Pochi furono i preti che si opposero, tutti perseguitati dal fascismo, fra cui ricordiamo don Primo Mazzolari.
Le sue parole, signor Cardinale, sono una vergogna. Non ci vuole molto a riconoscere un nazifascista e a condannare senza mezzi termini una ideologia e organizzazioni politiche che hanno recato lutti infiniti al popolo italiano e al mondo intero e che sono i responsabili della diffusione di un clima di odio paragonabile a quello che portò al potere il fascismo nel 1922. Lei sa benissimo, sig. Cardinale, che l’invasione degli immigrati islamici, che creerebbe “scontro o disagio sociale”, è una falsità diffusa a piene mani dalla Lega e dai nazifascisti di Forza Nuova e Casa Pound, grazie al supporto di tutti i mass-media mainstream. Lo dice la stessa Caritas, lo scrive da anni il Dossier Statistico immigrazione. Si informi, e dica ai fascio-leghisti che la maggioranza dei migranti sono di religione cristiana.
Le sue parole, signor cardinale, sono una vergogna anche perché esse sono dette nel pieno di una campagna elettorale nella quale la coalizione di destra si sta giocando la possibilità di ritornare al potere in questo paese, per devastarne ancora una volta l’economia e la vita civile, come hanno già fatto nei decenni precedenti. Se ciò accadrà sarà anche sua responsabilità.
Giovanni Sarubbi
Per la rassegna stampa sulla tentata strage di Macerata vedi il link
NOTE
1“Svastica verde – Il lato oscuro del va’ pensiero leghista” di Walter Peruzzi e Gianluca Paciucci, Editori Riuniti 2011. pag. 99

Categorie: Europa, Non discriminazione, Opinioni
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