Coordinamento anti-fascista dilaga nei campus universitari USA

26.02.2018 - Stati Uniti - Waging Nonviolence

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Coordinamento anti-fascista dilaga nei campus universitari USA
(Foto di David Andersson)

Il 13 dicembre sei membri del Comitato dei Reggenti dell’Università del Michigan hanno condiviso una dichiarazione intitolata “Uniti contro l’odio”, dimostrando la loro opposizione alle attuali negoziazioni tra l’Università e il bianco nazionalista Richard Spencer. Dopo una disastrosa apparizione presso l’Università della Florida a Gainesville, in occasione di una dimostrazione di massa da parte della coalizione “No al Nazismo” dell’Università della Florida, Spencer ha posto le sue basi nell’Università del Michigan per la sua campagna chiamata “destra alternativa”.

Gli studenti hanno subito reagito, organizzando marce e occupazione di edifici dell’Università del Michigan e dell’Università dell’Eastern Michigan, e di altre università satelliti. Studenti per la Giustizia, un’organizzazione nata nel 2016 in occasione di fenomeni di razzismo, ha organizzato una marcia nel campus Ann Arbor il 29 novembre.

La confederazione delle organizzazioni è nata dalla crescita di gruppi anti-fascisti, che si sono organizzati, durante lo scorso anno, con la comparsa di personaggi come Spencer. Invece di aspettare la visita di Spencer, gli studenti hanno cominciato ad organizzarsi appena hanno saputo della sua intenzione di fare una visita al campus. Questo è il motivo che li ha spinti ad organizzarsi per contrastare la continua pressione delle organizzazioni della “destra alternativa” che considera i campus un terreno favorevole al reclutamento di simpatizzanti. Con l’inizio del 2018, i gruppi antifascisti dei campus sono dilagati, cambiando la dinamica delle università per fronteggiare la violenza della “destra alternativa”.

L’organizzazione di una rete anti-fascista delle università

A cominciare dal 2015, quando la campagna di Trump aveva incoraggiato organizzazioni di bianchi nazionalisti sotto la bandiera della “destra alternativa”, le figure del movimento e i seguaci avevano puntato ai campus universitari. Gli studenti dei college sono considerati degli scalatori sociali e hanno un background demografico diverso dai bianchi nazionalisti tradizionali. Queste organizzazioni hanno anche cercato di puntare ad aree “progressiste” come obiettivo chiave della loro strategia, nel tentativo di provocare i contestatori.

Poichè molti dei leader della ‘destra alternativa’ appartengono alle classi medio-alte, questi parlano di battaglie intellettuali e non di guerriglia di strada”, dice Alexander Reid Ross, autore di “Contro la feccia nazista” e studioso dei movimenti di estrema destra. “Per trasformare le università in un campo di battaglia coltivano con cura un’estetica ed un atteggiamento che soddisfa un audience di studenti medio-alti, che è più difficile da raggiungere da parte dei tradizionali fascisti skinhead, del Kuklus klan e dei patrioti cristiani”.

Con l’eccezione delle scuole tradizionalmente nere, le università sono una base ideale per gruppi come Identità Europea, Avanguardia Americana e il Partito Tradizionale dei Lavoratori, per cercare di rimodellare la coscienza degli americani. Dall’arrivo dei gruppi di “destra alternativa”, gli studenti attivisti anti-fascisti stanno creando organizzazioni ad hoc che durino nel tempo e siano pronte a reagire.

Uno dei progetti emergenti – la rete nazionale dei campus antifascisti (CAN) – è cresciuto velocemente ed è diventato la più grande e la più rappresentativa realtà di questi gruppi nei campus universitari.

CAN è stata ufficialmente lanciata in Agosto, quando gli studenti, lo staff e gli attivisti di facoltà hanno cominciato a notare che le organizzazioni della “destra alternativa” avevano preso di mira le università con un crescente numero di episodi di razzismo e odio nei campus. L’oltraggio costruito dai media di estrema destra, come Breitbart, insieme al trolling e alla persecuzione degli studenti e delle facoltà, hanno creato il bisogno di una rete nazionale che riunisse i gruppi locali.

E’ cominciato perché abbiamo già visto un sacco di discorsi di odio nei campus, così abbiamo deciso che avevamo bisogno di una organizzazione nazionale per contrastare il neo-fascismo che tenta di infiltrarsi nelle università”, ha dichiarato Adam Miyashiro, un professore di letteratura medioevale presso l’Università di Stockton, che fa parte dei comitati direttivi di CAN e della difesa accademica.

CAN adesso ha più di una dozzina di comitati e più di 400 membri negli USA. Nuovi comitati stanno nascendo in Canada e in Gran Bretagna. Con una struttura orizzontale che non ha una leadership gerarchica, il modello vuole dare ai comitati locali l’autonomia per organizzarsi, nella loro regione, non appena ci siano gruppi di “destra alternativa” o minacce di violenza razzista nei campus. CAN ha ottenuto l’appoggio di un gruppo multirazziale di studenti, gruppi di facoltà, scrittori ed educatori, come Junot Díaz, Steven Saliata, Farah Jasmine Griffin e Vijay Prashad.

Le proteste contro Milo e ‘la Curva di  Bell’

Nell’Università della California, a Fullerton, il 30 ottobre, la comparsa di un provocatore di Breitbart, Milo Yannopoulos, ha spinto il comitato CAN del campus ad organizzare la prima risposta – una contromossa che ha messo insieme una coalizione di studenti e organizzazioni politiche. Lo scopo era quello di creare un precedente in cui figure di bianchi nazionalisti, come Yannopuolos, non potessero entrare nel campus senza opposizione. CAN ha messo insieme una larga coalizione ad ampio spettro con gruppi di studenti neri e latinoamericani. Mentre Yannopoulos parlava ad un gruppo di studenti e di sostenitori esterni, che dovevano ascoltarlo per forza, CAN teneva workshop attivisti, organizzava tavoli di letteratura politica e creava opportunità di fare rete per un più largo coordinamento di attivisti.

Mentre ci sono stati scontri fisici tra i sostenitori di Yannopoulos e i contro-manifestanti, le cose si sono svolte senza problemi durante gli eventi organizzati da CAN.

“[I sostenitori di Yannopoulos] attaccavano briga, distruggevano le presentazioni e pretendevano di essere dei media” ricordava Clayton Plake, un candidato per il Ph.D. all’Università di Claremont e un organizzatore di CAN. “Siamo nella fase di sviluppo dei contatti, sia con attivisti accademici che con organizzazioni scolastiche che devono mettere le comunità in grado di fronteggiare le minacce dell’estrema destra e gli atti di violenza che ne conseguono”.

All’Università del Michigan, gli attivisti di CAN hanno adottato un approccio ancora più polemico quando, l’11 ottobre, ha cominciato a parlare Charles Murray, autore del controverso libro sulla razza e il quoziente di intelligenza “La curva di Bell”. Le critiche hanno etichettato il suo lavoro come pseudo-scienza razzista che è eugenica in natura. Gli attivisti di CAN hanno creato azioni di disturbo, durante il suo discorso, e proiettato le parole “supremazia bianca” su di lui.

Mentre la rete di CAN va crescendo, gli organizzatori distribuiscono piani di organizzazione nelle aree senza comitati, per metterle in grado di rispondere ai gruppi della “destra alternativa “che reclutano o attaccano gli studenti nei campus.

“Il pericolo è che possano non essere contestati” ha detto Chris Vial, organizzatore del comitato CAN del Connecticut. “Il pericolo della presenza della “destra alternativa “o solo di gruppi di nazionalisti bianchi è che politicamente organizzino e mettano in atto questa specie di atti occasionali di razzismo”

Un osservatorio dell’odio nei campus

Il Centro legale della povertà del Sud (SPLC) ha una storia pluridecennale nell’individuare gruppi di estrema destra con ricerche e relazioni, così come organizzando la comunità e facendo denunce. E’ riuscito a far chiudere la più grande organizzazione bianca e nazionalista, che includeva la Nazione Ariana, i Klans Uniti d’America e la Resistenza Bianca Ariana degli skinhead. Il lavoro dei gruppi spesso è stato più giornalistico ed educativo per le agenzie di stato, ma negli ultimi due anni, in risposta alle nuove associazioni nazionaliste inserite nei campus, SPLC ha anche organizzato dei comitati.

Il 30 di ottobre il comitato dell’SPLC dell’Università della Columbia, insieme ad altri partner della coalizione incluso il Collettivo di Liberazione, ha organizzato una marcia e un raduno in risposta alla comparsa di una celebrità internet di estrema destra, Mike Cernovich. Noto per il suo sessismo aggressivo, il suo nazionalismo di “Prima l’America” e promotore di associazioni a delinquere, Cernovich è stato portato alla Herner Hall della Columbia per un discorso dal Collegio dei Repubblicani.

Noi non vogliamo la supremazia bianca nella nostra scuola o nella comunità. Noi vogliamo che l’amministrazione della scuola sappia che [accettando gli oratori di estrema destra] sta giocando con le vite delle persone nere e brune, e che noi non saremo passivi o silenziosi in questo processo”, ha dichiarato Jasmeen Niijar, una studentessa laureata in lavori sociali e organizzatrice del comitato SPLC e del Collettivo di Liberazione.

All’evento di Cernovich gli attivisti antifascisti hanno organizzato file di persone per fare ostruzionismo durante la sessione di domande e risposte, hanno sollevato cartelli e organizzato un raduno che partiva da Harlem per arrivare al campus. “Ogni azione è diversa e si basa sulla risposta e sul messaggio che cerchiamo di dare”, ha aggiunto Niijar.

Quando il 10 ottobre Tommy Robinson, co-fondatore di una Lega di difesa Inglese anti-immigranti, ha dato una lezione su Skype, i membri del collettivo SPLC del campus hanno organizzato una protesta e hanno urlato durante il suo discorso, rendendolo così inascoltabile. L’amministrazione della Columbia ha dato una risposta dura, minacciando i 20 attivisti di azioni disciplinari. Nel frattempo, Niijar e altri sono stati messi al bando degli eventi universitari organizzati dai Repubblicani, sebbene la decisione sia stata ritirata dopo due settimane.

Dentro e fuori il Campus

Mentre gli studenti e i gruppi di facoltà hanno un interesse speciale nel combattere la supremazia bianca, l’ampio movimento anti-fascista considera l’ambiente universitario come esclusivamente critico. Con i gruppi della “destra alternativa” che considerano i campus il loro obiettivo primario, allo scopo di ottenere da un lato una massa di reclute informate ed educatem dall’altro di cercare di rimodellare le istituzioni che impostano gli atteggiamenti culturali del paese, molti organizzatori anti-fascisti stanno lavorando per costruire un movimento più ampio anche nei campus.

Il progetto, nato in Virginia, di Un solo Popolo, fondato da Daryle Lamont Jenkins, è un’organizzazione che protesta contro le comparse pubbliche dei nazionalisti bianchi da quasi 20 anni. La strategia adottata nei campus ha due facce, affrontando gli eventi con l’organizzazione di una contro-protesta e sradicando le persone che nel campus hanno portato i bianchi nazionalisti.

Puoi sfidare gli Ann Coulters e i Milos tutte le volte che vuoi, ma il problema è che qualcuno nel campus gli ha dato un palco” dice Jenkins. “Quelle persone hanno bisogno di essere sfidate in modo che non ci provino di nuovo, ma una volta usciti dal campus avranno vita difficile, perché tutti sapranno chi realmente sono”.

Lo spostamento culturale nella “destra alternativa” ha fatto credere a molti giovani che la loro partecipazione avrebbe avuto qualche conseguenza. Quando la pratica di diffuzione pubblica di informazioni personali – una tattica nota come “doxing” – contro bianchi nazionalisti si è espansa al di fuori dei gruppi organizzatori anti-fascisti, gli studenti di “destra alternativa” hanno iniziato ad essere colpiti molto duramente. Quelli che si uniscono a gruppi come Identità Europa nei loro anni universitari stanno scoprendo, una volta laureati, di aver limitato il loro potenziale lavorativo, aumentando il costo sociale della partecipazione durante l’arruolamento.

Alcuni critici dicono che il doxing degli attivisti di “destra alternativa” porta ad una maggiore attenzione su di loro, limita il loro diritto di “libertà di parola” ed è un’invasione della privacy. Ma affrontando coloro che lavorano per attirare nuove reclute in una fase vulnerabile della loro iniziale vita professionale, il doxing ha dimostrato di essere uno degli strumenti antifascisti più efficaci per distruggere organizzazioni formali di nazionalisti bianchi e per ridurre la sfera dei sostenitori meno convinti.

Gli organizzatori che si sono mobilitati a Gainesville contro il discorso di Richard Spencer, il 19 ottobre presso l’Università della Florida – guidati in parte da una coalizione chiamata No Nazi alla UF -, si sono basati particolarmente sulla comunità esterna, dove molti gruppi avevano individuato e affrontato gli estremisti di destra nell’anno successivo alle elezioni.

Gli abitanti della città erano molto preoccupati, perché non volevano che ci fosse un’altra Charlottesville” ha fatto notare Omar Syed Muhammed, l’organizzatore di No Nazi alla UF. Le organizzazioni come Genitorialità pianificata e i Socialisti Democratici d’America hanno dato supporto, anche programmando eventi per dare segnali e mostrando la loro delusione per la decisione dell’amministrazione dell’Università.

I tentativi di reclutamento di Spencer nel Michigan hanno scatenato una rivolta studentesca di massa che ha portato all’occupazione di edifici e a scioperi. Gli Studenti per la Giustizia si sono uniti a organizzazioni come Solidarietà e Difesa, un gruppo anti-fascista che ha legato l’ascesa di gruppi di estrema destra nei campus agli attacchi alle chiese nere nella regione. Quando gli studenti torneranno per l’inizio del semestre di primavera, la possibilità di un’imminente visita di Spencer peserà molto e sarà di ispirazione a gruppi di studenti che stanno velocemente crescendo in risposta alla sua minaccia.

Il 18 gennaio l’Università dello Stato del Michigan alla fine ha dato via libera alla visita di Spencer, nonostante i passi avanti e indietro fatti per mesi su questa decisione. Il rappresentante legale di Spencer, l’attivista bianco nazionalista Kyle Bristow, ha promesso di andare avanti con la causa legale allo scopo di forzare l’ingresso dei gruppi di “destra alternativa” nei campus, ma in Michigan ed in tutto il paese il numero di gruppi anti-fascisti promette di limitare il raggio di azione che la comparsa dei gruppi di estrema destra può causare.

Shane Burley


Shane Burley è uno scrittore e filmmaker che vive a Portland, Oregon. I suoi lavori sono apparsi in posti come In These Times, Truth-Out, Labor Notes, ThinkProgress, Roar Mag, and Upping the Ante. E’ autore di “Fascismo oggi: cos’è e come fermarlo”. Il suo più recente documentario “Expect Resistance” racconta l’intersezione tra la giustizia abitativa e il movimento Occupy Wall Street. I suoi lavori si possono trovare su ShaneBurley.net, o si può contattarso su Twitter a @shane_burley1.

 

Traduzione dall’inglese di Annalaura Erroi

Categorie: Diritti Umani, Nord America, Opinioni
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