Le radici

20.03.2017 - Silvia Swinden

Quest'articolo è disponibile anche in: Inglese

Le radici

Noi vediamo Trump e tutti gli altri rappresentanti delle tendenze distruttive della destra populista che attraversano il mondo come il problema ma, come avviene con molte malattie, tendiamo a combattere i sintomi e non le cause.

Uno dei principi dell’Azione valida (1) dice: “Farai sparire i tuoi conflitti quando li avrai compresi nella loro radice ultima, non quando li vorrai risolvere”. Se ciò vale per i singoli individui vale anche per le società.

I movimenti che sorgono a contrastare l’aumentata crudeltà delle tendenze anti-immigrazione, contro la cancellazione dell’assistenza sanitaria per tutti, contro le tendenze guerrafondaie e la conseguente crescita della spesa militare, così come contro le armi nucleari, sono meravigliosi. Niente come la follia al potere può risvegliare il buon senso. Ma questo momento assurdo è il risultato di molti anni se non secoli e rappresenta solo un sintomo. Le radici non sono negli individui ma nel sistema e nello stato interno dei popoli cresciuti in quello stesso sistema.

Un sistema che promuove la concorrenza invece della cooperazione, la vendetta invece della riconciliazione, l’individualismo invece della solidarietà, i possedimenti materiali invece di una ricerca del senso nella vita e il culto della celebrità anziché valorizzare ogni essere umano ha creato i mostri che stanno guadagnando potere oggi, perché c’è una contraddizione lampante tra le aspirazioni umane più profonde e la parodia inventata dai media e dalle forze che rappresentano e che noi chiamiamo realtà.

Sono proprio quelle più profonde aspirazioni che si stanno risvegliando davanti all’orrore, ma il sistema sa deviare le cose. Come è avvenuto con la musica degli anni 60 che è diventata completamente commerciale, mentre la ricerca spirituale che l’ha accompagnata è diventata un altro prodotto di consumo.

Con tutta questa esperienza di fallimenti passati la rivoluzione che cresce nei cuori e nelle menti di milioni di persone non deve necessariamente seguire lo stesso percorso. Gli strumenti della nonviolenza attiva sono molto più disponibili oggi di quanto lo siano mai stati, così come sono facilmente individuabili quelli per la trasformazione dell’essere umano, quelli che fanno in  modo da elevare il livello di coscienza e cercare l’unità interna, facendo coincidere pensiero, sentimento e azione, trattare gli altri come vorremmo essere trattati.

La loro apparente semplicità non deve fuorviarci, in realtà sono veramente rivoluzionari nella loro applicazione, giacché affrontano le cause principali della debacle presente alla radice. Possiamo essere ispirati da alcuni leader che fanno appello alle nostre migliori aspirazioni, ma un profondo cambiamento nel sistema non può avvenire a meno che noi, gente comune, non ci impegniamo per lo stesso profondo cambiamento dentro di noi.

Man mano che quanti promuovono maggiore disuguaglianza e violenza diventano più audaci e meno preoccupati di apparire gentili o addirittura sani di mente (come si sforzavano di fare i politici in passato) sempre più persone si uniranno ai movimenti di protesta, ma senza strumenti per sviluppare punti di riferimento interno la disperazione può portare alla violenza, e allora la possibilità di cambiare il sistema andrà persa. Questo è il momento di proclamare, condividere, promuovere e praticare la nonviolenza attiva in tutti gli aspetti della nostra vita, al fine di creare una corrente inarrestabile a beneficio di tutti gli esseri umani.

1. I principi dell’azione valida, Silo, , Lo sguardo interno, capitolo XIII, in Umanizzare la Terra, Opere Complete Vol. I, Multimage, 2000

Traduzione dall’inglese di Giuseppina Vecchia per Pressenza

Categorie: Internazionale, Nonviolenza, Opinioni
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