Ecuador: elezioni col filtro

18.02.2017 - Leopoldo Salmaso

Quest'articolo è disponibile anche in: Spagnolo

Ecuador: elezioni col filtro

“…per ricoprire una carica elettiva… sia proibito possedere beni o capitali, di qualsiasi natura, in paradisi fiscali”.

Intervista con A.B., analista economico finanziario ecuadoriano (prima parte).

Domanda: Quale scelta dovranno fare i cittadini ecuadoriani questa domenica?
Risposta: Domenica 19 Febbraio abbiamo le elezioni per il Presidente, il Vicepresidente, e i deputati all’Assemblea Nazionale. Inoltre c’è un referendum popolare per un patto etico con la seguente domanda:  Lei approva che, per ricoprire una carica elettiva o per essere un pubblico dipendente, sia proibito possedere beni o capitali di qualsiasi natura in paradisi fiscali?
Se vince il sì, i funzionari pubblici che abbiano capitali in paradisi fiscali avranno un anno di tempo per farli rientrare in Ecuador.

P: I media mainstream stanno tenendo una posizione equilibrata?
R: Credo che ci sia stata una guerra contro i candidati governativi, soprattutto nei social network.

P: Lei crede che anche i social network siano telecomandati dai media mainstream?
R: 
Più che altro sono strumenti delle strategie di campagna politica.

P: E i media controllati dal governo?
R:
 Sono più neutrali.

P: Ci sono movimenti davvero rappresentativi dei più deboli, dei piccoli contadini, dei popoli indigeni?
R: Tutti i contendenti candidano rappresentanti dei più deboli, fa parte della campagna. Sapremo più avanti se è solo strategia elettorale o se davvero intendono lavorare per aiutarli ad uscire dalle loro condizioni di vulnerabilità.

P: Due anni dopo che il governo ha messo in moto il Sistema Monetario Elettronico[1], quali sono i maggiori successi e fallimenti?

R: Fra i grandi successi possiamo dire che è un sistema più robusto, con molte più opzioni di pagamento, introito di rimesse, trasferimenti interbancari, oneri d’impresa, pagamento di servizi pubblici. Ciò nonostante il fatto che, sotto campagna elettorale, l’opposizione lo ha strumentalizzato politicamente generando una campagna ostile, e questo non consente al progetto di decollare.

[1] Ecuador è il primo paese in cui i pagamenti elettronici sono gestiti dalla Banca Centrale (tramite le compagnie telefoniche). Nel resto del mondo i pagamenti elettronici sono gestiti direttamente da compagnie private, su licenza delle banche centrali. L’Ecuador adotta come valuta ufficiale il dollaro USA.

Categorie: Interviste, Politica, Sud America
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