Le banche cominciano a ritirare i finanziamenti dall’oleodotto Dakota Access

19.12.2016 - Pressenza New York

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Le banche cominciano a ritirare i finanziamenti dall’oleodotto Dakota Access
(Foto di Josue Rivas, http://indigenousrising.org/)

Il Mese Globale di Azioni concentrato sulle banche che finanziano l’oleodotto Dakota Access è iniziato il 1° dicembre, ma in novembre i popoli indigeni hanno già ottenuto un’importante vittoria in Norvegia, dove due grandi investitori hanno deciso di ritirarsi dal progetto.

Il 24 novembre l’Odin Fund Management, uno dei principali gestori di fondi del paese, ha annunciato di aver venduto azioni per un valore di 23.8 milioni di dollari, investite nelle compagnie dietro all’oleodotto, perché il progetto non corrispondeva ai forti standard etici dei suoi investimenti.

La notizia è arrivata dopo l’annuncio dato il 17 novembre dalla DNB, la maggiore banca norvegese, di aver deciso di vendere i suoi assets nel progetto dell’oleodotto e di riesaminare il prestito a esso collegato.

La decisione è stata presa dopo un incontro dei dirigenti della banca con Beaska Niillas, presidente dell’Associazione dei sámi norvegesi e sua moglie Sara Marielle Gaup Beaska, che avevano visitato Standing Rock. Gli attivisti hanno presentato un rapporto che documentava non solo le violazioni dei diritti umani e le leggi internazionali sui diritti umani infrante nel North Dakota, ma anche gli obblighi legali della banca e il suo ruolo in tali violazioni.

I sami, popolo indigeno che vive all’estremo nord dell’Europa e gli avvocati del campo di Standing Rock stanno lavorando insieme per indurre le istituzioni norvegesi a ritirarsi completamente dal progetto dell’oleodotto.

“Le istituzioni finanziarie dietro all’oleodotto si stanno rendendo conto che investire in compagnie pronte a ignorare la sovranità indigena e a distruggere le terre sacre e le riserve d’acqua dei nativi danneggia gli affari” ha commentato Mary Sweeters, portavoce di Greenpeace negli Stati Uniti.

Nel frattempo oggi, 19 dicembre, comincia il processo a un gruppo di dieci protettori dell’acqua, accusati di disturbo della quiete pubblica. Sono i primi ad affrontare un processo nel corso dei mesi di resistenza alla costruzione dell’oleodotto condotta dalla tribù Sioux di Standing Rock insieme ad altre 200 nazioni indigene di tutta l’America. In totale sono state arrestate 500 persone.

Fonti:

http://www.truth-out.org/

http://www.ecowatch.com/

https://www.democracynow.org

 

Categorie: Ecologia ed Ambiente, Nord America, Popoli originari
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