La settimana scorsa un editoriale del New York Times ha entusiasmato i sostenitori della trasparenza governativa in tutto il mondo con la richiesta di clemenza per Edward Snowden rivolta al Presidente Obama. Fin dal titolo l’editoriale lo definisce una talpa ed elenca nei particolari le violazioni etiche e legale compiute dalla NSA e rivelate da Snowden.

Kevin Gosztola, del blog indipendente Firedoglake, che l’estate scorsa ha seguito il processo di Manning, ha lodato il New York Times per l’appoggio fornito a Snowden, sfidandolo però su un altro punto: “Se Snowden è una talpa, allora Chelsea Manning che cos’è? Quest’estate il giornale ha definito eccessiva la condanna a 35 anni ricevuta da Manning, ma non l’ha definita una talpa.

Il blog di Gosztola evidenzia tuttavia chiari parallelismi nelle storie di Snowden e Manning:

Il Times chiarisce che Snowden non avrebbe potuto utilizzare “canali appropriati” e questo sarebbe stato impossibile anche per Manning. Se avesse inviato specifici documenti per attrarre l’attenzione di membri del Congresso, o si fosse rivolta ai suoi superiori militari dichiarando che questi non avrebbero dovuto essere segreti, avrebbe perso l’accesso al materiale riservato.

L’editoriale del New York Times elenca sei punti sulle violazioni rivelate da Snowden e le azioni legali da lui provocate per sostenere la sua definizione di talpa. Si potrebbe fare la stessa cosa con Manning:

  • Manning ha diffuso un video del 2007 con l’attacco di un elicottero Apache, che mostra due giornalisti della Reuters abbattuti a Baghdad e i soldati che chiedono ai superiori di poter sparare a degli individui. La Reuters si è vista negare il video, pur avendolo richiesto facendo ricorso al Freedom of Information Act.
  • Frago 242 – un ordine frammentario che riassume una richiesta complessa – adottato dagli Stati Uniti e dal Regno Unito per giustificare la mancate indagini sulle torture e i maltrattamenti di iracheni a opera delle forze armate o di sicurezza irachene, è stato rivelato dai documenti diffusi da Manning (i cosiddetti Iraq War Logs).
  • Il presidente dello Yemen Ali Abdullah Saleh ha permesso in segreto attacchi americani con i missili cruise o i droni, sostenendo che questi erano stati lanciati dal suo governo.
  • L’amministrazione di George W. Bush e quella di Barack Obama hanno fatto pressione sulla Spagna e la Germania perché non indagassero sulle torture autorizzate dai funzionari del governo Bush.
  • Il governo USA era consapevole della diffusa corruzione della famiglia del presidente tunisino Ben Ali e l’FBI ha addestrato i torturatori delle forze di sicurezza egiziane. L’informazione diffusa da Manning ha contribuito a ispirare la primavera araba.
  • Il giornalista di Al Jazeera Sami al-Hajj è stato mandato a Guantanamo “per fornire informazioni” sul “programma di addestramento, sulle attrezzature di telecomunicazione e le operazioni di raccolta di notizie del network in Cecenia, Kossovo e Afghanistan, compresa l’acquisizione di un video di Osama bin Laden e una successiva intervista”, un chiaro attacco alla libertà di stampa.
  • Basandosi in parte sui dispacci diplomatici rivelati da Manning, la Corte Europea dei Diritti Umani ha condannato la CIA per il programma di “extraordinary rendition” e ha dichiarato la Macedonia responsabile delle torture e delle violazioni dei diritti subite dal rivenditore di auto tedesco Khaled el-Masri durante il suo rapimento, ordinando alla Macedonia di pagargli 78.500 dollari di danni.

Se vi state chiedendo perché i sostenitori della trasparenza governativa dovrebbero presentare un fronte unito per lottare per la protezione delle talpe, dovete solo guardare alle parole e all’esperienza di Snowden e Manning. Mentre fuggiva dalle persecuzioni della stessa amministrazione e delle stesse leggi usate per imprigionare Chelsea Manning, Snowden l’ha definita una “classica talpa, ispirata dal bene pubblico.”

Traduzione dall’inglese di Anna Polo