“Occupy Wall Street”: David Graeber parla di “Strike the debt” e Detroit

06.12.2013 - Comité pour l’abolition des dettes illégitimes (CADTM)

Quest'articolo è disponibile anche in: Francese

foto: CADTM

Di David Graeber, Jonas Nunes de Carvalho

Intervista a David Graeber realizzata da Jonas Nunes de Carvahlo per il CADTM (Comitato per l’annullamento del debito del Terzo Mondo) il 4 ottobre 2013 a Bruxelles, dopo una conferenza organizzata dal CADTM in occasione dell’uscita in francese del libro “Debt: the first 5000 years” (Debito, 5000 anni di storia).

CADTM : Lei è coinvolto nei movimenti “Occupy Wall Street” e “Strike the Debt”. Potrebbe spiegarci cosa succede attualmente negli Stati Uniti riguardo le questioni che concernono i debiti immobiliari, quelli degli studenti e quelli municipali, come per esempio a Detroit?

David Graeber : Beh, siamo in questa strana situazione in cui c’è una crisi del debito a tutti i livelli, ma nessuno sembra sapere cosa bisogna fare. Abbiamo creato il movimento “Strike the Debt” sulla scia del movimento Occupy e il primo anno ci siamo chiesti come iniziare una disobbedienza civile contro il capitale finanziario.

Io mi sono messo a parlare di prestiti e credito a destra e a manca. Bisogna dire che mentre organizzavo il movimento Occupy Wall Street, scrivevo un libro sul debito e cercavo di fare bene la distinzione, cosa non facile perché non appena tenevo una conferenza, la gente veniva a trovarmi per chiedermi, per esempio, se non potessi lanciare un movimento sui prestiti agli studenti. Evidentemente l’interesse è grande, eppure nonostante il numero considerevole di gente pronta ad agire, non vedevo bene cosa potessero fare. Questo è dovuto in parte al fatto che molti hanno paura.

Una prima idea è stata quella di invitare la gente a impegnarsi a non rimborsare più, una volta che un certo numero di firme fosse stato raggiunto. Bisogna sapere che gli studenti, per esempio, devono a volte rimborsare fino a trentamila dollari. Ma, d’altra parte, non vogliamo essere accusati di aver spinto la gente a ritrovarsi in una situazione di mancato pagamento, procurandole in questo modo ancora più problemi. Abbiamo redatto questo accordo, per poi renderci conto che era molto difficile da far firmare.

Abbiamo avuto forse cinque/seimila firme, ma mai veramente degli impegni personali. Lo abbiamo considerato un fallimento e deciso che bisognava continuare a riflettere. Una delle nostre conclusioni è stata che molte persone non volevano firmare un testo che suggeriva che avrebbero potuto non rimborsare il loro prestito di studi.

E questo perché già non lo rimborsavano. Uno studente su cinque ha attualmente un mancato pagamento e un altro quinto ci dirà in privato e sotto anonimato che prima o poi vi sarà costretto.

Trovandosi già in una situazione di mancato pagamento o intravedendone la possibilità, l’ultima cosa che volevano fare era firmare un documento che diceva “si sono proprio io e le mie ragioni sono politiche e agli agenti della riscossione non resta che venirmi a prendere”. Ci siamo detti che il fenomeno era forse più vasto di quello che avevamo pensato e infatti, indagando un po’, abbiamo scoperto che la quantità di mancati pagamenti era enorme: un americano su sette è attualmente perseguito da un agente di riscossione per questo o quel debito, senza parlare dei mancati rimborsi dei prestiti immobiliari o di studi. Nel complesso, probabilmente un quarto degli americani indebitati, se non più, si trova già in una situazione di mancato rimborso.

Quindi ci si rende conto dell’ampiezza del fenomeno: molti milioni, forse 75-80-90 milioni di persone compiono di fatto una disobbedienza civile contro il capitale finanziario, ma non vogliono che si sappia. Come poter organizzare delle persone che nascondono la loro resistenza? Abbiamo suggerito la nozione di un’armata invisibile: “esiste un’armata invisibile di gente in situazione di mancato pagamento”.

La cineasta Astra Taylor e Laura Hanna hanno avuto l’idea di realizzare un video dove riprendono degli americani ordinari che parlano dei prestiti non rimborsati. Li vediamo mentre si dedicano ad attività quotidiane, banali- tagliare il prato, portare a spasso il cane, questo genere di cose. Sono tutti dei membri di questa armata invisibile di debitori in mancato pagamento. Inoltre, abbiamo avuto l’idea di un manuale di utilizzo a uso dei resistenti del debito, dell’armata invisibile.

Si tratta di raccogliere il maggior numero di informazioni possibile su ciascun tipo di prestito, tutti i tipi di debito che esistono negli Stati Uniti e di dare un minimo di spiegazioni storiche e politiche, poi di passare a informazioni pratiche del genere: che tipo di sanzione possono darvi se non pagate e che cosa succederebbe realmente, questo spesso convincendo delle persone che lavoravano in alcuni settori a svelare dei segreti d’impresa.

Per esempio, qualcuno che aveva lavorato per “Payday Loans” per un anno prima di andarsene, esasperato, ci ha spiegato che il grande segreto dell’impresa è che fanno pagare fino all’800% del tasso di interesse annuale (al mese), cosa che rientra nel capitalismo ordinario. Questo non è stato ancora abolito in America. La loro scusa era che “se non pagate, non succede niente”. Vi lasciano in pace, quindi può essere denaro gratuito. Evidentemente non verranno a dirvelo, ed è proprio questo tipo di informazioni che pubblichiamo. Questo ha avuto un certo successo, abbiamo fatto circolare su internet e distribuito centinaia di migliaia di volantini.

Ci siamo resi conto che un gran numero di istituzioni o imprese creditrici mettono di fatto in conto il mancato rimborso di somme non trascurabili, ma non sono i debitori a beneficiare di questa riduzione del debito. E’ un punto molto importante e mostra che le riduzioni e gli annullamenti dei debiti sono molto frequenti e probabilmente su grande scala, ma i creditori non hanno voglia che si sappia. Vogliono preservare la morale del debito, l’idea che abbiamo un obbligo assoluto di rimborsare i prestiti contratti.

Quindi, supponiamo che abbiate un debito di 10.000 $ sulla vostra carta di credito. Dopo 6 mesi di mancato pagamento, la società si rivolge ad un’agenzia di recupero crediti, ma quello che fa è venderglielo a circa 500$ invece di 10.000 $;  riceve 500$, mentre l’agenzia di recupero che l’ha comprato cercherà di farvi pagare 10.000 e ci riuscirà in un caso su due, facendo un sacco di soldi.

Continuando la nostra ricerca, abbiamo capito che non è necessario essere un’agenzia di recupero per ricomprare i debiti. Più o meno chiunque puo’ farlo. Ma non vi diranno a chi appartiene il debito, perché potreste ricomprare il vostro debito. Potreste dire: voglio comprare il debito dell’assistenza sanitaria del New Jersey, voglio comprare i creditori dell’Iowa o quasi tutto quello che volete, potete comprarlo o annullarlo. Nessuno potrà dirvi “non potete farlo”. Allora abbiamo raccolto milioni di dollari e abbiamo iniziato ad annullare i debiti della gente.

CADTM : E come entra Detroit in questa storia?

DG : Detroit è l’esempio perfetto di questa morale del debito, del modo di considerare certi debiti più sacri di altri. Cosi i debiti tra ricchi e i debiti tra poveri hanno sempre potuto essere rinegoziati, ma quelli tra ricchi e poveri sono un’altra storia. Anche se, a pensarci bene, è una cosa unilaterale: il debito dei ricchi verso i poveri può benissimo essere rinegoziato ed è quello che succede sempre. E’ cosi che assistiamo a tentativi ripetuti di modificare il funzionamento della Previdenza Sociale. Si tratta in questo caso di un debito verso i poveri che viene costantemente rimesso in causa.

Guardiamo i fondi pensione di Detroit. La città deve delle somme enormi a un sacco di gente e in seguito a una serie di manipolazioni finanziarie, ecco che devono giustamente pareggiare il bilancio. Quando questo succedeva in passato, si trovava una soluzione, ma con l’arrivo di una crisi monetaria simile i neoliberisti hanno messo a punto la loro tattica per l’attuazione delle loro riforme: nel 1975 New York non arrivava a un equilibrio monetario. Questo era successo spesso durante la storia degli Stati Uniti; in genere lo stato federale interveniva e dava un aiuto finanziario per rimettersi in piedi.

Quella volta però non c’è stato alcun aiuto. Invece di permettere un rifinanziamento, hanno fatto intervenire un gruppo di esperti, dei creditori di fatto e hanno dato loro carta bianca per riformare l’economia della città, privatizzando a tutto spiano. New York era una città democratica e sociale, aveva un’università gratuita, per esempio, ogni sorta di servizio sociale gratuito; hanno fatto piazza pulita, tolto di mezzo tutto quello che era di sinistra e imposto ogni genere di nuove tasse ai poveri. Erano così soddisfatti di questo modo di risolvere una crisi monetaria (imporre un’ispezione di tecnocrati presentati come neutri, che sono di fatto degli agenti del libero mercato e impongono a loro volta una serie di riforme cosiddette essenziali, che deviano le risorse pubbliche senza l’accordo della popolazione) che negli anni Ottanta e Novanta l’hanno esportato nel Terzo Mondo, paese dopo paese. E’ quindi molto ironico che questa formula ci ritorni. New York era stata il laboratorio, oggi è il turno di Detroit.

Categorie: Economia, Internazionale, Interviste, Nord America
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