Un essere consapevole del suo Essere

01.12.2012 - Centro Studi Umanisti "Salvatore Puledda"

Un essere consapevole del suo Essere
(Foto di Roberto Palumbo)

Stefano Pischiutta ha partecipato con una relazione su “La psicologia integrale nell’evoluzione dall’Io al Sé” al Simposio “Un Nuovo Umanesimo per una Nuova Civiltà” svoltosi al Parco di Studi e Riflessione di Attigliano dal 2 al 4 Novembre 2012.

Laureato in Matematica nel 1984, dopo aver svolto per diversi anni l’attività informatica, prestando servizio presso varie aziende come programmatore ed esperto di software applicativo, si è appassionato allo studio della danza flamenca, svolgendo per alcuni anni l’attività professionale di danzatore e di insegnante. Nel 1999 ha conseguito con lode la Laurea in Psicologia dello Sviluppo ed Educazione. Nel 2004 ha ottenuto il Diploma in Psicoterapia della Gestalt. Svolge l’attività psicoterapeutica a Roma, dove risiede. È membro attivo dell’Associazione Italiana di Psicologia Transpersonale.

Come il centro di coscienza superiore, il Sé, può agire nella genesi di una Nuova Civiltà?

Il Sé agisce in continuazione, e la sua azione viene colta con maggiore probabilità da coloro che sono attenti e consapevoli, ricettivi al suo influsso. È l’azione del Sé in effetti a ispirare le idee per una Nuova Civiltà, e sono quegli “io” attenti alle sue ispirazioni a mettere in pratica le idee; le idee “scendono” nelle individualità delle persone più evolute e ispirate, con un’intelligenza aperta, e poi si concretizzano sul piano materiale e sociale con progetti altruistici e di servizio.

Come un “essere consapevole del suo Essere” può vivere o sopravvivere in un sistema sempre più destabilizzato e violento come quello in cui viviamo attualmente?

Un essere consapevole del suo Essere è meno egocentrico e sicuramente può agire nel mondo convinto che la sua opera non è finalizzata solo all’acquisizione di beni e successi personali, ma anche e soprattutto al maggiore benessere sociale; progredisce verso una visione cosmica della vita, considerando tutti gli esseri umani come fratelli nella vita. Pertanto, riesce a vivere con pienezza anche in una società destabilizzata e violenta, cui sente di poter contribuire mettendo a disposizione il proprio stato di coscienza, applicandosi nel suo lavoro, nelle relazioni e in tutte le sue manifestazioni attive con spirito di donazione di sé, dedicando le sue azioni al Sé, in qualunque modo lo concepisca. Quando è molto avanzato ed evoluto, un tale essere agirà verso il mondo con compassione, per cui riuscirà a vedere con amorevolezza la destabilizzazione e la violenza del sistema in cui si trova a vivere ed operare, convinto che il suo posto è proprio lì e non altrove.

Come valuta l’organizzazione di un Simposio con queste tematiche, in un contesto come il Parco di Studi e Riflessione di Attigliano?

Credo che il contesto del Parco di Studi e Riflessione sia molto favorevole per attuare momenti di meditazione comune, alternati a spazi di riflessione e condivisione, anche profonda, dei propri vissuti, in un clima di silenzio. In un eventuale simposio con queste tematiche dovrebbero a mio avviso essere riportate esperienze personali, evolutive, legate alla crescita della coscienza individuale, allo scopo di mostrare come a fronte di questa crescita sia possibile contribuire alla crescita di una Nuova Civiltà.

Intervista a cura di Elena Fumagalli

Categorie: Cultura e Media, Interviste, Nonviolenza
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