Vendetta, sacrificio personale? No, grazie.

09.04.2012 - Atene - Mondo Senza Guerre e Senza Violenza

Misure economiche imposte dalla troika e attuate dal governo del PASOK prima e poi da un “governo di consenso ampio” con un Primo Ministro nominato. Cioè persone che hanno nome e cognome.

E ‘stato confermato da studi che le politiche del FMI hanno effetti negativi sulla cultura, l’istruzione e la sanità in tutti i paesi dove il fondo è passato. In Grecia il numero di suicidi nel 2010 è aumentato del 22,5% con 622 casi, mentre nel 2011 ce ne sono stati 598 casi. I suicidi sono in aumento nei paesi con misure estreme neoliberiste. Qualsiasi politica che rafforzi la disuguaglianza, l’aumento dei senzatetto e mini l’istruzione e il diritto ad una sanità buona e libera e il benessere, finisce per impoverire la popolazione.

Il popolo greco è chiamato a pagare non solo il prezzo economico di quella che alcuni considerano come una crisi economica o una crisi di credito. Tuttavia, nessuno degli esecutori di questa politica, con il nome completo, ha mai spiegato al popolo greco da dove viene il debito, chi l’ha creato, chi ne è responsabile. Nemmeno un politico che abbia gestito un ministero per tanti anni – con nome e cognome – è stato formalmente portato alla giustizia per essere giudicato di una cattiva gestione del PIL o del credito.

Non vogliamo partecipare alla ondata di vendetta, né della vendetta su se stessi, ne’ trovare capri espiatori tra le persone che vivono in questo paese, con o senza documenti.

Chiediamo giustizia sociale.

Vogliamo un comitato indipendente di revisione dei conti. Prima di discutere la restituzione dei prestiti e le condizioni di questa restituzione abbiamo il diritto di conoscere cosa dobbiamo, a chi e come si è generato l’indebitamento.

Fino a quel momento chiediamo il ripristino delle pensioni al livello a cui era nel 2009, i salari più vicini alla media della zona euro e raccomandiamo la sospensione del pagamento ai nostri crditori.

Chiediamo che venga sancito per legge un contratto sociale tra le politiche che gestiscono la direzione del paese e gli elettori. Chiunque promette qualcosa prima delle elezioni politiche e poi non si riesce a mantenere ciò che ha promesso viola il contratto sociale e dovrebbe essere responsabile per questa azione.

Vogliamo il ripristino del sistema elettorale proporzionale, affinché ci rimanga una democrazia parlamentare.

Auspichiamo l’attuazione della democrazia diretta e la ricostruzione del tessuto sociale nelle regioni e nei quartieri. Nessuno spazio se deve essere lasciato alla gente che promette cose per il nostro futuro e poi ci inganna.

Dobbiamo prendere la vita nelle nostre mani. C’ è la necessità di organizzare un grande movimento di non-cooperazione che agirà in modo nonviolento.

I protagonisti del cambiamento di direzione e di condotta degli uomini in questa nuova fase cgenerata dalla crisi del sistema e dei valori che esso rappresenta, siamo io e te.

Mondo senza guerre e senza violenza / Grecia

Categorie: Europa, Politica

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