Lettera aperta allaTavola della Pace

14.02.2012 - Taranto - Alessandro Marescotti

Caro Flavio,
preoccupano sempre di piu’ le informazioni che stanno emergendo a carico dei ribelli armati in Siria. Sono informazioni che smentiscono una ricostruzione semplificata e a senso unico del conflitto che attribuiva al solo regime siriano le responsabilita’ della violenza mentre tacevano le stragi causate anche dai ribelli. Ti mando le informazioni (che troverai qui sotto) che ormai “forano” la cortina dell’informazione edulcorata. In questi mesi ci hanno propinato veline di propaganda, seguendo il copione della malainformazione del conflitto libico.

Ma le veline oggi non fuzionano piu’.

Al Qaida e i Fratelli Musulmani sono usciti allo scoperto. Le loro comunicaziono ufficiali incitano alla rivolta armata e fomentano un bagno di sangue che ormai non puo’ essere piu’ attribuito solo al regime, per quanto gravi e documentate siano le sue responsabilita’.

Di questo dobbiamo prendere atto.

Lo scenario e’ cambiato e questo ci richiede una valutazione attenta e informata.

Ritengo pertanto che sia completamente venuta meno ogni ragione etica per partecipare alla manifestazione di sostegno alla manifestazione del 19 febbraio a Roma, manifestazione indetta da un’organizzazione (il CNS) che promuove l’insurrezione armata in Siria.

Chi promuove la nonviolenza non puo’ scendere in piazza con chi uccide deliberatamente e fa stragi.

L’opposizione al regime di Assad deve essere basata su scelte limpide, quelle stesse che trovi nell’editoriale di PeaceLink, dove leggerai le parole di un obiettore di coscienza siriano, Ossamah.

Il nostro ruolo di pacifisti non puo’ che essere “terzo” rispetto a chi sceglie la violenza e la morte, da entrambe le parti.

Dovremmo ascoltare e sostenere le ragioni di chi, come Ossamah, rifiuta la logica di guerra del CNS per costruire una proposta di pace, che ci sollecita una solidarieta’ con il popolo siriano ben diversa da quella del CNS.

Caro Flavio, e’ opportuno stare ben lontani da ogni appoggio a una delle due parti in guerra civile. Dobbiamo essere vicini alla gente e lontani dai signori della guerra e dai seminatori di morte.

La Siria ha bisogno della pace e non della guerra civile.

Le infiltrazioni terroristiche fra gli insorti, i collegamenti fra Esercito Siriano di Liberazione e CNS, le uccisioni di militari e civili: non possono essere taciuti questi aspetti. Creano una spirale perversa che riconferma il regime nella sua funzione repressiva e brutale.

Dobbiamo spezzare la spirale di violenza, non alimentarla.

Altrimenti non facciamo informazione onesta e intossichiamo il movimento per la pace delle veline propagandistiche della lobby di guerra.

La manifestazione del 19 febbraio va pertanto ridiscussa e – dal mio punto di vista – annullata.

Dal mio punto di vista e’ gia’ morta gia’ prima di nascere. Parteciparvi macchierebbe la nostra stessa identita’ basata sulla risoluzione nonviolenta dei conflitti.

Dobbiamo riflettere dopo i proclami di Al Qaida e dei Fratelli Musulmani da cui il CNS non ha preso le doverose distanze.

Dopo gli ultimi sanguinosi attentati che hanno mietuto vittime anche fra i civili, il nostro dovere non e’ quello di partecipare a sostegno di questa rivolta – che e’ armata – ma e’ quello di prenderne le distanze.

La nosta scelta di pace non puo’ sposarsi con chi ha fatto scelte opposte.

Chiedo pertato al Direttivo della Tavola della pace un riesame del sostegno al CNS e l’avvio di un forum online e momenti di confronto della Tavola della Pace a cui possano partecipare tutte le sue componenti.

Un cordiale saluto

Alessandro Marescotti

Categorie: Europa, Politica

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