A settembre la terza conferenza internazionale sulla decrescita

17.02.2012 - Venezia - Il Cambiamento

Il cuore pulsante della Conferenza saranno i workshops: delle proposte costruite ‘dal basso’ in questi mesi, attraverso una call internazionale che ha coinvolto numerosi Paesi oltre l’Italia, europei (dalla Germania all’Austria, dalla Francia al Belgio) ed extraeuropei (dal Canada all’America latina).

Tra tutte le proposte di workshops arrivate ne sono state selezionate 61, divise sui tre assi di lavoro della Conferenza (beni comuni, lavoro e democrazia) e in diciannove ‘sottoassi’ (risorse naturali, alimentazione, stili di vita, urbanistica ed edilizia, ecologia, le radici del pensiero della decrescita, crisi finanziaria, lavoro e reddito, diritti sociali, demografia, tecnologia, povertà e autosufficienza, macroeconomia, potere, partecipazione, movimenti sociali, buen vivir, terra e sovranità alimentare, informazione e immaginario).

I workshops si articoleranno attraverso tre giornate: dal 20 al 22 settembre saranno attivati venti workshops in parallelo al giorno, oltre a una decina di activity workshops (laboratori di costruzione e recupero, yoga, teatro, disegno, comunicazione, giochi di relazione). Per ciascun workshop è disponibile una scheda che ne delinea il campo di riferimento e da oggi, e fino al prossimo 10 aprile, chiunque potrà proporre dei papers che verranno selezionati dal comitato scientifico dei promotori della Conferenza (Research&Degrowth, l’Associazione per la Decrescita, l’Istituto Universitario di Architettura di Venezia, l’Università di Udine, il Comune di Venezia, Kuminda, Arci, SpiazziVerdi e Sesterzo) e quindi pubblicati come proposte per l’avvio di una discussione collettiva.

Oltre ai workshops e ai relativi papers, il programma della Conferenza prevede tre focus, uno al giorno, in seduta plenaria sulle fonti del pensiero della decrescita, sui soggetti del cambiamento e sugli scenari futuri. Infine, vi sarà la possibilità di presentare lavori ed esperienze nella sezione posters, una grande mostra che, immaginiamo, presenterà le migliori esperienze e buone pratiche di ‘decrescita attiva’ nel mondo.

Nelle plenarie interverranno invece alcuni dei nomi più interessanti della critica all’ideologia dello sviluppo e della crescita e della proposta di transizione verso un altro modello di società fondata sulle idee di decrescita, di doposviluppo, di buen vivir. Tra questi, alcuni relatori internazionali che hanno già accettato l’invito a partecipare alla Conferenza di Venezia sono Arturo Escobar, Roberto Espinoza, Robert Hopkins, Tim Jackson, Giorgos Kallis, Serge Latouche, Joan Martinez Alier, Moema Miranda, Emmanuel N’Dione, Helena Norberg Hodge, Silvia Perez-Vitoria, Gudrun Petursdottir, Alicia Puleo, François Schneider e Marcelo Barros.

Il tema generale della Conferenza, lo ricordiamo, è La grande transizione. La decrescita come passaggio di civiltà: sfogliando i titoli e le schede dei singoli workshops esce un caleidoscopio di idee suggestive e di impegnativi interrogativi in questo senso. Come è stato detto e scritto da più parti, la decrescita funziona già bene come provocazione forte che mette in cortocircuito credenze e pratiche consolidate della società della crescita (cioè del debito finanziario, ecologico, sociale, generazionale e di genere), ma non è ancora riuscita a generare tutte le potenzialità pratiche e teoriche contenute nella sua matrice.

La sfida che la Conferenza lancia al mondo, attraverso la complessità del programma dei suoi lavori, è quella di proporre un’alternativa all’altezza della crisi multidimensionale e multifattoriale cui è giunto il capitalismo. Un’alternativa di senso, nient’affatto rinunciataria (pensiamo all’austerity lacrime e sangue che la governance politica-finanziaria sta imponendo alle classi sociali impoverite) o semplicemente adattativa (pensiamo agli accordi al ribasso che si stanno prospettando a 20 anni da Rio de Janeiro), ma carica di una progettualità politica vicina a quella che propongono i movimenti dei contadini, dei nativi, degli ‘indignados’ in tante parti del pianeta.

La Conferenza, infine, sarà ospitata nella splendida sede dello Iuav – all’ex Cotonificio, nel centro storico di Venezia –, e le esigenze di spazio, e le dimensioni dei gruppi di lavoro, fanno sì che, necessariamente, gli accessi ai workshops siano limitati.

Per partecipare alla Conferenza, quindi, è inevitabile l’iscrizione, che rappresenta anche una forma di quota-donazione per l’auto-sostentamento economico dell’iniziativa (che ha deciso di essere libera dal condizionamento di eventuali sponsors): 160 euro (con possibilità di sconti per studenti e disoccupati) danno diritto all’accesso agli spazi in cui si tiene la Conferenza e a un pasto frugale, biologico e vegetariano.

Infine, attorno alla Conferenza, le associazioni e l’amministrazione della città di Venezia stanno preparando un’accoglienza cordiale e conviviale, con mercatini e rassegne cinematografiche, possibilità di ospitalità presso famiglie e momenti di festa.

Categorie: Economia, Europa

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