L´Arte, l´artista e l´Ispirazione.

05.11.2010 - Punta de Vacas - Pía Figueroa

Secondo il dizionario della Rae, arte deriva dal latino “ars, artis”, che a sua volta deriva dal greco (techne), ed è definita come: Virtù, volontà e capacità di fare qualcosa, o come una manifestazione dell´attività umana attraverso la quale si esprimere una visione personale e disinteressata che interpreta il reale o immaginario, con risorse plastiche, linguistiche o sonore.
Si dice anche che la sua etimologia mostra un significato ambiguo e, pertanto, nel tentativo di chiarire il concetto alcuni hanno spiegato che:
a) L’arte è intesa generalmente come una qualsiasi attività o un prodotto realizzato dall’essere umano con una finalità estetica o comunicativa, per mezzo della quale si esprimono idee, emozioni, o una visione del mondo, utilizzando risorse diverse come materiale plastico, linguistico, sonoro o misto.
b) L’arte è una componente della cultura, riflette nella sua concezione la stratificazione sociale ed economica, la trasmissione di idee e valori insiti in qualsiasi cultura umana, nello spazio e nel tempo. Generalmente si considera che con la comparsa dell´Homo Sapiens, l’arte avesse una funzione rituale, magica o religiosa, che é cambiata con la sua evoluzione, acquisendo una componente estetica e sociale, educativa, commerciale o puramente ornamentale.
c) A seconda della cultura, dell’epoca o della società, l´”Arte” ha un´accezione ampia, arrivando a designare qualsiasi attività umana, realizzata con cura e dedizione o un qualsiasi insieme di regole necessarie per sviluppare in modo ottimale un’attività: si parla di “arte culinaria”, “arti marziali”, ecc.

Giordano Bruno fu uno dei primi pensatori a prefigurare idee moderne, disse che: “… la creazione è infinita, non c’è un centro e non ci sono limiti – né Dio né l’uomo – tutto è movimento, dinamismo. Per Bruno, “esistono tante arti, quanti artisti, introducendo il concetto di originalità dell’artista. L’arte non ha regole, non si apprende, ma viene dall’ispirazione”.

Kandinsky nel suo libro Lo spirituale nell’arte ci situa in larga misura nella formula pragmatica degli espressionisti del tempo affermando che: “Anche l’altra arte,suscettibile di nuovi sviluppi,è radicata nella propria epoca, ma non si limita ad esserne un’eco e un riflesso; possiede invece una stimolante forza profetica, capace di esercitare un’influenza ampia e profonda. La vita spirituale, di cui l’arte è una componente fondamentale, è un movimento ascendente e progressivo, tanto complesso quanto chiaro e preciso. E’ il movimento della conoscenza. Puo’ assumere varie forme, ma conserva sempre lo stesso significato interiore, lo stesso fine.”
E in seguito aggiunge:
“La notte diventa sempre più fitta. Il grigiore si addensa intorno a queste anime tormentate e sfibrate dai dubbi e dalle paure, che spesso preferiscono un salto improvviso e violento nel buio piuttosto che una lenta oscurità. L’arte, che in tempi come quelli ha vita misera, serve solo a scopi materiali. E poichè non conosce materia delicata cerca un contenuto nella materia dura. Deve sempre riprodurre gli stessi oggetti. Il “che cosa” viene eo ipso meno; rimane solo il problema di “come” l’oggetto materiale debba essere riprodotto dall’artista. Questo problema diventa un dogma. L’arte non ha più anima.”

“L’artista e l’ispirazione”

L’artista nella sua ispirazione più genuina si sente in dovere di esprimere una sintesi (poetica, in senso lato) della realtà in cui gli tocca vivere, usando il linguaggio della metafora, dell’allegoria o del simbolo. L’ispirazione, quando possiede sufficiente carica affettiva, quando ribolle, quando si sperimenta come un turbamento interiore che si sforza di manifestarsi attraverso la parola, la forma o il colore, i suoni armonici, il corpo, ecc. spiega un particolare stato di coscienza che puó invadere il sogno, l´insogno e la veglia. Così si vive l’esperienza artistica, come un invito ad esprimere un sentimento profondo, accompagnato da un forte impulso a voler essere liberi di creare, di sentirsi trasformati.
La realtà che l’artista sintetizza esteticamente nella sua espressione si compone di due aspetti fondamentali: la propria biografia e l´epoca in cui vive, finemente mescolati. Ma c’è anche un terzo elemento possibile: la regione del trans-umano, di quanto potrebbe essere di origine sacra, che non é regolata da modelli biografici o epocali. Da questa regione possono arrivare segnali ispiratori che l’artista tradurrà, inesorabilmente, con elementi caratteristici del suo tempo, dal momento che ogni disciplina artistica è influenzata dai paesaggi e dagli sguardi di ogni momento storico, anche se ciò che si intende esprimere proviene originariamente da quel mondo mitico senza confini psicosociali.
Siamo in grado di osservare, attraverso la storia, che la creazione è la ricerca di un significato più profondo. Un significato trascendente per l’artista. Possiamo immaginare e muoverci liberamente attraverso il tempo fino ad osservare l’essere umano quando scopre il fuoco, quando intenzionalmente impara a conservarlo e in seguito a trasportarlo da un posto all´altro. E che passerà molto più tempo fino a quando potrà produrlo e infine dominarlo … In questo modo nasce la ceramica e la manipolazione dei metalli. Questo processo continuerà fino ai nostri giorni.
Osserviamo, nel divenire della nostra specie, che l´arte ci ha accompagnati sempre, essendo questo un processo intenzionale della coscienza per esprimere nel mondo diversi stati interni e la ricerca dell’essere umano, attraverso la creazione. Come chiaramente enunciato da Adolfo Salazar circa l’espressione musicale: “Il linguaggio del suono è la capacità di simbolizzazione e di coordinamento di simboli astratti, dando loro un significato spirituale”. Fin dalle sue origini l’arte è strettamente legata al “sacro” e al “magico”. Lo vediamo nei riti di iniziazione, nelle invocazioni, nelle richieste alle forze della natura, nel contatto con il divino, nella guarigione come veicolo per trasformare l’essenza degli elementi e delle persone, e anche nel vissuto degli stati di coscienza non abituali, attivando emozioni profonde. Tutti questi esempi li possiamo osservare (ad esempio) in varie cerimonie sciamaniche che ancora sopravvivono.

Nella cultura occidentale, in Grecia per esempio, l’arte è strettamente legata alla mistica, come vediamo nei riti orfici e dionisiaci. Anche nel VI secolo a. C. a Pitagora vengono attribuite importanti scoperte matematiche musicali: come la scoperta della scienza armonica, delle proporzioni musicali, l’importanza dell´aritmetica nella musica, la teoria dei campi, ecc.. Per i pitagorici “il cosmo è fatto di numeri e l’ esperienza estetica soggettiva può essere misurata. L’intervallo di ottava possiede un forte sapore metafisico di armonia in senso ampio, come un compendio di una serie di proprietà numeriche che consentono di “sintonizzare” sia il cosmo (musica mondana) che l’animo umano (musica umana)”.
Salazar nel suo libro “Le grandi strutture della musica”, dice: “Quando si verifica il caso di dover verificare l’azione di uno spirito, dovrà essere convocato in base a un linguaggio che solo lui e noi, certi esseri privilegiati, conosciamo”.
“L’azione sempre più complessa di convocare gli spiriti è stata conosciuta con il nome di magia, l’uomo che la mette in pratica mago e la musica è uno dei mezzi di comunicazione con gli dei (anche ai nostri tempi). L’uomo che canta la formula invocatoria imita doppiamente, con la musica della parola e con il gesto che accompagna, questa imitazione è la base di ogni “magia”.
“Quindi nei suoni, nelle note, sono nascoste divinità, la creazione di una scala è un´operazione magica che si estende dal Medio Oriente fino all’India e alla Cina portando nell’occidente greco una teoria in cui le idee di musica, divinità e astronomia si riuniscono, proiettandosi in uno spazio in cui i pianeti ruotano, retti da armonie i cui suoni sono rappresentati in Grecia con lettere dell’alfabeto, che designano a loro volta l´astro e il suono che gli corrisponde, così come il giorno della settimana a quello cui è dedicato”.

“La creazione magica, non è destinata alla bellezza, ma ad altro fine molto piú necessario alle questioni spirituali”.
Un lungo camino storico ha così assistito al susseguirsi di azioni che mettono in movimento lo spirito invisibile attraverso gli scongiuri della magia e la commozione dello spirito attraverso l´arte che ci incoraggia. Nel Medioevo é grazie alla mescolanza di razze e culture, con l’immigrazione di arabi ed ebrei, che si intrecciano conoscenze, strumenti, tecniche, teorie mediche, la matematica, l’architettura, ecc. In alcuni luoghi, di netto taglio umanista, nasce un´espressione artistica che riassume questi aspetti, come nell’antica Toledo umanista, o nel regno di Alfonso X° il Saggio nel XIII° secolo. O nella corte di Rodolfo II° già in epoca Rinascimentale.
Nel Rinascimento il nuovo ideale della musica era costituito dal “suscitare emozioni” in chi ascoltava a cui si aggiunge la comprensibilità dei testi nelle opere vocali, questo ideale sarà soddisfatto nel barocco grazie alla melodia accompagnata e risorge la retorica come mezzo per suscitare le emozioni. La storia continua ed è sempre accompagnata dalla ricerca di nuove forme espressive e dalla ricerca dell’artista. Così, ad esempio, Schumman dirà che la missione dell’artista è quella di “far luce nelle tenebre del cuore umano”. Oppure Goethe quando afferma che “… l’artista si rivolge al mondo attraverso una totalità che non si trova in natura, è il frutto del suo spirito, o meglio, l’ispirazione di un soffio divino”.

Kant, in Critica del Giudizio afferma che: “Non ci può essere regola oggettiva del gusto che determini attraverso concetti, ciò che è bello, giacché ogni giudizio di questa fonte è estetico, cioè la sua ragione critica è il sentimento del soggetto e non è un concetto dell´oggetto”. Anche Kandinsky nel libro prima citato dice: “Schönberg avverte chiaramente che anche la più grande libertà, che è il respiro libero e incondizionato dell’arte, non può essere assoluta. Ogni epoca ha la sua parte di libertà, e nemmeno la potenza del genio può oltrepassare i limiti. … La musica di Schoberg ci conduce in una regione nuova, dove le esperienze musicali non sono acustiche, ma puramente psichiche. Qui comincia la “musica del futuro”. In seguito aggiunge che “l’arte nel suo insieme non implica una creazione di enti inutili che dissipano nel nulla, ma una forza che contribuisce allo sviluppo e la consapevolezza dell’animo umano”.

“Quando vengono scosse religione, scienza e morale (quest’ultima dalla potente mano di Nietzsche), quando i sostegni eterni stanno per crollare, l’uomo distoglie lo sguardo dall’esteriorità e lo rivolge a se stesso”. La sua definizione di bellezza è “quella che arricchisce e affina l’anima, anche immateriale”.

Silo nel suo libro Appunti di Psicologia IV, definisce la coscienza ispirata come: “ La coscienza ispirata è una struttura globale, capace di intuizioni immediate della realtà. È atta, inoltre, ad organizzare insiemi di esperienza ea dare priorità a espressioni che di solito sono trasmesse attraverso la Filosofia, la Scienza, l’Arte e la Mistica”. è più che un’estrema introiezione o un’estrema proiezione giacché si serve alternativamente di queste, secondo il suo proposito. Questo è evidente quando la coscienza ispirata risponde a un’intenzione presente o, in alcuni casi, quando risponde a un’intenzione non presente ma che agisce compresentemente”.
” … I diversi stili dell’arte che rispondono alle condizioni di epocale non sono solo di moda o modi di generare, acquisire e interpretare l’opera d’arte, ma modi di” disponibile “a ricevere ed effetti sensoriali. Questa sensibilità è quella di modulare la sensibilità individuale o collettivo e quindi il predialogal che permette la comunicazione estetica”.

In questa breve storia e in alcuni dei suoi enunciati come esempi, osserviamo che la creazione è la ricerca di un significato più profondo. Un significato in qualche modo trascendente per l’artista. Questa intenzione accompagna l’uomo fin dai primi tempi, come via d’ascesi, ricerca del sacro, del contatto con gli stati di coscienza non abituali, o solo come catarsi.
È questo proposito creativo dell´artista il veicolo della connessione – a volte – con una sensibilità che va oltre i modelli culturali ed estetici dei suoi contemporanei. Oggi, nel bel mezzo di una grande destrutturazione globale, in un momento in cui impera la coscienza disillusa, dove gli esseri umani non vedono un futuro chiaro, dove cresce l’isolamento e la violenza, gli artisti dobbiamo proporci di fare una scelta chiara a favore della vita e di una cultura ispirata da e per il futuro.

Per tutto quanto sopra esposto, proponiamo, qui e ora, a tutti coloro che sono interessati a creare uno spazio per favorire lo scambio e l´approfondimento di esperienze che si proiettino nel tempo e possano, da un’ ubicazione di parità, contribuire alla valorizzazione della ricerca del Profondo.

Traduzione dallo Spagnolo di Annalisa Pensiero

Categorie: Cultura e Media, Internazionale, Opinioni, Sud America

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