Eduardo Galeano: “Marciamo in un atto di fede per un altro mondo possibile”

11.12.2009 - Montevideo - Nicolás Blanco

Lo scrittore uruguaiano Eduardo Galeano, ha registrato uno spot nel quale riflette sul business della guerra e sui suoi responsabili, che, paradossalmente, sono responsabili di garantire la pace: “Che mondo è questo? Incredibile. I cinque paesi che assicurano la pace nel mondo sono i cinque principali produttori di armi. Ossia, la pace è nelle mani di coloro che fanno affari la guerra “.
Ha inoltre sottolineato la catena di violenza che si crea a causa della produzione di armi: “Questi, amanti della morte, fabbricano armi, e le armi fabbricano guerre e le guerre fabbricano nemici. Perché, cosa sarebbe una guerra senza nemici? Il mondo è minacciato dal potere militare che inventa minacce.
Per quanto riguarda le spese militari, ha aggiunto: “(il potere militare) ogni minuto stanzia tre milioni di dollari per le spese militari e ogni minuto uccide 15 bambini per fame o per una malattia curabile. Quei poveri bambini, tutti poveri, non muoiono assassinati da un criminale visibile. Il boia non confessa il suo nome e nasconde il suo volto, ma è un sistema di potere quello che fabbrica armi, che fabbrica guerre che producono affamati per giustificare quello che fa. ”
Per quanto riguarda il suo impegno per la Marcia Mondiale per la Pace e la Nonviolenza, ha detto: “Coloro che marciano contro la guerra, marciano anche contro la fame, non contro gli affamati, quindi, marciamo in un atto di fede per un altro mondo possibile, quell’altro mondo che questo mondo criminale porta nel ventre, e in quell’altro mondo, di cui questo mondo è in stato di gravidanza, saremo tutti in guerra contro la fame e mai più in guerra con gli affamati. ”
Eduardo Galeano è autore dei libri “Le vene aperte dell’America Latina”, “Il libro degli abbracci,” la trilogia “Memoria del fuoco” e “Specchi”, tra gli altri. È stato capo redattore del settimanale “Marcha”, che aveva come collaboratori Mario Vargas Llosa, Mario Benedetti e Manuel Maldonado. Inoltre, è stato direttore del quotidiano “Época” e nel suo esilio in Argentina, ha fondato e diretto la rivista “Crisis”, pubblicazione che ha influenzato gli intellettuali latino-americani negli anni ’70.

Tradotto dallo spagnolo da Claudio Loletti

Categorie: Opinioni, Politica, Sud America
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