Zelaya invita a una protesta nazionale pacifica di 24 ore

28.09.2009 - Tegucigalpa - Democracy Now!

Il regime di fatto in Honduras si è afferrato ancora di più al potere dopo la crescente pressione affinché il Presidente Manuel Zelaya fosse restituito. Domenica, i leader del golpe di Stato hanno emesso un decreto mediante il quale si sono concessi piena autorità per prendere energiche misure contro la libertà di espressione. In virtù delle nuove regole, il regime può proibire proteste e sospendere i mezzi di comunicazione considerati colpevoli di “alterare l’ordine pubblico”. Intanto, il governo golpista ha rifiutato anche l’ingresso di una delegazione dell’OEA (Organización de Estados Americanos) che si è recata nel paese con l’intenzione di trovare un accordo per risolvere la crisi. Zelaya ha parlato dall’Ambasciata del Brasile, in cui si trova da una settimana, ed ha chiesto che si organizzi una protesta nazionale massiva contro il regime golpista.
**Il Presidente dell’Honduras, Manuel Zelaya, ha detto:** “Oggi dobbiamo convocare, sempre in modo pacifico, la resistenza e manifestare per ventiquattro ore di seguito. Voi, cari honduregni, non potete perdere il vostro diritto semplicemente perché qualcuno fa un colpo di stato e restringe le libertà, viola i diritti umani, assassina, cattura”.
Zelaya è rimasto nell’Ambasciata del Brasile da quando audacemente è tornato in Honduras una settimana fa. I golpisti hanno dato al Brasile un termine di dieci giorni. Il Brasile ha rifiutato quest’ultimatum e dice che Zelaya resterà nella sua sede diplomatica il tempo necessario. Mentre il regime di fatto minaccia i suoi soldati continuano a circondare l’ambasciata limitando la consegna dei rifornimenti. Il Consiglio di Sicurezza dell’ONU ha approvato una risoluzione condannando l’assedio all’Ambasciata del Brasile.
**L’Ambasciatrice statunitense dell’ONU, Susan Rice, ha detto:** “Condanniamo gli atti di intimidazione contro l’Ambasciata del Brasile ed esortiamo il governo di fatto dell’Honduras a smettere di perseguitarla e ad offrire tutti i servizi necessari come l’acqua, l’elettricità, alimenti e continuità nelle comunicazioni”.
I seguaci di Zelaya hanno continuato a manifestare nonostante la repressione del governo. Sabato, centinaia di persone hanno marciato nella capitale per esigere l’espulsione del regime golpista.
**Un manifestante ha detto:** “Il nostro popolo vive effervescente e con la speranza che presto restituiremo l’ordine costituzionale al paese. Da parte del popolo c’è una mobilitazione costante, permanente e molto positiva, pacifica, ovviamente”.

Traduzione dallo Spagnolo di Annalisa Pensiero

Categorie: America Centrale, Questioni internazionali

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