Oggi, 5 maggio 2026, il tribunale di primo grado di Ashkelon ha accolto la richiesta dello Stato iraeliano di estendere la detenzione degli attivisti umanitari della Global Sumud Flotilla fino a domenica 10 maggio 2026 alle 9:00.
Le avvocate di Adalah, Hadeel Abu Salih e Lubna Tuma, che rappresentano i due attivisti, hanno sostenuto durante l’udienza che le accuse nei loro confronti sono infondate e che non esistono basi legali per prolungarne la detenzione.
Adalah chiarisce che non sono state formalizzate accuse e che la detenzione è finalizzata esclusivamente al proseguimento degli interrogatori.
Durante una precedente udienza, il pubblico ministero israeliano ha presentato un elenco di presunti reati, tra cui assistenza al nemico in tempo di guerra, contatto con un agente straniero, appartenenza e fornitura di servizi a un’organizzazione terroristica, e trasferimento di beni a favore di un’organizzazione terroristica.
Il team della difesa ha sottolineato che non esiste alcun legame tra il fornire aiuti a una popolazione civile tramite una flotilla umanitaria e qualsiasi “organizzazione terroristica”.
Adalah ha inoltre sostenuto che, poiché gli attivisti sono stati sequestrati a oltre 1.000 chilometri da Gaza e non sono cittadini israeliani, la legge penale israeliana non è applicabile al loro caso.
Thiago Ávila e Saif Abukeshek restano in totale isolamento, sottoposti a illuminazione intensa 24 ore su 24 nelle celle e bendati ogni volta che vengono spostati, anche durante le visite mediche.
Entrambi stanno continuando lo sciopero della fame, assumendo solo acqua dalla mattina presto di giovedì 30 aprile, in segno di protesta contro il loro sequestro e il trattamento disumano.
Nonostante le argomentazioni della difesa, il giudice del tribunale di primo grado Yaniv Ben-Haroush ha approvato la richiesta dello Stato di prolungare la detenzione basandosi in parte su prove segrete, che né gli attivisti né i loro avvocati hanno potuto esaminare.
Il tribunale ha concesso per intero l’estensione di sei giorni richiesta dallo Stato senza imporre alcuna limitazione o vincolo giudiziario al periodo di interrogatorio.
La risposta di Adalah: “La decisione del tribunale di prolungare la detenzione di attivisti umanitari sequestrati in acque internazionali si fonda su presupposti giuridici illegittimi. Per tale ragione, Adalah presenterà immediatamente ricorso al tribunale distrettuale per contestare questa decisione e chiedere il rilascio
immediato e incondizionato di Thiago e Saif”











