È morta Lia Cigarini.
Per noi è stata una figura politica di riferimento: una presenza capace di orientare il pensiero e di aprire domande che restano.
Avvocata, tra le fondatrici della Libreria delle donne di Milano e protagonista della pratica dell’autocoscienza, ha tenuto insieme con rigore pensiero e vita, senza mai cadere nell’astrazione né nell’ideologia.
Ci ha mostrato che la libertà femminile non si dà dentro un modello già definito, ma nasce da uno spostamento di sguardo e di posizione nel mondo.
Nel femminismo ha aperto una pratica generativa: una libertà che passa dal desiderio, dal linguaggio, dalle relazioni tra donne.
E ha insistito su un punto che resta decisivo: la politica delle donne non è una parte separata, ma un modo di interrogare l’universale a partire da sé, senza rinunciare a farlo entrare in gioco.
Con la Libreria delle donne ha dato corpo a questa ricerca dando vita ad uno spazio politico attraversato da relazioni, lavoro e confronto, dove il sapere delle donne resta processo vivo.
La “politica del desiderio” che ci lascia è un invito esigente: partire da sé senza chiudersi in sé, attraversare la realtà senza ridurla, continuare a cercare forme di libertà non già date.
Il dolore oggi è reale. E insieme resta ciò che Lia ha reso possibile.
Con gratitudine.
Biblioteca delle donne e Centro di consulenza legale – Udipalermo ETS











