L’Associazione culturale Tina Modotti APS e l’Istituto giuliano di Storia, Cultura e Documentazione di Trieste e Gorizia invitano
sabato 18 aprile alle ore 18.15 presso i locali dell’Associazione, in Casa del popolo “A. Gramsci” in via Ponziana 14 (1° piano)
all’incontro (Ri)pensare il colonialismo italiano (2° ciclo): presentazione del libro Debre Libanos 1937. Il più grave crimine di guerra dell’Italia (Laterza, 2020), del prof. Paolo Borruso (Università cattolica di Milano). L’autore dialogherà con il prof. Fulvio Senardi.
“Debre Libanos è il più importante monastero d’Etiopia: è il cuore della Chiesa etiopica, la più antica Chiesa africana con caratteri veramente originali, maturati lungo i secoli. Il cristianesimo etiopico è stato l’asse portante del secolare impero che il negus neghesti Haile Selassie incarnava. Il negus rappresentava il legame con la tradizione nazionale, era il protettore della Chiesa, formalmente dipendente dal patriarcato copto di Alessandria d’Egitto, ma in realtà sotto il controllo dei sovrani […] A Debre Libanos avvenne una tremenda strage di monaci, diaconi, sacerdoti, fedeli, giovani, studenti, addirittura vicini della stessa area geografica, compiuta dagli italiani nel 1937, specie tra il 20 e il 29 maggio, come risposta all’attentato al viceré, maresciallo Graziani. Questo è il più grave crimine di guerra commesso dall’Italia. Ma, in Italia, non si è parlato di Debre Libanos. L’ha fatto solo qualche studioso coraggioso, come Angelo Del Boca, che ha ricostruito gli aspetti oscuri della guerra d’Etiopia…” (dalla prefazione di Andrea Riccardi).











