Genocidio a Gaza

Il piano israeliano è di riprendere l’occupazione di tutta Gaza di nuovo. L’esercito occupante non si limita a sparare dal cielo, ma si muove anche a terra. I carri armati israeliani sono avanzati ieri a nord-est del campo profughi di al-Bureij, nella Striscia di Gaza centrale.

Negli attacchi aerei e dell’artiglieria sono stati assassinati ieri due persone. Altri sono stati feriti dai cecchini appostati oltre la cosiddetta linea gialla, a est di Khan Younis.

Il rapporto del ministero della sanità informa dell’arrivo negli ospedali di due corpi senza vita, a causa di colpi di artiglieria, e 25 feriti. Il totale degli uccisi dalla fiorm adegli accordi di Sharm Sheikh è di 715. I feriti 1968.

Dall’inizio dell’aggressione nell’ottobre 2023: 72.291 uccisi e 172.068 feriti.

A Gaza non c’è nessun cessate-il-fuoco.

Situazione umanitaria a Gaza

Il dottor Atef Al-Hout, direttore del complesso medico Nasser a Khan Younis, nel sud della Striscia di Gaza, ha lanciato l’allarme sull’imminente rischio di un blocco totale dei servizi sanitari dell’ospedale a causa dell’esaurimento del carburante necessario per alimentare i generatori, unica fonte di energia dell’ospedale.

Il dott. Al-Hout ha affermato che la crisi sanitaria nella Striscia di Gaza persiste dall’inizio della guerra, sottolineando che gli ospedali sono costantemente sotto pressione dall’inizio dell’aggressione israeliana a causa della carenza di forniture essenziali. I rifornimenti avvengono col contagocce e sono completamente vietati gli ingressi degli oli combustibili. “Quello che stiamo vivendo oggi è un palese disprezzo per la vita dei malati da parte dell’esercito occupante; i generatori sono l’ultima ancora di salvezza, per chi sta soffrendo gli effetti dei bombardamenti”.

L’aggressione Israelo-statunitense contro l’Iran

Le forze armate degli Stati Uniti hanno recuperato anche il secondo pilota del caccia F-15 abbattuto sui cieli iraniani. Con un’operazione di atterraggio di truppe, il pilota è stato prelevato e riportato ad una base militare in zona del Golfo.

Il presidente col ciuffo ha minacciato l’inferno per l’Iran se non accetterà un accordo entro poche ore di oggi, data di scadenza del suo ultimatum di 10 giorni, del 26 marzo.

Raid Usa e israeliani nell’area della centrale nucleare di Bushehr, che hanno allarmato i tecnici russi ivi presenti. Mosca aveva ritirato la maggior parte dei suoi tecnici e famiglie e messo in guardia da un pericolo di contaminazioni radioattive, in caso di distruzione del cuore dell’impianto. “Ci sarebbe un pericolo per tutta la regione, compresa Israele”, scrive la stampa moscovita.

“Lo stretto di Hormuz è aperto alle navi che non sono legate a USA e Israele”, dice il capo della diplomazia iraniana, Araqchi. Navi commerciali giapponesi e turche, hanno attraversato lo Stretto, dopo quelle francesi, in seguito a trattative diplomatiche con Teheran e controllo dei militari iraniani a bordo.

Al Consiglio di sicurezza è stato rinviato il voto sulla risoluzione per l’apertura dello Stretto “anche con la forza”.

Il premio Nobel per la pace (2005) ed ex direttore generale dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica (Aiea), Mohamed El-Baradei, ha chiesto alla comunità internazionale, ai governi di Russia, Cina e Francia ed ai capi dei paesi arabi del Golfo di “fermare il pazzo che vuole trasformare il Medio Oriente in una palla di fuoco”. Il riferimento è a Trump.

Paesi arabi del Golfo

Il Ministero dell’Elettricità del Kuwait ha affermato che due centrali elettriche e un impianto di desalinizzazione sono stati presi di mira da attacchi di droni iraniani. “l’attacco ha causato danni materiali significativi e ha messo fuori servizio due unità di generazione di energia, ma non ci sono state vittime”, scrive la nota ufficiale.

Negli Emirati è stato registrato un attacco con droni contro le industrie dell’alluminio, ma i danni sarebbero lievi e non ci sono vittime.

Riad ha annunciato che tre attacchi iraniani sono stati sventati dalla forza di difesa anti-missilistica. “Obiettivo erano impianti petroliferi”.

Quella iraniana è una strategia suicida, perché creerà attorno a sé il vuoto e alla conclusione dell’invasione, se il regime attuale si salverà, si troverà in gravi difficoltà politiche, avendo creato un campo di nemici.

Cisgiordania

Ieri sera, nella città di Beit Ula, a nord-ovest di El-Khalil (Hebron), un palestinese è stato ferito da colpi d’arma da fuoco sparati dalle forze di occupazione israeliane. Fonti mediche hanno riferito che le forze israeliane di stanza presso il muro di separazione a ovest di Beit Ula hanno aperto il fuoco contro alcuni palestinesi, ferendo un giovane alla schiena. L’uomo è stato successivamente trasportato in ospedale, dove le sue condizioni sono state definite moderate.

Sempre ieri sera, coloni ebrei israeliani hanno incendiato due allevamenti di pollame nella città di Qusra, a sud di Nablus. Il gruppo di aggressori, sotto la protezione delle forze militari di occupazione israeliane, ha attaccato la parte meridionale della città e ha dato alle fiamme ai due allevamenti. I coloni ed i soldati hanno impedito ai mezzi dei vigili del fuoco di raggiungere gli allevamenti per spegnere l’incendio.

In precedenza, quella stessa sera, alcuni coloni avevano attaccato la parte occidentale di Qusra e tentato di fare irruzione nelle case, ma erano stati affrontati dai residenti. Le forze di occupazione israeliane hanno quindi fatto irruzione nella zona e lanciato gas lacrimogeni, causando il ferimento di dieci palestinesi, tra cui sette bambini.

Libano

I soldati israeliani ripetono le scene viste a Gaza. Festeggiano dopo la demolizione, con la dinamite, delle case dei libanesi nei villaggi di confine. E postano sui social i video con il grido: “Ecco un regalo a tutti gli israeliani”. Documentano i loro crimini di guerra. Se ci fosse una giustizia internazionale, i loro generali sarebbero tra le sbarre, come per la guerra in Bosnia.

I bombardamenti israeliani sono continuati incessanti sia su Beirut, sia in sud e nella Beqaa. In uno di questi è stata rasa al suolo una moschea, nel villaggio di Bar’asheet. La stampa di Beirut informa di 11 civili uccisi, ieri, sotto le macerie delle loro case.

L’Unifil ha denunciato che unità israeliane hanno distrutto tutte le videocamere di sorveglianza sui muri delle basi dei caschi blu internazionali a Naqoura.

Una buona notizia

Il documentario “Inside Gaza”, che racconta la vita quotidiana dei corrispondenti palestinesi impegnati a seguire la guerra israeliana contro i territori palestinesi, ha vinto il Gran Premio e il Premio del Pubblico venerdì sera alla 33ª edizione del Festival Internazionale del Film Documentario di Figeira, in Francia.