Libano: 370.000 bambini sfollati in tre settimane, in media 19.000 al giorno. Ad oggi 121 bambini sono stati uccisi e 395 feriti. In tutto il Paese, oltre 1 milione di persone si trovano ora sfollate, molte delle quali per la seconda, terza o addirittura quarta volta. Ad oggi, almeno 121 bambini sono stati uccisi e 395 sono rimasti feriti. Con circa 435 scuole pubbliche che ora fungono da centri di accoglienza, l’istruzione di oltre 115.000 studenti è stata bruscamente interrotta.

In sole tre settimane, più di 370.000 bambini sono stati costretti a lasciare le proprie case in Libano, in media almeno 19.000 ragazze e ragazzi sono sfollati ogni giorno. Per rendersi conto della portata del fenomeno, è come se ogni 24 ore centinaia di scuolabus pieni di bambini scappassero per salvarsi la vita.

In meno di un mese, circa il 20% della popolazione del Libano è stata sfollata. La rapidità e la portata di questo fenomeno sono sconcertanti. In tutto il Paese, oltre 1 milione di persone si trovano ora sfollate, molte delle quali per la seconda, terza o addirittura quarta volta. Si tratta di uno sfollamento di massa improvviso e caotico, che sta separando le famiglie e svuotando intere comunità, con conseguenze che si faranno sentire a lungo anche dopo che la violenza si sarà placata.

L’esaurimento mentale ed emotivo che grava sui bambini del Libano è devastante. Senza aver avuto nemmeno un attimo per riprendersi dal trauma dell’ultima escalation, avvenuta appena 15 mesi fa, (i bambini) vengono nuovamente sradicati con la forza. Questo ciclo senza sosta di bombardamenti e sfollamenti sta aggravando gravemente le loro ferite psicologiche, radicando una paura profonda e minacciando di causare danni emotivi gravi e duraturi.

Oggi, oltre 135.000 sfollati interni – molti dei quali sono bambini –  hanno trovato rifugio in più di 660 centri di accoglienza collettivi. Le condizioni di vita sono sempre più difficili. Molte famiglie sfollate vivono in contesti informali, sovraffollati e insicuri, tra cui edifici in costruzione, spazi pubblici e veicoli. La crisi economica del Libano e l’infrastruttura ormai logora limitavano già la capacità del Paese di soddisfare i bisogni primari; oggi, quell’infrastruttura sta cedendo sotto la pressione.

I servizi essenziali di cui i bambini hanno bisogno per la loro sopravvivenza e il loro futuro stanno subendo gravi interruzioni. In zone come la Bekaa e Baalbek, i bombardamenti hanno distrutto serbatoi idrici e stazioni di pompaggio fondamentali, privando decine di migliaia di persone dell’accesso all’acqua potabile. Inoltre, con circa 435 scuole pubbliche che ora fungono da centri di accoglienza, l’istruzione di oltre 115.000 studenti è stata bruscamente interrotta.

Il costo umano di questa escalation è sconvolgente. Ad oggi, almeno 121 bambini sono stati uccisi e 395 sono rimasti feriti*. Coloro che sopravvivono ai bombardamenti si ritrovano ad affrontare una realtà umanitaria drammatica. Assistiamo a famiglie in fuga con solo i vestiti che indossano, costrette a spostarsi più volte nel giro di pochi giorni a causa dei ripetuti ordini di sfollamento.

Nel frattempo, le infrastrutture civili essenziali – tra cui ospedali, scuole, ponti e sistemi idrici e fognari – da cui i bambini dipendono per andare avanti con la loro vita, sono state costantemente attaccate, danneggiate o distrutte.

L’UNICEF è sul campo e lavora senza sosta insieme ai nostri partner e alle istituzioni nazionali per sostenere i bambini sfollati, nei centri di accoglienza e nelle zone difficili da raggiungere. Solo nelle ultime settimane, il nostro Meccanismo di risposta rapida ha fornito a oltre 167.000 sfollati beni di prima necessità non alimentari e kit per l’inverno.

Abbiamo consegnato più di 140 tonnellate di materiali sanitari essenziali agli ospedali e attivato 40 Unità Satellite di Assistenza Sanitaria di Base per garantire che i bambini e le famiglie nei centri di accoglienza abbiano accesso alle cure. Stiamo fornendo assistenza d’emergenza per l’acqua e i servizi igienico-sanitari a quasi 190 rifugi e stiamo lavorando per proteggere il futuro dei bambini, sostenendo il Ministero dell’Istruzione nella creazione di un accesso all’apprendimento online e nella pianificazione di Spazi di Apprendimento Temporanei.

Tuttavia, l’assistenza umanitaria da sola non può risolvere questa crisi. La nostra capacità di risposta alle emergenze è gravemente compromessa dai ripetuti attacchi contro paramedici e operatori sanitari, e migliaia di famiglie rimangono isolate in zone difficili da raggiungere a causa dei rischi per la sicurezza e della mancanza di mezzi di trasporto.

I bambini stanno pagando il prezzo più alto per questo conflitto. Chiediamo con urgenza che sia garantito un accesso umanitario senza ostacoli a tutti coloro che ne hanno bisogno. Chiediamo la cessazione immediata degli attacchi alle infrastrutture civili, comprese scuole, ospedali e sistemi idrici. Soprattutto, i 370.000 bambini sfollati hanno un disperato bisogno di un cessate il fuoco immediato. Devono smettere di fuggire e ricominciare a vivere come dovrebbero vivere i bambini.”

*dato aggiornato al 27/3

FOTO E VIDEO: https://weshare.unicef.org/Share/7we68nn7f2d7mbs3lf526pb532tqvq2s