“La violenza ha nuovamente causato la morte tra i bambini palestinesi in Cisgiordania – ha dichiarato il direttore regionale dell’UNICEF per il Medio Oriente e il Nord Africa, Edouard Beigbeder, nel comunicato divulgato oggi, 17 marzo 2026 – Il 14 marzo scorso nella città di Tammun in Cisgiordania due fratelli, di 5 e 7 anni, sono stati uccisi dalle forze israeliane mentre insieme ai loro genitori erano all’interno della propria auto”.
Contestualmente Edouard Beigbeder ha informato i media che “dal gennaio 2025 in Cisgiordania, compresa Gerusalemme Est, sono stati uccisi 65 bambini palestinesi, circa uno alla settimana, la maggior parte colpita da colpi d’armi da fuoco caricate con munizioni letali, e nello stesso periodo in quest’area sono stati gravemente feriti più di 760 bambini palestinesi“.
“Per i bambini che sopravvivono a questi episodi, le conseguenze sono profonde – ha evidenziato Edouard Beigbeder nel comunicato – Alcuni rimangono colpiti da disabilità permanenti che segneranno il resto della loro vita. Molti bambini devono fare i conti con profonde ferite psicologiche dopo aver assistito all’uccisione violenta e alle ferite inflitte ad amici e familiari”.
E, rivolgendosi direttamente a loro, Edouard Beigbeder ha sollecitato le Autorità israeliane alla responsabilità:
L’UNICEF esorta le Autorità Israeliane ad adottare misure immediate e decisive per proteggere i bambini palestinesi e tutelare il loro diritto alla vita in conformità con il diritto internazionale. Le autorità devono garantire una responsabilità trasparente e rigorosa nei casi in cui dei bambini vengano uccisi o mutilati e intraprendere azioni efficaci per scoraggiare ulteriori violenze. Le autorità devono inoltre adempiere al loro obbligo di garantire l’accesso umanitario e l’assistenza medica ai feriti.











