Come BDS Italia, in cooperazione con movimenti nazionali e internazionali, segnaliamo con massima allerta il transito dal porto di Gioia Tauro di molteplici containers trasportati dalle navi della compagnia MSC, sospettati di contenere materiale per uso militare proveniente dall’India e destinati alla più grande fabbrica di munizioni israeliana, la IMI System, di proprietà della Elbit System, a Ramat Hasharon in Israele.
Dalle informazioni disponibili, sarebbero 16 i container sospetti in transito dal porto di Gioia Tauro facenti parte di una spedizione più ampia di 23 containers provenienti dall’azienda indiana di acciaio balistico RL Steel, stato di Aurangabad, Chhatrapati Sambhajinagar, partiti dal porto di Nhava Sheva in India.
Esiste il sospetto più che fondato che i containers su questa rotta contengano acciaio militare specializzato o materiali semilavorati per la produzione di munizioni, inclusi proiettili di artiglieria da 155 mm.
Il transito di materiali per uso bellico verso Israele, da porto di Gioia Tauro così come da altri porti italiani, espone l’Italia al grave rischio di contribuire a violazioni di diritti umani e crimini internazionali negli attacchi militari israeliani in corso in Libano, in Iran e nel contesto dell’occupazione militare illegale e del genocidio perpetrato dallo Stato di Israele in Palestina.
Cinque di questi containers sono già transitati dal porto di Gioia Tauro, scaricati il 1° marzo dalla nave MSC Marie Leslie e caricati in data 13 marzo sulla nave MSC Lucy, ripartita il giorno seguente verso il porto di Ashdod in Israele.
Nonostante la presenza di questi cinque containers sia stata segnalata alle Dogane, alla Capitaneria di Porto e alla Guardia di Finanza, e nonostante la notizia sia circolata ampiamente a mezzo stampa, non ci sono stati riscontri rispetto alla richiesta di ispezioni del contenuto dei suddetti containers, che hanno già lasciato il porto di Gioia Tauro sulla nave MSC Lucy nel silenzio delle istituzioni.
Allertiamo sull’arrivo prossimo di un altro carico di materiale per uso militare!
La nave MSC Siena, parte della stessa spedizione sopra descritta, ha lasciato il porto di Valencia il 14 marzo, e attraccherà nel porto di Gioia Tauro con arrivo previsto in data 16 marzo, per effettuare il trasbordo di altri tre containers sospettati di contenere materiale per uso bellico.
Chiediamo con urgenza
a tutte le autorità competenti, in particolare all’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM), all’Autorità di Sistema Portuale dei Mari Tirreno Meridionale e Ionio a cui afferisce il porto di Gioia Tauro, di intraprendere immediatamente tutte le azioni necessarie per le ispezioni dei tre containers trasportati dalla nave MSC Siena.
E’ essenziale che vengano adottate misure in conformità della legge 185/90 sul controllo dell’esportazione, dell’importazione e del transito dei materiali d’armamento, che stabilisce specifici divieti e controlli, al fine di fermare il possibile trasferimento di forniture militari illegali.
Secondo il Diritto Internazionale, gli Stati che facilitano il trasferimento di armi verso Israele agiscono in violazione dei loro obblighi ai sensi delle Convenzioni di Ginevra, del Trattato sul commercio delle armi, e della Convenzione per la prevenzione e la repressione del crimine di genocidio. L’Italia in quanto firmataria di questi strumenti ha l’obbligo di prevenire il trasferimento di materiali che possano contribuire alla commissione di gravi violazioni del diritto internazionale umanitario.
Inoltre, favorendo il transito di materiali per uso bellico l’Italia contravverrebbe all’obbligo di “adottare misure per prevenire relazioni commerciali o di investimento che contribuiscano al mantenimento della situazione illegale creata da Israele nel Territorio palestinese occupato”, come indicato dalla Corte Internazionale di Giustizia nel suo parere consultivo del luglio 2024.
A nome della campagna Block the Boat chiediamo:
- Ispezioni rigorose effettuate su tutti i carichi diretti verso Israele, per garantire che non vi siano violazioni del diritto internazionale.
- Immediato embargo militare verso Israele: è fondamentale che gli Stati smettano di fornire materiale militare a Israele, in conformità con il diritto internazionale.
- Sanzioni per le compagnie coinvolte: le aziende complici del genocidio in corso devono essere sanzionate e ritenute responsabili.











